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Brolo dei Giusti e Amarone Torre del Falasco: la Valpantena tra sfida all’alta ristorazione e la qualità diffusa

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L’occasione colta è quella di festeggiare il sessantesimo anniversario della Cantina Valpantena Verona, allo Spazio Eventi Presso di Milano, giovedì 1° marzo, l’evento celebrato è stata la presentazione alla stampa dei primi risultati ottenuti del nuovo progetto vitivinicolo, Brolo dei Giusti, la sfida all'alta ristorazione della cantina cooperativa.
 
Fondata a Verona nel 1958, in breve tempo ha attirato a sé quasi interamente la produzione del territorio che si estende tra la Valpantena e la Val Squaranto. Oggi conta 250 aziende agricole associate e copre un’estensione di 780 ettari di vigneto. A queste, dal 2003, si sono aggiunte circa 110 aziende olearie con 200 ettari di oliveto, grazie alla fusione con l’Oleificio delle Colline Veronesi che ha dato origine ad un importante polo oleovinicolo con un numero complessivo di 360 aziende associate. 9 milioni e mezzo le bottiglie prodotte annualmente, che hanno generato nel 2017 un fatturato di oltre 50 milioni di euro, di cui l’export rappresenta oltre il 60%.

Della nuova linea fanno parte un Amarone della Valpolicella DOCG e un Valpolicella Superiore DOC, prodotti in tre vigneti condotti direttamente dall'azienda. Si tratta di un appezzamento di 13 ettari, oltre a due più piccoli, di 3 e 2,5 ettari, tutti in Valpantena, in cui sono coltivate le tipiche varietà della Valpolicella (Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara) con impianti in parte a pergola ed in parte a guyot.

Brolo, nella tradizione e cultura contadina, è un campo coltivato protetto da siepi, alberi di ulivo e marogne, tradizionali muretti a secco che da sempre in Valpolicella definiscono le proprietà terriere, caratteristiche proprie del vigneto principale che, come un Clos francese, racchiude i vini più importanti e preziosi della cantina.

“La gestione diretta dei vigneti – ha commentato il Direttore Luca Degani – ci ha permesso di sperimentare tecniche colturali avanzate come la confusione sessuale e eliminare il diserbo chimico a favore di lavorazioni meccaniche del sottofila. La creazione di una società agricola, controllata al 100% da Cantina Valpantena, è stata una conseguenza naturale”.



Questo nuovo impegno nel rispetto dell’ambiente è stato reso possibile, tra l'altro, dall'adozione del protocollo Tre Erre (riduci, risparmia, rispetta) promosso dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, volto all’utilizzo di pratiche agronomiche che riducono l'impiego di prodotti chimici e valorizzano la biodiversità. Stessa direzione per la ricerca e sviluppo su cui Cantina Valpantena si è impegnata con un progetto più che concreto: la scoperta di una nuova varietà a bacca rossa della Valdonega, area collinare che sovrasta Verona. A grappoli spargoli ed acini scuri adatti all’appassimento, ricchi di polifenoli ed antociani a cui è stato dato il nome di Elmo.

Il Brolo dei Giusti conta poche bottiglie, tutte numerate a mano, prodotte solo nelle annate migliori.

Il debutto con la 2011 di Amarone e 2013 di Valpolicella, 8.000 e 12.000 le bottiglie prodotte, serigrafate anziché etichettate per poter rimanere integre nel lungo affinamento che il vino può affrontare. I tappi sottoposti a controllo individuale con il gas cromatografo mettono al riparo dai difetti legati al sughero.

“Questa linea – ci ha spiegato il Presidente Luigi Turco – rappresenta il punto di arrivo di un percorso di crescita qualitativa che ci ha portati ad essere uno degli attori principali della denominazione, a livello internazionale. Il Giusto evocato dal nome rappresenta un omaggio alla figura dell'agricoltore che, alla fine di una giornata di lavoro, si siede sulla marogna a contemplare il suo operato, immerso nella geometria delle vigne e nella bellezza della natura. Il logo scelto simboleggia in modo efficace la filosofia che ci guida nella conduzione di questi vigneti, dove il rispetto per la natura e l'amore per le cose ben fatte sono gli stessi con cui la nostra gente ha sempre svolto il proprio lavoro”.

Per una maggiore valorizzazione e apprezzamento gustativo, i vini  sono stati abbinati a degli straordinari piatti preparati da Giancarlo Perbellini, Chef due stelle Michelin con il suo Casa Perbellini di Verona, in grado di esaltare la complessità dei due vini,  come ad esempio alcuni fingerfood (Acciuga caramellata e burro; Finanziera di mandorla, yuzu, crema di carote e maionese alla soia; Tartelletta mais morado e gorgonzola; Croccante di alga, maionese al wasabi e guacamole), e tapas come la Spuma di ceci, burrata e mandarino, oppure lo Scampo dorato, zabaione di Garganega, mela verde e cavolfiore, meglio ancora la Tartare di manzo, pistacchio, pomodoro e maionese alla senape o la Sogliola bollita, crema di capperi, prezzemolo e maionese al worcester. Infine, due piatti top in fatto di abbinamento all’Amarone del Brolo, il Risotto mantecato all’amarone, zucca e nocciole ed il Guanciale di maialino iberico alla birra, purè al lievito madre, rafano e cappuccio.

 
Per approfondire meglio lo stile della cantina, Vinoway era presente alla verticale di Amarone Torre del Falasco, la linea storica e più rappresentativa dell’azienda. In degustazione 7 annate, dalla 2012 alla 1997, passando per la 2010,2008, 2006, 2004, 2000.

Un tocco che si riconosce lungo questi 20 anni di verticale in un fil rouge che disegna più eleganza e meno struttura rispetto alla zona classica o a quella orientale della Valpolicella. Un terreno argilloso, calcareo e per nulla vulcanico che regala vini eleganti, fini, scattanti, con quella nota floreale che assume la Corvina che pian piano col tempo si trasforma in fini sensazioni balsamiche.

 
2012 – Ottima freschezza, corpo imponente, un final di bocca caldo con in evidenza un frutto rosso sotto spirito. Al naso conserva una grande tensione aromatica.

2010 – Note più evolute, sensazioni di canfora e menta virano verso una frutta appassita ed una nuance speziata che dà vivacità. Al palato la percezione alcolica è molto più contenuta, la chiusura è meno imperiosa con un ritorno sul bittersweet della scorza d’agrume.

2008 – Annata problematica come quantitativo prodotto, non esalta per corpo alquanto esile, tipiche note balsamiche e mentolate lasciano spazio alla radice di liquirizia.

2006 – Tra le annate più difficili degli ultimi 20 anni. La struttura complessiva del vino è molto piacevole. Al naso un continuo rimpallo tra lo speziato (caffè, cacao) e una parte molto più ombrosa, scura, profonda, ma il palato è tonicissimo, con una tenuta di bocca che ripaga del tempo atteso, tannino di qualità, per nulla vegetale. Caldo ma mai bruciante.

2004 – Ottima l’annata, al naso si riconosce una lieve tostatura di caffè e una nota liquorosa di ciliegia matura. Una spolverata di pepe nero insieme ad un tocco mentolato e balsamico alleggeriscono il frutto leggermente appesantito. Al palato un vino easy, un tannino molto coerente, più glicerico e zuccherino. Il final di bocca è molto spostato su morbidezza e rotondità.

2000 – Annata super, Amarone straordinario. Le note di pietra focaia, polvere da sparo, a sancire l’evoluzione della tostatura, il legno che arricchisce ma non prevarica. La polpa è ancora viva, un vino carico di energia. La trama tannica è regale, il finale molto sfaccettato con le sue note iodate, è lunghissimo, un amarone che ti prende al palato e non ti molla. La presenza della sapidità lo rende molto succulento. Un vino ampio, senza quella coda di dolcezza, che valorizza ancor di più la sua struttura importante.

1997 – Grande coerenza stilistica. Salvia, frutta sotto spirito, note ferrose, molto verticale. Naso sopraffine, elegante. Al palato si sente ancora la freschezza, di fondo resta la tensione, la propulsione, un vino che non si siede mai. Nel finale ritorna la confettura di agrumi con quelle sensazioni un po’ dolci e un po’ amare e la visceralità della terra con le sue radici.

 
Grandi numeri per quest’Amarone Torre del Falasco, ogni anno circa 100.000 le bottiglie prodotte. Probabilmente uno dei migliori per rapporto prezzo/qualità se si pensa che in cantina il prezzo finale al consumatore oscilla tra i 20 e i 22 euro. Da comprarne a pallet!
   
[Photo Credit: Antonio Cimmino; StudioCru]

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