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Tenute Orestiadi: ambizioso progetto nella Valle del Belìce

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La Valle del Belìce, zona tristemente nota per il  terremoto che nel 1968 la colpì e devastò, ha un passato che l' ha vista essere  crocevia di popoli e culture che hanno lasciato in essa tracce indelebili.
 
Oggi, in questa terra  prescelta  da artisti, architetti, musicisti, poeti e artigiani, come luogo di incontro, dialogo e confronto,  si celebra l’unione, tanto insolita quanto pertinente,  tra un’azienda vitivinicola ed un’istituzione culturale tra le più importanti del Mediterraneo, la Fondazione Orestiadi la cui sinergia ha dato vita ad alcune interessanti iniziative volte alla rinascita della zona dopo il grave sisma.

Così, all’interno del suggestivo Baglio di Stefano, anch’esso ricostruito dopo il terremoto, ha preso vita il progetto “Tenute Orestiadi”  nato su impulso dell’omonima Fondazione, sita a Gibellina,  di concerto con le  Cantine Ermes, una delle più importanti realtà vitivinicole siciliane.

L'ambizioso scopo del progetto consiste nella promozione  del patrimonio artistico e culturale del bacino del Mediterraneo attraverso la valorizzazione di una delle più antiche tradizioni siciliane, quella vitivinicola, che rappresenta un elemento portante e caratterizzante dell’identità dell’isola.

Nella Valle del Belìce oggi, nonostante  la devastazione dovuta al terremoto,  il peso  della viticoltura rispetto alle altre produzioni è preponderante.  La specializzazione produttiva si caratterizza  per una forte concentrazione areale, motivo per il quale, se da parte di molti piccoli e piccolissimi produttori si è assistito ad un progressivo  abbandono dei terreni, dall’altra vi sono realtà come le Tenute Orestiadi che puntano alla valorizzazione della grande versatilità del terreno agricolo.  

I vigneti della Cantina Ermes sono allevati nella Valle del Belìce e diradano dolcemente verso il mare dell’antica Selinunte, dove il calore dei raggi del sole si fonde alle fresche brezze marine creando condizioni pedoclimatiche uniche da cui si originano vini dotati di carattere ed eleganza,  specchio delle profonde diversità che animano la Sicilia. In queste terre, segnate da profonde pulsioni, all’indomani di un evento sismico che ha raso al suolo non solo i luoghi ma anche, e soprattutto, vite ed identità, le Tenute Orestiadi allevano con cura e dedizione le terre  appartenute  agli avi.

Fiore all'occhiello del progetto è rappresentato  da uno "spazio sensoriale" all’interno del quale compiere  una emozionante esperienza che coinvolge i cinque sensi  dando  un valore aggiunto alle conoscenze acquisite dai visitatori. La barricaia poi, luogo dedicato alla "sacralità" dell’ evoluzione del vino,  è divenuto tempio dell' arte contemporanea che nel "Barriques Museum" trova perfetta realizzazione . Un progetto inedito grazie al quale ha preso vita il primo museo di arte contemporanea permanente all' interno di  una barricaia attiva in Italia. Una  quotidiana ribalta in cui ogni giorno va in scena l'arte con la semplicità e ritualità del vino che lascia indietro la formalità e la linearità tipiche dei musei.

"La recente firma, avvenuta lo scorso 10 novembre del protocollo d’intesa tra Comune di Gibellina, Fondazione Orestiadi, Accademia di Belle Arti di Brera e Tenute Orestiadi, che ha formalizzato il  progetto Gibellina Restaura, mirato ad avviare e curare il restauro di quelle opere del museo en plein air di Gibellina che necessitano di manutenzione,  ha acceso  nuovamente i riflettori su un territorio estremamente ricco dal punto di vista artistico, culturale ed enogastronomico, di cui le Tenute Orestiadi sono perfetto interprete-ha detto Alessandro Parisi,  responsabile marketing dell’azienda, e ha continuato - nel  2018 abbiamo in mente tante novità che riguarderanno  non solo il rinnovamento estetico della cantina ma anche, e soprattutto,  nuovi itinerari “a colori” che consentiranno  ai visitatori di comprendere  in pieno la  filosofia  aziendale attraverso degli appositi percorsi studiati per ciascuna delle etichetta prodotte".

Dai grappoli di Syrah provenienti dai vigneti  dalle Tenute Orestiadi, raccolti a mano per preservare al meglio l’integrità della buccia e trasferiti ad appassire in piccole cassette per  circa un mese, è nato uno dei prodotti di punta delle Cantine Ermes, il Paxmentis, affinato 12 mesi in barrique di rovere francese. Il risultato è un vino dal colore rubino intenso, con sentori di bei frutti rossi maturi e amarene sotto spirito, tannino vibrante e finale elegante.



Nel 2008 dall’incontro tra il Presidente della Fondazione Orestiadi Ludovico Corrao e quello delle Cantine Ermes naque  Ludovico, un blend di Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon. Un vino dal  colore rosso rubino intenso.  Naso  intenso ed elegante dall’ampio bouquet che spazia dalle note fruttate di prugne, gelsi, amarena e mirtilli,  a quelle speziate di liquirizia, tabacco, pepe  nero e cacao.  In bocca è sontuoso dal sorso ricco e  complesso   rifinito da un tannino vellutato e piacevolmente  avvolgente. Rimane nel palato più che nel bicchiere.  

Dulcis in fundo,  tra le chicche della cantina,  non perdete La Pacenzia, una Vendemmia Tardiva di Zibibbo il cui nome racconta della paziente attesa che il caldo sole siciliano e il lento incedere del tempo plasmino gli acini dei grappoli rigorosamente raccolti a mano, regalando un vino dagli eleganti sentori di agrumi canditi e di miele di acacia,  dal sorso avvolgente con spiccate note di albicocche mature.

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Dicembre 2017 10:06

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