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La dieta Mediterranea resiste al Sud e tra gli over 50

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La dieta Mediterranea, che vanta di essere una delle tipologie di alimentazione più conosciute in tutto mondo, sembra ormai essere stata accantonata dagli stessi paesi del bacino mediterraneo.

Anche la percentuale degli italiani, da sempre assidui sostenitori di questo modello nutrizionale riconosciuto dall’UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità del 2010, sembra subire un calo sempre maggiore.

Sulla scia di questi dati allarmanti, nel bel mezzo della globalizzazione alimentare, il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) ha condotto uno studio ponendosi come obiettivo quello di capire chi siano i conservatori di questa dieta che, dagli anni ’50 ad oggi, si è guadagnata il titolo di alimentazione per eccellenza per la prevenzione delle principali patologie del nostro tempo.

Grazie ai dati raccolti nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico su alimentazione e salute in Italia (INHES), gli studiosi hanno analizzato le informazioni raccolte da 10mila persone sparse per tutta la Penisola. Lo studio, come spiega Emilia Ruggiero, ricercatrice del Dipartimento, fornisce una sorta di identikit del consumatore mediterraneo contemporaneo. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista European Journal of Public Health, si evince che la dieta presa in questione sia maggiormente seguita nelle regioni meridionali del nostro Paese e che sia prediletta soprattutto dal genere maschile e dalla popolazione over 50.

I dati dello studio, come già osservato in altre popolazioni europee e statunitensi, sembrano confermare l’importanza dello stato socioeconomico delle persone nella scelta del loro metodo di alimentazione da seguire.
Marialaura Bonaccio, ricercatrice senior del Dipartimento, spiega che sono proprio gli individui con un livello di istruzione superiore ad aderire maggiormente alla dieta mediterranea, e questo sembra valere soprattutto per il nord Italia. Al Centro e Sud sembra, invece, essere l’età a determinare questa scelta.

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