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Salta la stretta anti Xylella, M.Emiliano:"UE risarcisca la Puglia"

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Risulta troppo complicato il Decreto Semplificazioni, saltano di conseguenza 62 emendamenti, ne restano in piedi solo 23 tra quelli già approvati dalla maggioranza in commissione al Senato e salta la stretta anti- Xylella.

Resta confermato il taglio dell'Ires sul no profit, portata al 24% dalla legge di bilancio e ripristinata al 12%, almeno temporaneamente, nel passaggio parlamentare. Confermate le trivelle. Sembra un controsenso, eppure è così, il decreto Semplificazioni deve essere asciugato per ragioni di inammissibilità, occorre accorpare e ridimensionare.

Lo stop è partito dal Quirinale, che ha avanzato forti perplessità sulla accozzaglia di norme che alla fine erano state messe tutte insieme. La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha preso in mano il testo e sfoltito la selva di emendamenti passati in commissione. Il Decreto Semplificazioni era diventato un carrozzone che il presidente della Repubblica, Costituzione e giurisprudenza alla mano, non avrebbe firmato.

Dunque il giro di vite anti-Xylella non ci sarà. Il provvedimento inserito nel decreto semplificazioni prevedeva l'obbligo di distruzione degli ulivi infetti, stabilendo per il mancato rispetto delle nuove norme anche la pena estrema del carcere da 1 a 5 anni, ma è stato dichiarato inammissibile dalla presidenza del Senato nel corso del dibattito in Aula.

Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, ha così dichiarato:"Non c'è alternativa, o si trova un accordo per stabilire quello che l'Unione Europea deve fare per far sopravvivere l'olivicoltura pugliese, che è il 50% della produzione italiana, o saremo costretti a rivalerci in giudizio.

A causa della Xylella abbiamo avuto in Puglia un danno da un miliardo di euro. Sappiamo con certezza che l'UE ha questa  responsabilità e ci auguriamo che al più presto disponga diversamente, altrimenti non avremo alternativa che avviare in sede giudiziaria una causa di risarcimento nei confronti dell'Unione Europea".

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