Coronavirus: boom di vendite di vino online

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Gli aperitivi e le cene romantiche, rigorosamente domestiche, hanno fatto impennare le vendite di vino online. Nell’ultima settimana l’aumento degli acquisti di vino online tramite app e portali specifici ha sfiorato il 60% e a fornire le confezioni, rigorosamente in cartone, un’azienda abruzzese di Pescara. Non se lo aspettava Angelo Bandinu, fondatore e amministratore della Nakuru Srl di Pescara, che ha brevettato Nakpack, un imballaggio in cartone per i vini utilizzato dalle principali piattaforme e-commerce di vino.

“Da quando sono scattati i due primi decreti di Conte - spiega Bandinu - abbiamo notato una flessione importante delle richieste dei nostri imballaggi, addirittura giovedì non ho avuto neanche una richiesta e questo non mi era mai accaduto in 7 anni di lavoro. Da venerdì scorso invece abbiano assistito ad una rapita richiesta da parte dei nostri clienti, Tannico, Vivino, Callmewine, Bernabei online e Winelivery, aumentata a dismisura in meno di una settimana. È un dato che si spiega con la chiusura dei bar e dei ristoranti, dunque il consumo domestico di vino di qualità sta crescendo a tal punto che, anche le enoteche di Milano e Roma che non avevano il canale distributivo online, lo hanno attivato grazie a corrieri e, in molti casi, in città grazie ai riders”.

Il dato positivo è la velocità con cui anche i più piccoli rivenditori e produttori di vino si stiano riconvertendo per far fronte al crollo della domanda del settore Horeca, ma, in questo caso c’è in aggiunta l’utilizzo di imballaggi in cartone che hanno completamente sostituito quelli in plastica, con un vantaggio per la natura.

“Noi stiamo lavorando a pieno ritmo, gli amministrativi e i commerciali - precisa Bandinu - lavorano da casa, mentre i ragazzi impegnati in magazzino, per spedire gli imballaggi sono dotati di tutti i dispositivi di protezione personali, rispettano le distanze e sono felici che i corrieri facciano altrettanto. Per limitare i contatti abbiamo aumentato i quantitativi e diminuito la frequenza delle spedizioni, la filiera funziona bene, grazie ai nostri collaboratori e anche ai corrieri che sono pienamente operativi. Facciamo tutti parte di una stessa orchestra, finalizzata a portare un po’ di normalità nelle case degli italiani, perché il vino è soprattutto convivialità. Questa terribile esperienza che stiamo vivendo, soprattutto da un punto di vista di perdite umane, ha fatto fare un balzo tecnologico di 10 anni alle imprese, anche le più tradizionali. E dovrà insegnarci a ripensare la nostra sanità, la nostra economia, i modelli di business e a rispettare la natura”.

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