Presidente Consorzio Primitivo di Manduria M. di Maggio:"Catalizzeremo l'entusiasmo di una generazione di produttori che sta riscrivendo la storia"

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Mauro di Maggio, classe 75, è attualmente il Direttore Generale di Cantine San Marzano e membro del Comitato di Certificazione dei Vini Doc e Igp presso la Camera di commercio di Taranto.
 
Ho intervistato per voi il neo presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

Un’eredità forte e impegnativa, quanto sei orgoglioso e soddisfatto di essere alla guida del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria?
In questi ultimi decenni, l’impegno e la passione dei nostri viticoltori, delle nostre cantine, dei nostri enologi, di tutto il movimento ha portato il nostro vino a occupare una posizione assai importante nel panorama vitivinicolo italiano e mondiale. Per me, più che di orgoglio, si parla di senso di responsabilità e di impegno, in questo momento.

Quali saranno le principali azioni che affronterai in questo primo periodo di attività?
La missione del Consorzio è semplice da descrivere, in questo momento: abbiamo da soddisfare un’esigenza informativa interna, relativa al nostro territorio, per spiegare la funzione e il vantaggio di avere un Consorzio di tutela; inoltre dobbiamo potenziare la valorizzazione al di fuori del nostro territorio, ossia spiegare il valore del nostro vino, e la sua posizione di guida del movimento legato al Primitivo; dobbiamo porre le basi per una gestione sempre più qualitativa della produzione; e infine, dobbiamo rafforzare l’azione di tutela contro le azioni di concorrenza sleale e contraffattive che si moltiplicano ai danni della nostra doc.

Si afferma che hai sostituito Roberto Erario per garantire la continuità istituzionale dell’ente di tutela. Perchè si è voluto questo cambiamento?
Il Consiglio di cui sono espressione, e nel quale Roberto Erario è vicepresidente, è compatto sugli obiettivi che ho espresso sopra. Il passaggio di testimone da Erario a me non ha molto rilievo, l’importante è che sono espressione di una volontà forte e collegiale di collaborare per questi obiettivi, senza disperdersi in contese localistiche. Se venisse meno questa volontà, verrebbe meno il mio impegno.

Cosa è mancato al Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria in questi ultimi anni?
Non credo sia opportuno parlare di mancanze. Credo sia sensato sottolineare che il Consorzio deve interpretare le sfide di maturità che gli vengono poste da una denominazione che riscuote un interesse e un successo commerciali crescenti. Il Consorzio deve crescere e strutturarsi e diventare la vera casa di chi produce ”Primitivo di Manduria”.

Il Consorzio attualmente conta 50 soci e circa 1000  viticoltori, alcuni produttori in questi anni però hanno deciso di non farne più parte. Pensi di recuperarli?
Nel passato ci sono state polemiche e si sono espresse opinioni diverse. Il Primitivo di Manduria è di proprietà di tutti coloro che lo producono correttamente, e soprattutto occorre rimettere al centro l’interesse del nostro territorio. Il nostro obiettivo è catalizzare l’entusiasmo solare di una generazione di produttori che sta riscrivendo la storia di questa area della Puglia. Al Consorzio siamo sempre sensibili a suggerimenti e arricchimenti culturali: spero che questo mio invito sia uno sprone al riavvicinamento per chi si è allontanato.



Come affronterai il problema dell’imbottigliamento che alcuni produttori vogliono che avvenga solo ed esclusivamente nel territorio di produzione?
L’imbottigliamento in loco è uno strumento per la tutela della produzione fondamentale, ma non unico. Il dettato normativo impone la necessità di concedere deroghe a quelle società che già imbottigliano il nostro vino fuori dalla zona di produzione. Dunque, fermo restando che siamo tutti d’accordo sull’opportunità dell’imbottigliamento in loco, resta da affrontare il problema delle deroghe con il Ministero.

Hai intenzione di confrontarti e di creare una collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini DOC Gioia del Colle?
Con il Consorzio di Gioia c’è già stima e collaborazione. Abbiamo anche esigenze di tutela comuni e il piacere di incontrarci in tante occasioni e fiere di settore. Sicuramente i rapporti saranno di collaborazione e costruttivi.

Il vostro Consorzio produce 20 milioni di bottiglie di Primitivo, ma di queste solo il 30% è destinato al territorio nazionale. Pensi che sia opportuna una diversa politica per innalzare il livello di vendita in Italia?
A dire la verità, questa domanda è più da rivolgersi alle singole aziende che producono e vendono. Compito del Consorzio è quello di innalzare ancora di più la qualità della produzione e di innalzare di conseguenza la percezione di qualità dei consumatori. Che poi siano fuori o dentro il territorio nazionale, per noi è poco rilevante.

Quali strategie attuerà il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria al riguardo delle attività di promozione?
In qualche modo, ho già risposto prima. Per noi è fondamentale narrare ai nostri appassionati il nostro territorio, le sue specificità pedoclimatiche e viticole, e spiegare il perché tale vino va considerato come uno dei vertici della nostra enologia.

L’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia augura al neo presidente un proficuo e duraturo lavoro.

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