All'Ombra del Borgo: prima scommessa vinta nel territorio Bellunese

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Si è conclusa domenica 21 Luglio la prima edizione di “All’Ombra del Borgo”, evento che ha visto il borgo medievale di Mel-Borgo Valbelluna impegnato in una due giorni dedicata al vino.

Vinoway Italia e la Proloco Zumellese hanno infatti centrato l’obiettivo di accendere i riflettori sul mondo enoico in una zona, quella del bellunese, ancora poco focalizzata sulla produzione vitivinicola, ma che ha risposto con grande entusiasmo e tantissime presenze al richiamo esercitato dagli appuntamenti programmati all’interno della manifestazione.

Due convegni, nel consueto stile Talk Show caro a Davide Gangi, Presidente di Vinoway Italia che ne è stato anche moderatore, hanno animato la bellissima piazza centrale di Mel, salotto cittadino architettonicamente ideale per queste conversazioni a tema vino, candidato a  novello simbolo di un territorio che, come ricordato dal sindaco di Borgo Valbelluna nel suo saluto iniziale, ha la possibilità di essere apprezzato non solo dal punto di vista paesaggistico, architettonico e artistico, ma anche “assaporato” dal punto di vista prettamente enoico.



Il territorio bellunese, con una realtà produttiva tra le più giovani del Veneto, sta sicuramente intensificando gli sforzi per l’acquisizione di una propria identità enologica. La sfida è aperta principalmente sulla sperimentazione di vie alternative a quelle tradizionali, che puntano cioè sull’utilizzo dei Piwi, varietà di viti resistenti alle malattie fungine, particolarmente adattabili a condizioni pedoclimatiche difficili.

Nicola Biasi e Alessandro Sala, enologi con grande esperienza in materia, nonché produttori essi stessi, hanno spiegato durante il convegno come queste varietà si siano particolarmente diffuse nel Nord Est, in rispondenza proprio alla più accentuata esigenza di ridurre in quelle zone i trattamenti fitosanitari. Motivo per il quale vengono chiamati anche vitigni Super-bio, in quanto, richiedendo un numero di interventi in vigneto anche inferiori rispetto a quello richiesto da una conduzione biologica, rappresentano una tangibile possibilità di tutela dell’ambiente e della salute del consumatore.

Un fenomeno “etico” che merita di essere approfondito anche per Umberto Trombelli, enologo di fama internazionale, premiato come Miglior Enologo Italiano alla Vinoway Wine Selection 2019, che però mette in guardia dal rischio di pensare che questi vitigni possano sostituire l’enorme patrimonio ampelografico italiano, costituito dalle varietà tradizionali. Un patrimonio che probabilmente avrebbe meritato un più cospicuo sforzo di ricerca diretto alla sua conservazione e valorizzazione nell’era post-fillosserica. Ben venga la ricerca di nuove varietà quindi, ma mantenendo alta l’attenzione sulla sensibilità a determinate tipologie di malattie che potrebbero ripresentarsi.



Il fenomeno PIWI è, secondo i dati forniti dal Presidente Piwi Veneto Gianpaolo Ciet e dal Presidente Piwi Lombardia Alessandro Sala relativi alle loro regioni di appartenenza, ascrivibile per il momento a un numero ancora limitato, ma in costante crescita, di produttori. Discorso diverso, invece, per l’Alto Adige, dove, secondo Julian Morandell, i vitigni resistenti vengono già da tempo utilizzati da cantine sociali e grandi produttori. Julian è il figlio di Werner Morandell, autentico pioniere dei PIWI, da lui piantati per primo in Italia , nel lontano 2000.



La successiva Masterclass seguita al convegno ha poi abbattuto qualsiasi pregiudizio sulla finezza dei vini prodotti da viti resistenti, giudicati un tempo rustici, ma nel tempo migliorati e resi assolutamente eleganti da una maggiore conoscenza pratica.

La promozione delle produzioni vitivinicole, PIWI o tradizionali, deve però passare attraverso una più ampia azione di promozione dell’intero territorio bellunese in tutte le sue componenti.

Su questo argomento si sono confrontati nel convegno della seconda serata Alex Limana, imprenditore vitivinicolo e nel settore turistico, Enzo Guarnieri, Presidente del Consorzio Coste del Feltrino, Alessandra Magagnin, Amministratore Unico DMO e Simone Deola, Assessore al turismo di Borgo Valbelluna.

Ciò che è emerso con decisione è l’esigenza di un’azione “di sistema” che coinvolga le parti interessate a più livelli, dagli operatori del settore turistico, ai produttori, ai politici. Il turismo funziona se c’è una visione culturale complessiva del territorio e se c’è un prodotto che faccia da traino alla ricettività e all’offerta turistica.

Il vino può diventare il prodotto di punta dell’industria turistica. Uno sforzo diretto ad una maggiore baricentricità e che consentirebbe a questo territorio, posto tra due meravigliosi siti Unesco, le Dolomiti e le colline di Valdobbiadene, di dare visibilità alle proprie produzioni in maniera unitaria, puntando su una efficace promozione anche oltre i confini nazionali, soprattutto in vista di due importanti appuntamenti per il Veneto, i Mondiali di Sci 2021 e le Olimpiadi Invernali 2026. Due eventi destinati ad avere una grande ricaduta sul territorio bellunese e che incrementeranno di certo, se adeguatamente gestiti, le già positive percentuali di incremento delle presenze turistiche (140% in più nella sola Mel).

La seconda Masterclass, dedicata ai grandi vini Italiani selezionati nella Vinoway Wine Selection 2019, condotta da Davide Gangi e dai degustatori di Ais Belluno, ha concluso gli appuntamenti della seconda giornata, lasciando spazio alla degustazione di vini di oltre 40 cantine del territorio, accompagnata da prodotti locali e ottima musica dal vivo.



Grande soddisfazione per il successo di presenze di questo “numero zero” di “All’Ombra del Borgo” è stata espressa da Alessandro Ren, Vicepresidente di Vinoway Italia e originario di Mel, che ha rinnovato l’impegno a proseguire con determinazione, mese dopo mese, il percorso di comunicazione del suo territorio e delle sue potenzialità, abbattendo i personalismi e unendo in un unico coro le voci di chi punta e crede in questa bella realtà.



La manifestazione, al suo esordio, ha avuto gli apprezzamenti da parte dei giornalisti del settore del territorio bellunese che si sono complimentati per l'impeccabile organizzazione, ed è stata divulgata in più di 50 testate giornalistiche tra tv e stampa.



Credits: Acinus
Ultima modifica ilMartedì, 23 Luglio 2019 14:43

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