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Champagne Tribaut Schlosser: quando la qualità è anche accessibile!

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Nell’ultimo periodo sembra di assistere alla rivincita social dello Champagne, numerosi sono i post con le “solite” bottiglie, in fondo è più facile (per chi può permetterselo!) parlare ed esaltarsi davanti ad un Cristal, Krug Clos Du Mesnil, P2 Dom Pérignon, Dom Ruinart, Belle Epoque, La Grande Dame,  Omtes Taittinger, Salon Le Mesnil-sur-Oger, Initial Jacques Selosse, Cuvée N°XXX Jacquesson, che riconoscere ed apprezzare etichette meno famose (meno costose) ma altrettanto ottime.
 
Succede così che davanti allo scaffale, nello scegliere uno Champagne, si viene presi da un gran senso di confusione se si sta cercando un ottimo rapporto qualità/prezzo, con un’offerta di bollicine così vasta, considerando le 300 milioni di bottiglie prodotte al mondo.

Ed ecco alcuni termini di paragone, che si allontanano un po’ dai nomi noti, per supportare l’ardua scelta!

Come ad esempio la linea completa degli Champagne Tribaut Schloesser, maison fondata a Romery, pochi chilometri da Epernay, nel 1929 da René Schloesser, giovane agricoltore lussemburghese che ad inizio secolo si trasferì, insieme alla moglie Lucie, in Champagne alla ricerca di un futuro migliore, e dove decisero di commercializzare il proprio Champagne. Nel 1950 la figlia di René e Lucie sposa Jean Tribaut, vignaiolo e cantiniere della zona, l’unione dei vigneti delle due famiglie porterà alla nascita dell’odierna azienda.

 
A gestire gli attuali 50 ettari di proprietà, oltre ad alcuni vigneti in affitto, tra la Montagne de Reims e la Valle della Marna vi è la giovanissima quarta generazione, i fratelli Sébastien e Valentin, che con la stessa passione e competenza dei loro avi, oggi producono degli champagne delicati e raffinati, fedeli alla tradizione ma, da buoni millennials, con quel nativo progresso tecnologico per non rinunciare al loro “fundamental”, qualità diffusa e percepita su tutta la linea.
I vigneti sono costituiti da 30% Chardonnay, 40% Pinot Nero e 30% Pinot Meunier da cui si ricavano circa 350.000 bottiglie, vendute soprattutto in Europa ma con un trend in forte crescita sul mercato nordamericano e asiatico.

Vinoway era al ristorante Pier52 di Milano dove, durante una degustazione ad hoc,  si sono potute apprezzare 5 delle nove etichette attualmente in vendita.

 
Brut Origine: un sans année molto interessante come etichetta di entrata, che sosta sui lieviti almeno tre anni prima della sboccatura. 40% Pinot Nero, 30% Chardonnay, 30% Pinot Meunier da gradire (oltre che per il buon prezzo, poco più di 22€ in enoteca!) per quella sua freschezza agrumata, quel pizzico di sana sapidità e quel sentore floreale che lo rende molto giovanile e snello, e che grazie all’assemblaggio con il 10% di vini di riserva maturati in botte acquista un po’ di ciccia.

Brut Nature: 35% Pinot Nero, 35% Chardonnay e 30% Pinot Meunier che letteralmente entusiasmano e rapiscono. Quattro anni sui lieviti, 20% di vini di riserva affinati in botte. Uno champagne intrinsecamente morbido, rotondo, a dispetto del dosaggio zero, equilibrio sublime. Al naso ricordi esotici e tropicali e sentori di latte di mandorla. Al palato è complesso, dotato di un bel corpo ed una balsamicità che ritorna sul finale, allungandolo e richiamando un nuovo sorso. Si porta via a soli 26 euro!

Blanc de Chardonnay: 100% Chardonnay da un buon mix di terroir maggiormente vocati per questo vitigno, Fleury la Rivière, Aÿ e Bassuet. 48 mesi sui lieviti per questa cuvée minerale e floreale assemblata con il 20% di vino da vecchie viti di Chardonnay di Aÿ elevato in botte. Si svela poco alla volta, forse più ricca di quanto ci si aspettava, un up&down tra note fresche di agrumi e sensazioni fragranti ma burrose di pan brioches appena sfornato, il tutto accompagnato da una tipica sapidità, marchio di fabbrica di Tribaut. In enoteca il prezzo oscilla tra 30 e 35 euro.



Si cambia registro con la Cuvée René prodotta ogni anno con lo Chardonnay (70%) di Crayères a Romery e il Pinot Nero (30%) di Crossat a Écueil. In degustazione l’assemblaggio era costituito dal 50% di vini di riserva 2009 maturato in legno, e per il restante 50% dal millesimo 2010. Oltre 6 anni l’affinamento sur lie previsto, dosato con 6 grammi di zucchero per litro. Uno champagne che vibra su note burrose, su una cremosità che avvolge il palato ed una persistenza gustativa che richiama da lontano gli chardonnay di Borgogna. Il perlage è di una bellezza straordinaria, elegante e persistente, anche dopo svariati minuti di “effervescenza” nel calice. Il giusto e doveroso tributo al fondatore René! Prezzo più che equo: 45/50 €.

La chiusura è affidata a L’Authentique millesimo 2009 da vecchie viti di Pinot Nero (60%) e Chardonnay messe a dimora ad Aÿ, Romery e Écueil, di cui sono state prodotto solo 4.837 bottiglie, tutte numerate e col tappo legato con il filo di canapa. Il vino base matura per quasi due anni in botti di rovere prima della presa di spuma. Cinque anni almeno sui lieviti per uno champagne che al naso è ampio, ricco, con note di frutta essiccata e spezie dolci. L’ingresso in bocca è potente, è dotato di finezza gustativa ed equilibrio grazie ad una tagliente e inaspettata acidità. Un seducente champagne senza timori reverenziali verso i grandi nomi della denominazione a soli 70 euro!

[Photo Credit: Antonio Cimmino; Champagne Tribaut Schloesser]

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