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Montegradella 1985-2015: un Valpolicella Classico finemente Superiore!

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Ci vuole poco per creare dei falsi miti, mentre ci vogliono anni e anni di lavoro per sfatarli. Un vino quotidiano, di pronta beve, dalla gradazione alcolica non elevata e dal tannino non muscoloso, può evolvere nel tempo?

Può portare con fierezza i segni del tempo anche a decenni anni dalla vendemmia? Può diventare un piccolo grande riferimento per un’intera area vinicola? Un “MythBusters” sì, e il Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore di Santa Sofia, storica cantina di Pedemonte di Valpolicella, da mezzo secolo di proprietà della famiglia Begnoni, lo ha dimostrato nel corso di verticale “lunga 30 anni”.



Fu Giancarlo, nel 1967, a rilevare dalla contessa Rizzardi l’azienda con una tradizione vitivinicola risalente agli inizi del 1800, ai tempi era già conosciuta per il suo Recioto. La sede è una storica villa palladiana, patrimonio Unesco, progettata da Andrea Palladio nel 1565, con parte delle antiche cantine costruite addirittura nel 1300 dai frati di San Bernardino e utilizzate già nel XIV e XV per l’affinamento dei vini.

La proprietà consta di circa 24 ettari in Valpolicella Classica, oltre ai 45 ettari in Valpantena acquisiti nel 2015, a guidarla il figlio Luciano, che ancora molto giovane, nel 1984, inizia il suo percorso all’interno dell’azienda sviluppando tutta l’area commerciale, con passione e dedizione, fronteggiando sempre nuove e insidiose sfide, tanto da conferire all’azienda un’impronta molto internazionale. Oggi Santa Sofia esporta l’87% della sua produzione in 65 Paesi nel mondo. In vigna e in cantina ad affiancare babbo Giancarlo da qualche anno c’è il giovane enologo Matteo Tommasi che sta cercando di carpire tutti i segreti di chi ha alle spalle oltre 60 vendemmie.

 
Una serata, quella organizzata presso Wine Tip di Milano, tutta dedica alla conoscenza di quest’eccezionale cru, il Montegradella (in famiglia piace definirlo un piccolo Amarone) e al suo potenziale di evoluzione. “Un vino – spiega Luciano – che ha una struttura e una complessità pari al vino più famoso del nostro territorio, pur mantenendo la freschezza e la bevibilità tipiche di un Valpolicella”.

Una verticale al contrario (1985, 1996, 2008, 2011, 2014 e 2015) condotta da Luciano e Matteo, in cui sono state percorse le tappe principali della loro storia, dagli esordi ad oggi, dimostrando come la cantina non guarda alle mode, anche se non manca mai un occhio attento alle esigenze del mercato, senza snaturare i propri valori.

Negli anni la tecnica di vinificazione del Montegradella è rimasta praticamente immutata, Corvina e Corvinone (70%), Rondinella (30%), con appassimento delle uve per un periodo di 40-45 giorni, macerazione per circa 10 giorni in acciaio e maturazione per 24 mesi (30% in barrique di rovere francese e 70% in botti da 20-30 hl in rovere di Slavonia). Fino agli anni 90, invece, si utilizzano botti da 100/150 hl molto vecchie (anche di 70/100 anni).

 
Montegradella 1985: è un viaggio nella storia di Santa Sofia, qualche segno dell’età, come giusto che sia, si vede, ma sono molto apprezzabili, con questo color aranciato, un naso evoluto ma ancora molto vivo e piacevole, sentori di erbe aromatiche e officinali e reminiscenze di caffè e torrefazione. Al palato è delizioso seppur ha perso un po’ in trama tannica, ma è un “Valpo” che si difende bene con quel suo nerbo ancora intatto. 33 anni e non sentirli!

Montegradella 1996: da un’annata piovosa e fresca un vino colore aranciato che gioca su note più speziate che balsamiche. Al palato spiccano dei frutti rossi maturi, le note di liquirizie ritornano sorso dopo sorso grazie ad una buona persistenza. Tannini dall’indubbia raffinatezza.

Montegradella 2008: prugne e ciliegie in confettura inondano i recettori nasali e le papille gustative, lasciando il giusto spazio a eleganti note floreali e speziate (china, rabarbaro), in questo valpolicella dalla granata sfumatura. Un appassimento che si sente, con la struttura che ne beneficia, mentre eleganza e piacevolezza della beva non l’abbandonano mai. Tannini suadenti che avvolgono morbidamente il palato. Armonia pura!

 
Montegradella 2011: chiodi di garofano, prugne secche, spezie ed un inconfondibile bouquet floreale emergono da un rosso rubino impenetrabile. Materico al palato e dalla gradevole chiusura.  Manca solo di una spinta maggiore.

Montegradella 2014: dal color rubino intenso, in quest’annata piovosa e fredda, un vero fratello minore dell’Amarone di casa Santa Sofia, visto che tutte le parcelle destinate all’Amarone nel 2014 sono state utilizzate per questo Montegradella. Complesso al naso con le sue note fruttate, floreali, e speziate accompagnate da accenni di caffè, tabacco e cioccolato, al palato esuberante freschezza e tagliente acidità, con un tannino già ben integrato.

Montegradella 2015: ancora giovane questo vino color rubino, ma già ben caratterizzato da una nuance floreale, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è rotondo, corposo, con chiusura fresca e buona trama tannica.

A chiudere la degustazione, Gioè Amarone della Valpolicella DOC Classico annata 1998, un elegante vino da meditazione, tra i più premiati di Santa Sofia, il cui nome sta ad indicare proprio la parte superiore del Monte Gradella, quella esposta al sole per buona parte del giorno. L’appassimento dura circa 100 giorni. 24 mesi in botti di rovere di Slavonia, 18 mesi in barrique di rovere francese e almeno 2 anni in bottiglia per l’affinamento. La prima annata risale al 1964, da allora in 50 anni è stato prodotto solo 17 volte.

 
Una grande annata la 1998, rispettosa dello stile Santa Sofia, (low-alcol rispetto ai concorrenti), un vino che gratifica molto, non solo per una questione di prezzo (appena 48 euro il prezzo a scaffale per la versione Riserva) e per la bontà, ma per quella sua innata dote di eleganza, piacevolezza ed armonia, che si ritrova in quel suo color granato, in quelle note di confettura, frutta secca, rosa appassita e intriganti aromi speziati. Il sorso è ampio, ben strutturato, dal tannino vigoroso ma piacevolissimo.

Abbinati ai vini, alcuni prodotti gastronomici della Valpolicella e della Lessinia, selezionati da Corrado Benedetti, Salumi e Formaggi d’Autore: Carne salà dello Schioppo, La Corposa, coscia affinata in Amarone della Valpolicella DOCG, il Crostino con crema di radicchio rosso, il Formaggio Fenarolo affinato nel fieno, il Formaggio Monte Veronese DOP D’Allevo, Presidio Slow Food, il Redivino, formaggio affinato in Amarone della Valpolicella DOCG.

 
[Photo Credit: Antonio Cimmino; Uff. Stampa Santa Sofia]

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