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I “vini metalliferi”. Dalla zona maremmana delle miniere quattro aziende da raccontare

Letto 2109 Email
Creatività architettonica targata Renzo Piano, vinificazione in anfore, storia centenaria ed ecosostenibilità. Tante sfaccettature di una Maremma che sa sorprendere.
 
La “Strada del vino e dei sapori  di  Monteregio di Massa Marittima”  si snoda in una zona ricca di paesaggi suggestivi e molto diversi, dalle quercete dell’entroterra alla tipica macchia mediterranea, fino ad arrivare al litorale sabbioso ombreggiato dalle folte pinete;  l’area include le Colline Metallifere Grossetane. Esse  prendono il nome dai  numerosi giacimenti minerari presenti nel sottosuolo, sfruttati fin dall'epoca medievale. In questa zona ricca di storia, cultura è tipicità si trovano 4 significative cantine della Maremma e della Toscana tutta. Visitate in occasione di Maremmachevini.

Rocca di Frassinello



Siamo a Giuncarico, Gavorrano (Gr) dove l’attenzione viene catalizzata da un gioiello architettonico concepito dall’archistar Renzo Piano: è Rocca di Frassinello. Il frutto di un esercizio di creatività  in funzione del ciclo produttivo vitivinicolo. Solitamente nelle cantine gli ambienti hanno uno sviluppo progressivo ed orizzontale. L’architetto Renzo Piano ha rivoluzionato questa concezione degli spazi donando funzionalità a tutti gli ambienti e dando centralità  alla barriccaia. Il fulcro della cantina è un grande quadrato di 40mx40m con un immenso solaio che si regge senza il sostegno di alcuna colonna. Intorno, come una larga cornice di 20 metri, la distribuzione di tutte le funzioni del ciclo produttivo. Su due lati sono posizionati i tini in acciaio, sopra ciascuno di essi vi è un chiusino che si apre sul tetto sovrastante; cioè,  sul grande piazzale  o “sagrato”, dove i camion portano le uve che finiscono nel piano sottostante, per caduta e di conseguenza senza uso di pompe. Il segno distintivo della struttura è la torre, metafora delle postazioni di avvistamento  utili a presidiare e difendere il territorio. Il tutto va visto dal vivo, perché le parole non riescono a descrivere cotanto ingegno. Può piacere oppure potrebbe spiazzare, ma certamente non lascia indifferenti. La tenuta si estende per centinaia di ettari, di cui  circa 80 vitati, per metà di Sangioveto, la restante parte è prevalentemente Cabernet, Merlot e Syrah. Produzione annua di 450.000 bottiglie. Il progetto nasce alla fine degli anni ’90 grazie a una collaborazione tra Castellare di Castellina, proprietà di Paolo Panerai, e Les Domaines  Barons de Rothschild, Chateau Lafite . La cantina è un concentrato di modernità che poggia letteralmente le fondamenta nel passato. Sono numerosi i reperti archeologici visitabili nei pressi dell’azienda. Ma non solo, all’interno della cantina c’è una sala museo, allestita da Italo Rota, che  permette di riannodare i saldi vincoli con la civiltà etrusca, a testimonianza della vocazione vitivinicola della zona, già da tempi remoti. Rocca di Frassinello è anche fonte di ispirazione,  l’artista David Lachapelle, allievo di Andy Warhol,  dopo averla visitata creò l’opera “Rapture of the grape” (esposta permanentemente in azienda). Da essa è stata creata un’etichetta per vestire le bottiglie dell’edizione limitata in occasione delle prime dieci vendemmie. Responsabile tecnico enologico  Alessandro Cellai, brand manager Pericle Paciello.

Degustazione

Ornello 2014 Doc Maremma Toscana
Ottenuto in un’annata difficile. Blend di Sangioveto, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot. Vinificazione in acciaio e breve sosta in barrique. Rosso rubino intenso, note di macchia mediterranea e accenni di tostatura.  Sorso pieno, ricco, elegante e fresco. Tannini docili.

Rocca di Frassinello 2013 Doc Maremma Toscana
Sangioveto 60%, Merlot 20% e Cabernet Sauvignon 20%.  Vinificazione in acciaio e affinamento per circa 1 anno in barrique prevalentemente nuove. Colore rosso rubino  con riflessi granati. Al naso è  fruttato e speziato. Al palato è brioso, sapido ed equilibrato,  con tannini eleganti.

Baffonero 2014 DOC Maremma Toscana
Nasce per il gusto della sfida. Il nome deriva dall’omonima vigna, che a sua volta prende spunto dal nomignolo di  un cacciatore. Un vino pluripremiato, opulento ed espressivo,  da uve Merlot in purezza. Vinificazione in cemento e affinamento abbastanza prolungato in barrique nuove. Semplicemente elegante.

Le Mortelle



Sobria e spettacolare cantina ipogea ubicata nelle vicinanze di Castiglione della Pescaia, località Ampio Tirli. È una tenuta storica e importante, attualmente appartiene alla famiglia Antinori che nel 1999 individuò le potenzialità dell’area, una zona emergente nel panorama vitivinicolo italiano. Mortella è il nome del mirto selvatico che caratterizza la fascia costiera ed è il simbolo della tenuta. La proprietà conta 270 ettari di cui circa 166 vitati; ha 15 ettari di frutteto biologico certificato; 2  laghi, il più vasto dei quali ha una superficie di 6 ettari.  Le varietà impiantate sono principalmente Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Syrah, Vermentino, Ansonica e Viognier. La prima vendemmia è datata 2009 per i vini rossi, mentre per i bianchi un anno dopo. In cantina dal 2015 c’è la giovane ed esperta enologa Georgia Dimitriou, giunta in cantina in seguito ad importanti esperienze professionali, tra cui il lavoro presso i blasonati Château di Bordeaux. Direttore Fabio Ratto. Il fabbricato è affascinante, discreto, armonioso e futuristico. Belli da vedere, e soprattutto utili, i fermentini troncoconici d’acciaio disposti in cerchio, adoperati per favorire le follature. Strepitosa la barriccaia  ricavata nella pietra arenaria, che garantisce in maniera naturale l’umidificazione del legno. Tutte le fasi produttive si svolgono sottoterra, c’è tanta tecnologia e sono stati adoperati svariati accorgimenti per ridurre l’impatto ambientale. Attraverso un canale posizionato nella parte più bassa della cantina, l’anidride carbonica viene convogliata direttamente verso il  vigneto, dove viene sfruttata dalla vigna per la  fotosintesi. La  fitodepurazione delle acque residue, la termoregolazione e, ovviamente, lo sfruttamento della gravità nella vinificazione, per evitare l’uso di pompe, sono prassi di routine a Le Mortelle. L’azienda pone molta attenzione al consumo energetico, per questo acquista energia verde e sincronizza i consumi per evitare picchi d’assorbimento.

Degustazione

Vivia 2016 DOC Maremma Toscana
Vermentino, Viognier e Ansonica. Vinificazione in acciaio. Un vino tra il giallo paglierino e verdolino. Gioioso, di facile beva e dall’appeal agreste. Timo, rosmarino, note fruttate (anche esotiche)  e sentori agrumati in evidenza. Al gusto è sapido, gradevolmente citrino e persistente. Tutti gli elementi del blend agiscono in perfetto equilibrio.

Botrosecco 2014 Doc Maremma Toscana
Cabernet Sauvignon 60% e Cabernet Franc 40%. Rosso rubino brillante. Profumi di frutti di bosco, note balsamiche e speziate, un tocco di cacao.  In bocca ci gratifica con le stesse sensazioni percepite al naso e con i suoi tannini delicati.

Poggio alla nane 2012 DOC Maremma Toscana
80% Cabernet  Franc e 20% Cabernet  Sauvignon. Fermentazione in acciaio, maturazione per 16 mesi in barrique di rovere francese (nuove per il 50%). Vino rosso rubino, con riflessi granati. Profumi di liquirizia, cuoio e spezie. In bocca è austero e nel contempo elegante. Vellutato e persistente.

Casteani



Azienda ubicata in località Casteani,  Gavorrano (Gr), alla produzione vinicola si affianca un Wine Resort. Le origini della tenuta risalgono probabilmente alla fine del XIX secolo, come testimoniano la presenza di un pozzo usato nella fase estrattiva e alcune costruzioni risalenti al periodo in cui era in auge l’attività metallifera. Affidandosi ad antiche foto del luogo e nel rigoroso rispetto delle tecniche di costruzione tradizionali, è avvenuta la ristrutturazione di un casale dell’epoca. Nel 2002 è stato avviato un lavoro di recupero per  ripristinare l’antica vocazione agricola del luogo. Gli sforzi principali si sono concentrati sui 15 ettari di vigna, sull’impianto  di 600 piante d’ulivo e sul recupero di 60 ettari di superficie boschiva.  L’azienda è in fase di conversione al biologico, dal 2019 si fregerà della certificazione bio.  I vitigni di riferimento sono autoctoni maremmani – Vermentino, Sangiovese, Alicante, Aleatico – e pure  internazionali, come  Syrah, Viognier e Merlot.  È una realtà con alto tasso di rappresentanza femminile sia nell’area tecnica che in quella amministrativa. Enologa Maria Michela Bussu. Tenuta Casteani è nota per la scelta di ricorrere alla vinificazione in giare di terracotta. La cantina ha un’area dedicata  completamente alla linea di vini senza solfiti aggiunti, dove avviene il processo di sanificazione delle uve mediante l’utilizzo di ozono.

Degustazione

Serin Vermentino 2016 Doc Maremma Toscana
Fermentazione e affinamento in acciaio. Fresco e beverino. Colore giallo paglierino brillante. Al naso è fruttato: polpa croccante di pesca, con note iodate e di agrumi. Il piacevole tocco di ginestra e macchia mediterranea ne completa il profilo. Sorso sapido.

Marujo Syrah 2013  Doc Maremma Toscana
Syrah in purezza. Colore rosso porpora, con profumi di frutti rossi, spezie e note salmastre. Freschezza sostenuta, sorso avvolgente, “polposo” e vellutato. Sapido e persistente.

Spirito libero 2015 Doc Maremma Toscana
Un Sangiovese in purezza appartenente alla linea dei vini senza solfiti aggiunti, dove la sola quantità di anidride solforosa presente è quella che si sviluppa naturalmente nel corso della fermentazione. I livelli di solforosa libera e totale  campeggiano in etichetta (3 e 6 rispettivamente per questo vino). Per la vinificazione viene adottato il protocollo Purovino.  È caratterizzato da un trattamento di iperossigenazione controllata sulle uve, seguito dalla pulizia accurata e disinfezione di tutta la strumentazione usata per la vinificazione (CIP: Clean-In-Place), con acqua ricca di ozono a specifica concentrazione.  Spirito Libero ha un colore rosso rubino brillante e  sentori vividi di frutti rossi, bacche ed erbe di campo. In bocca è fresco e piacevolmente salmastro. Tannini eleganti e sorso armonico. È un vino che entusiasma e lascia cadere ogni pregiudizio sui solfit free.

Morisfarms



Le origini di quest’azienda ci raccontano della famiglia Moris, che dalla Spagna si trasferisce in Toscana 200 anni fa. Siamo a Massa Marittima e dal belvedere antistante la proprietà il panorama è mozzafiato. Per arrivarci  si percorre un suggestivo e lungo viale alberato di cipressi. A piantarli fu  Gualtiero Luigi Moris, fondatore e predecessore di Ranieri Luigi Moris, affabile padrone di casa,  e Giulio Parentini. Sono cugini e  attualmente conducono l’azienda. La proprietà si estende per ben 420 ettari. Il rischio di perdersi nel conteggio è in agguato:  ci sono 37 ettari di vigneti che ricadono nel comprensorio della Doc Monteregio di Massa Marittima; altri 56 sono in località Poggio la Mozza, di cui 33 ettari rientrano nella Doc Morellino di Scansano.  Entrambi gli appezzamenti  ricadono dal 2011 nella Doc Maremma Toscana. Gli ambienti a Fattoria Poggetti (il podere di Massa Marittima) sono fastosamente rustici. Grandi camini, massicce travi e mattoni a vista, arredi, quadri, piatti e mobilio d’epoca, riportano  piacevolmente indietro nel tempo.

Degustazione

Mandriolo Rosato 2016 Doc Maremma Toscana
100% Sangiovese vinificato in bianco. Le vinacce vengono subito separate dal mosto. La fermentazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata, con uso di ghiaccio secco per preservare i profumi primari e il colore, che è rosa intenso vivace. Al naso è allegro, con sentori di marasca, lampone, rosmarino, menta e foglia di pomodoro. Gusto minerale e persistente.

Barbaspinosa 2013 Monteregio di Massa Marittima Doc
Il nome proviene da un vecchio libro di fiabe che il bisnonno Giuseppe Leo Moris leggeva ai suoi figli. Il vino è  un blend di Sangiovese 90% e Cabernet Sauvignon 10%. Vinificazione in vasche di cemento vetrificate, 2 rimontaggi al giorno, per 2 settimane circa, al fine di  favorire l’estrazione polifenolica  e degli aromi. Affinamento in legno per 12 mesi nelle barrique usate per il celeberrimo Avvoltore.  Colore rosso rubino, note fruttate e floreali, immancabile tocco di macchia mediterranea incorniciato da sentori di spezie e tostatura. Beva leggiadra, tannino ben presente, ma non aggressivo. Sapido e persistente.

Avvoltore 2012 Toscana I.G.T.
È il fiore all’occhiello di Morisfarms. Il nome deriva dal Falco della Maremma che volteggia nella zona, da cui anche il toponimo della collina dove sono impiantati i vigneti. Sangiovese 75%, Cabernet Sauvignon 20% , Syrah 5%. Eleganza ed armonia da manuale. Fermentazione in vasche di cemento, rimontaggi e affinamento in barrique (80% nuove) per 1 anno. È un vino dal bouquet ampio: frutta matura, geranio, spezie, macchia mediterranea, caffè, cioccolato e cuoio. In bocca è setoso e persistente.

Anche l’occhio vuole la sua parte. Da segnalare le etichette di tutti i vini. Tutte riconoscibili, grafica discreta ed elegante, bel logo aziendale in vista. 
Ultima modifica ilMartedì, 18 Luglio 2017 09:01

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