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Ulìa: Primo Gin Mediterraneo

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Scusate il ritardo, ma son così poche le cose per le quali vale la pena disturbarvi. Ed eccone una che ha senso approcciare, una novità assoluta e davvero singolare.

Da tempo giochiamo con il Gin esplorandone il mondo complesso e di infinita modulazione. Un importante ristorante della mia terra mi ha chiesto di sperimentare la possibilità di servire gin a pasto e, devo dire, che G&G, funziona benissimo. Quando sarà il momento disveleremo nome del ristorante e traduzione di G&G.

Oggi vi racconto di una casa che produce liquori e distillati in fondo al tacco d’Italia, la Essentiae di Emanuele De Gaetani. Infusi in generale di ottima fattura. Ma Emanuele, accompagnato da un Tecnologo alimentare (Paolo Manco) altrettanto dissennato, ha voluto esagerare.

Testimone della notevole dose di follia di Emanuele è il fatto che abbia voluto me e Giulio Benvenuto come padrini alla presentazione della sua nuova creatura. Nulla quaestio su Giulio, molti dubbi su di me medesimo.

Ma veniamo al fatto. Nella mia lingua, il dialetto del Salento, i verbi non hanno il tempo futuro e gli avverbi sono scarsi e di breve proiezione: crai (domani), piscrai (dopodomani), in qualche caso puschiddhri (tra due giorni) e poi basta. Troppo ottimismo. Solo il verbo volere, anche se coniugato al passato remoto, segna un desiderio futuro: Ulìa.

Ma Ulìa è anche la pianta dell’olivo. E, dunque il futuro si radica nella lingua e nella terra. Ulìa, da qualche giorno, è anche il nome di un Gin assolutamente innovativo e insolito.

Un distillato di cereali a preminente aromatizzazione di ginepro ma svolto come un compound, più genepì di scuola salentina che come un Plymouth. Tre elementi lo fanno assolutamente originale: il legno (di ulivo), il tempo (tre anni) e le botaniche, rigorosamente mediterranee.

Arancia amara, limone, menta, chiodi di garofano, cardamomo, calendula, anice stellato, aloe e, ovviamente, foglie di ulivo. La nota dolce è data da qualche goccia di miele e un po’ di carruba.

La stragrande maggioranza di queste essenze, miele compreso, è da piante coltivate da Emanuele o raccolte nelle macchie di Torre San Giovanni. Ho avuto il compito di trovare il modo di gustare il Gin Mediterraneo (avrei preferito Mediterròneo) oltre la modalità di aperitivo, oltre il trou de normandie, oltre il finepasto rinfrescante.

Due abbinamenti semplicissimi: Ulìa con ghiaccio su insalata di carciofi e arance oppure su pane e pomodoro. Sembra banale eppure diventa sensazione sublime. Come aperitivo? Miscelato con un bianco secco e fermo e accompagnato da lupini e mandorla tostata.

Un bravo ad Emanuele per aver racchiuso in una stupenda bottiglia i profumi del Salento e un grazie per avermi permesso di raccontarlo in anteprima.
Ultima modifica ilMartedì, 13 Novembre 2018 15:33
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