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Ageno: l'avvocato in verticale

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Rivergaro, Val Trebbiola... una piccola valle dorata, di sol inondata, sita ed incompresa conca, ai fianchi solcata, dal torrente Trebbia e dal torrente Nure. Le rispettive valli, profonde, dai profili mai troppo aspri, possiedono una dolce e delicata progressione montuosa.
 
La conformazione rocciosa di queste valli e delle Alpi Apuane in generale, grazie alla "finestra tettonica", è di immediata classificazione oltreché di ottima comprensione. Le qualità geologiche, si evidenti, spiazzano e sorprendono l'immaginario comune.

Composizione povera ed atipica, un terreno delicato, eroso, un substrato magmatico dalla tonalità nera, cupa e bruna. La Stoppa possiede nei terreni queste caratteristiche, possiede anche però le qualità dei terreni profondi della vicina "pianura", vi si ritrova perciò una buona dose d'argilla.

Rivergaro quindi contempla sia le umide e salmastre folate di scirocco, del vicino golfo ligure, sia il continentale clima dei territori pianeggianti. Sita a 300 m.s.l.m. sulle prime dolci pendici collinari , riposa indisturbato, grazie ad un territorio poco antropizzato, un appezzamento di circa 60 ettari ove la metà del terreno è: boschivo, seminativo o frutteto. La bellezza insita di queste lande è il paesaggio sincero, vero soprattutto, vi si ritrovano i cosiddetti fazzoletti colorati, eterogenei. Non vi si ritrovano vigne senza soluzion di sosta ma pascoli, laghetti artificiali e le tonalità d'ogni gener di specie arboree al mutar delle stagioni! La tenuta possiede un vissuto antico, raro per la magnificenza dell'esempio agricolo.

Venne istituita al giunger d'un influsso ligure, un avvocato genovese... il suo nome era Ageno! Fine metà Ottocento, primi anni del Novecento l'avvocato si diletta a coltivar varietà alloctone, tipicamente francesi, oggi internazionali, classificate all'uso domestico da una nomenclatura bizzarra : pinò, bordò et similia. La tenuta verrà successivamente acquistata da un membro della famiglia Pantaleoni nel 1973, il quale vedrà sua figlia, Elena Pantaleoni, direttamente coinvolta nella conduzione aziendale, avvalendosi dal 1980 dell'enologo Giulio Armani per la produzione dei vini de La Stoppa! Giulio ed Elena sono il cuore pulsante dell'agricoltura piacentina, sono degli artigiani a tutto tondo che vogliono dar voce alla poesia della terra natia.  

Fine anni novanta, il territorio parla costantemente, con voce ora possente ora sussurrata, con continuità, chiede d'esser ascoltato ma soprattutto osservato... si provvederà ad estirpare molti vitigni internazionali per dare spazio alle varietà autoctone: barbera, bonarda (alias croatina), malvasia aromatica di candia, ortrugo e trebbiano. Ad oggi  alcune vigne di cabernet sauvignon, merlot , semillon, ancora persistono, strategicamente situate, dalla vita centenaria, perciò con una valenza storica-territoriale da non cancellare. L'espianto di taluni vitigni bordolesi ed il successivo ritorno alle varietà locali è stata una scelta ragionata, studiata... un territorio si caldo, umido ed influenzato da un terreno  in buona sostanza profondo ed argilloso, non ha bisogno di varietà precoci, sensibili alle malattie fungine... ha bisogno di vitigni robusti la cui acidità o tannicità intrinseca sia esaltata dalla varietà adoperata. In soccorso la tagliente barbera e la tannica croatina! La malvasia, l'ortrugo ed il trebbiano come resistono a questo clima? Semplice sono varietà ben adattate, da sempre collocate a queste latitudini, hanno una buccia notevole, spessa carica di antociani e polifenoli... la malvasia quando è ben matura possiede striature ramate! La tradizione contadina è la vinificazione in rosso di uve bianche, oggi s'appellano "vini macerati" ma altro non è che il seguito d'una necessità territoriale. Tutte le sostanze fresche e tanniche contenute nell'epicarpo di queste straordinarie varietà verranno cedute al mosto donandoci un liquido cangiante, mutevole ed onirico!

NOZIONI SU CUI RIFLETTERE: Il territorio di cui l'azienda gode, ne è proprietaria per un tempo limitato, il terreno su cui sorge l'attività agricola è un lascito, un prestito che la generosa Madre Terra ha concesso. Una responsabilità di cui, Giulio ed Elena, si sono fatti carico di esprimere al meglio, cercando di lasciarla alle generazioni future intatta, sana e ricca, così come gli è stata consegnata. Perciò tengo a sottolinear un concetto che so esser molto caro la qual condivisione è totale: l'Ageno non è un mero esercizio di stile, non è il frutto dell'interpretazione territoriale ma è la sua conseguente elaborazione! Elaborare il territorio, producendo vino, significa assecondare solamente ciò che la terra ed il clima esprimono, quest'ultimi segnano e tracciano il solco da intraprendere senza alcuna velleità di interpretazione personale! La Stoppa produce i "famosi vini naturali" da sempre, sin dagli anni in cui si chiamavano ancora vini Normali che tutti gli agricoltori producevano. Vini che erano così prodotti e basta senza polemiche o retoriche di sorta ! Un pilastro, un esempio solido e concreto i vini della Stoppa, una delle aziende più solide che concretamente si sono adoperate per prime per una viticoltura sana, viva e vera che mira all'incremento della vitalità del suolo agricolo e del vino nel calice di conseguenza!

IL MANTRA NATURALE: Nessuna solforosa aggiunta, la fermentazione è spontanea da lieviti indigeni, infine non è stata perpetrata alcuna violenza fisico-meccanica di chiarifica e filtrazione. Uno snack dissetante d'uva e mosto, fermentato in acciaio, affinato in parte in piccole botti usate di rovere e in parte nel medesimo acciaio. La composizione delle malvasia si attesta intorno al 60% per ogni annata, il trebbiano e l'ortrugo in percentuali variabili a seconda dell'annata intorno al 40%.

ELENA PANTALEONI - LA STOPPA: AGENO BIANCO EMILIA IGT 2003
<<...annata tra le più calde degli anni 2000, e forse anche prima, molto asciutta e torrida. Punte di 40-45 gradi in vigna, terreni riarsi dalla canicola trimestrale. È il secondo anno di produzione...>>. Qualsiasi sia lo schieramento politico-intellettuale, qualsiasi religione si perseguiti o quale filosofia si abbracci il calice di quest'annata non può che esser un inno alla virtù, alla bellezza del tempo trascorso, alla sapienza che l'azienda ha maturato, alla verità che ci ha donato! Estraete dall'archivio con brain-winzip il clima di 14 anni fa e spalmatevi la crema solare se non vi siete già bruciati, altrimenti solo questo balsamo saprà lenire la vostra epidermide! Stento a credere alle mie gengive, vi è acidità, vi è vita, vi saranno molti altri anni di evoluzione avanti a sé! La componente tannica è risolta e setosa ma la salivazione impera! Primavera ipnotizzante, vi è un'acacia completamente fiorita... il suo dolce afror è come il richiamo delle sirene, il vegetal si trova a chilometri di distanza in un giardino ignoto, marzapane e tamarindo, coriandolo e frutti di carrubo, ipnosi frenetica! Ebano e mimosa, divampa l'arder della passione con il lascito possente d'aneto e zenzero disidratato a chiuder l'estasi provata!

ELENA PANTALEONI - LA STOPPA : AGENO BIANCO EMILIA IGT 2010
Gastronomico, amante della buona tavola, sa di poter accompagnar la cena dall'inizio alla fine senza mai esserne saturati. Pericoloso ed ammaliante, aperto e disposto al convivial colloquio, s'approccia con "spensieratezza" al cuor dell'assetato pellegrino. Emozioni misurate, costanti e durature dall'intensità cesellata, non si tratta della singola notte di passione ma d'una relazione! Agrumi, una sensazione sicula, un flash di rimando a quel frutteto sull'Etna... aranci sparsi in ogni fazzoletto di terra disponibile... persino sul ciglio d'una strada trafficata. Fior d'arancio e kumquat, chinotto come a ricordar un mandarino cinese ! Una massa intensa da decifrare, giovane , decisamente piacevole in quanto possiede un ottimo equilibrio acido-tannico, sarà una grande annata più di quanto non lo sia già adesso. Pulsa l'idea d'un barattolo spesso, di vetro, in conserva sotto sale, zeste di pompelmo rosa e pistacchi!



ELENA PANTALEONI - LA STOPPA: AGENO BIANCO EMILIA IGT 2009
<<...inverno molto nevoso con una primavera piovosa data dal lento rialzo delle temperature . Sbalzi termici a maggio, giugno, luglio, con un successivo caldo asciutto a fine maturazione! Vendemmia iniziata il 3 di settembre...>>. Ed ecco un altro fedele calco dell'andamento stagionale. Leggera diminuzione della componente acida anche se estroversa. Il tannino prende decisamente il sopravvento. Intrigante, non di semplice approdo, probabilmente quello più riottoso tra le annate degustate, in egual modo amato. Difficile dissociarsi dalla pungenza d'un bergamotto calabrese, come non concordare con questa sensazione viscerale di radice di liquerizia e genziana... vi è dell'altro come se vi fosse un'amarezza intrinseca in questo millesimo. Nonostante il caldo pervenuto vi è la netta sensazione di mapo e migawa con l'annesso genepì!



ELENA PANTALEONI - LA STOPPA: AGENO BIANCO EMILIA IGT 2006
<<...inverno nevoso. Le abbondanti piogge estive, dopo giugno e luglio siccitosi , hanno permesso una maturazione delle uve completa e regolare nell’epoca ottimale. Raccolta dal 12 settembre...>>. Totale, onirico e comprensivo. Centrato e dinamicissimo, possiede un equilibrio che raramente ho potuto apprezzare. Il mio cuore si sofferma su questo millesimo. Zen e dissetante, ricalca la perfetta comfort-zone della tisana del pomeriggio uggioso. Un succo fragrante, appena spremuto di litchi e guaranà....il tè delle cinque, nero al gelsomino e fior di loto! Come a ricordar il leggiadro succo setoso della bianca polpa tabacchiera! L'ossigeno lavora ai fianchi, scaturisce netta la resina di mango!



ELENA PANTALEONI - LA STOPPA: AGENO BIANCO EMILIA IGT 2007
<<...una primavera dai toni classici, nelle medie del periodo. Estate molto siccitosa, ventilata e calda. Il Ph è molto alto l'acidità è bassa. Raccolta dal 29 Agosto...>> C'è materia, polpa e frutto, grassezza matura senza esser untuosa perché mantiene egualmente una componente tannica viva. Refoli di dolcezza in sottofondo comunque arrivano e sconvolgono di piacere le papille, provate, al penultimo assaggio! Un guizzo diverso, gradito da goder appieno senza scrupoli! Santolina e valeriana sono le erbe mediterranee che subito premono sulla mucosa olfattiva, successivamente arriva il dolce, succoso, rassicurante mandarino maturo ad illuminar il sorso. L'arancia rossa glassata e la fresca melissa essiccata permangono a lungo in ogni angolo del cavo orale! Chapeau!



ELENA PANTALEONI - LA STOPPA: AGENO BIANCO EMILIA IGT 2008
<<...primavera molto piovosa, con piogge continue e temperature basse fino al 20 Giugno che hanno determinato la perdita del 50% della produzione generale. Luglio e agosto molto caldi e asciutti. Maturazione buona. Raccolta dal giorno 8 di settembre...>>. L'unico millesimo in cui percepisco una netta distinzione salata, di calcare e roccia bagnata. Seppur mentolato l'artiglio acido-tannico si fa sentire. Quest'ultimo dona una freschezza d'anice e liquerizia balsamica, come una classica fisherman! Ogni millesimo ha avuto la propria essenza personale con un'anima da raccontare, di certo questo millesimo finale ci ha aiutati a concludere in leggerezza e salina freschezza! <<...l'industria possiede un cattivo rendimento energetico, ed un cattivo impiego di risorse. Un'acciaieria per produrre i suoi metalli ha bisogno di molti minerali, vale a dire che per produrre una singola unità di metallo si devono impiegare un'ingente quantità di minerali senza contare che per produrla ha consumato energia fossile. In agricoltura accade esattamente l'opposto. Un seme di grano ne produrrà centinaia di semi, utilizzando un'energia rinnovabile, il sole!...>>



Grazie a tutti, alla prossima! Stay tuned!
Ultima modifica ilLunedì, 22 Gennaio 2018 11:40

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