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Casa Raia: l’amore e il rispetto per il territorio di Montalcino

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Durante una piacevole visita a questo Vinnatur 2018, la manifestazione sui vini naturali che si svolge presso la splendida cornice di Villa Favorita a Monticello di Fara (VI), tra i mille assaggi proposti dai vari produttori, uno di quelli che più ci ha incuriosito, è stato quello di un piccolo produttore di Brunello di Montalcino e non solo di origine francese, per chi non lo conoscesse, il suo nome è Pierre-Jean Mannoyer, lui vignaiolo insieme alla moglie e patron di Casa Raia.
 
Storia intrigante quella della nascita di questa azienda, che fino a qualche secolo fa apparteneva alla storica famiglia di Biondi - Santi, conosciuta come “Podere Scarnacuoia”.

La tenuta nella zona nord-est di Montalcino, completamente ristrutturata dal 2006 in poi, è stata acquistata tempo addietro dalla moglie di Jean-Pierre, Kalyna, ed era la residenza estiva per godere del panorama unico dei colli senesi.

Dal 2006 i giovani Kalyna e Jean-pierre preso possesso della tenuta e delle vigne, iniziano il loro percorso produttivo, dopo essere stati allievi di alcune delle prestigiose cantine di Montalcino, ma con un'idea chiara: il più stretto rispetto del territorio e delle piante.



Casa Raia lavora in un regime strettamente biodinamico mantenendo sempre l’idea dell’alta qualità.

Le vigne più vecchie di Sangiovese grosso di ormai 43 anni, allevate a cordone speronato, e doppio cordone, insieme ad altre varietá di quasi 20 anni tra Sangiovese grosso, Merlot e Cabernet-Sauvignon risiedono in poco più di un ettaro su un marnico-roccioso, il che è sinonimo di grande acidità e longevità del vino, dove il prodotto finale della bottiglia nasce dal conseguente percorso che l’uva può avere, senza forzature, con un regime di potature che seguono il ciclo lunare.

La vinificazione riduce al minimo l’uso della chimica ovviamente e della tecnologia meccanica, dopo la diraspatura, e l’uso del torchio per principio gravitazionale, l’uva cade in tini da 30 hl per una fermentazione naturale, per passare poi dopo la svinatura sempre per principio di gravità nella parte sottostante della cantina, in tini di rovere francese, che seguiranno un affinamento di 4 anni prima dell’imbottigliamento.

Tale accortezza e rispetto è estremamente riconoscibile nella proposta di Casa Raia, un Brunello quello degustato sia nelle annate 2013 e 2014 in anteprima non banale e scontato di grande struttura ed eleganza, un po' nello stile dei vecchi brunelli che ben si facevano apprezzare sempre di più con il passare del tempo.

Vini Naturali ben gestiti dalla grande maestria di Pierre-Jean e Kalyna, che difficilmente per estrema eleganza e assenza di difetti sono riconoscibili tra i produttori di vini naturali, e che regalano sensazioni ormai un po' dimenticate in questa splendida denominazione vinicola italiana.

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