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Clemente Zecca:"Per la Conti Zecca vorrei creare immagine e vino che piacciano ai miei coetanei"

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La Conti Zecca è una storica azienda pugliese situata a Leverano, in Salento, nella provincia di Lecce.
 
All’interno dei 320 ettari totali delle 4 tenute di famiglia, ovvero Cantalupi, Donna Marzia, Saraceno e Santo Stefano, l'azienda possiede vitigni autoctoni come Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Bianca, non tralasciando anche la coltivazione di vitigni internazionali come lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon.



Da menzionare il bianco Igp Luna 2017, blend di Chardonnay e Malvasia bianca, da considerare tra i migliori bianchi della produzione pugliese, il Nero 2014 Rosso Igp creato con il 70% Negroamaro e 30% Cabernet Sauvignon, il Terra 2015 Rosso Igp 100% Aglianico, il Rodinò 2016 Rosso Igp Ptimitivo100% e le Riserve Leverano Liranu Riserva 2015 100% Negroamaro e il Salice salentino Rosso Cantalupi Riserva 2015 prodotto da  75% Negroamaro e 25% di altri uvaggi. Vini di ottima manifattura che fanno onore all’eccellente lavoro svolto negli anni da questa azienda, intrisa di sacrificio e spirito di abnegazione, caratteristiche che si ritrovano in molti produttori vitivinicoli salentini.

Il Nero ha saputo dare una grande forza di riconoscibilità a livello internazionale all’azienda Conti Zecca, quasi introvabile ormai l’annata 2000,  chi l’avesse ne faccia tesoro!



Ho voluto dare spazio al più giovane esponente della famiglia, Clemente Zecca. Chi avrà il piacere di conoscere Clemente sarà subito ammaliato  dalla sua eleganza da piccolo Lord inglese e sono sicuro che il giovane rampollo di casa Zecca darà grandi soddisfazioni perché si evidenziano fin d’ora la grande passione, la determinazione e l’intraprendenza.



Tu sei la nuova leva dei Conti Zecca, un giovane ragazzo di 23 anni che è entrato da poco a far parte dell'azienda. Descrivici la tua emozione.
L'emozione è tantissima, soprattutto perchè  Conti Zecca è una realtà storica e importante ed è per me una grande responsabilità e motivo di  orgoglio portare avanti questo progetto che è nato tantissimi anni fa, grazie al mio bisnonno Alcibiade, nel 1935.

La Conti Zecca è un’azienda in fase di evoluzione e innovazione, quanto ti stanno aiutando gli studi che hai intrapreso?
I miei studi mi hanno aiutato tantissimo in questo e mi hanno fatto conoscere gente molto preparata. Ho studiato per 3 anni presso l’Università americana marketing ed economia, successivamente ho fatto un master sulla cultura del vino italiano presso l'Università di Scienze Enogastronomiche di Slow Food a Pollenzo. Nel primo percorso ho imparato cosa significa realmente Comunicazione e Marketing, in seguito ho iniziato a conoscere la biodiversità, sia della gastronomia ma anche del vino, molto affascinante ed è stato proprio qui che ho scoperto l'amore per la campagna ed il vino. Tutte queste esperienze le sto portando in azienda.

State apportando anche innovazioni  all'agronomia, nei vostri terreni curate molto le attività di sostenimento biologico. Quali tecniche utilizzate?
In campagna cerchiamo di lavorare nel modo più naturale e meno invasivo possibile sui terreni, in questo ci teniamo molto, non vogliamo  far male alla natura. Queste attività vengono effettuate grazie al nostro consulente agronomo Ruggero Mazzilli, che io considero il mio grande maestro. Verso il periodo di Ottobre/Novembre inerbiamo i terreni seminando orzo e trifoglio tra i filari per distribuire sostanze organiche, questa operazione è utile per rendere il terreno il più vivo possibile, lasciandolo nel suo status naturale. Non utilizziamo assolutamente prodotti chimici in quanto inaridiscono e impoveriscono il terreno, per i trattamenti, facciamo uso di rame e zolfo, i diserbi sono solo meccanici. Tutto questo crea un ecosistema all'interno del vigneto allevando così vigne più forti e resistenti alle malattie che poi ci daranno un'uva più sana e salubre.

A proposito di salubrità e vino, in cantina fate un uso ponderato ed intelligente del legno. Quali sono le vostre caratteristiche e tecniche di produzione?
Noi facciamo tutte le fermentazioni in acciaio o cemento e successivamente per l'affinamento, suddividiamo i vini in due gruppi. Quelli che riteniamo più longevi vengono affinati in barrique, mentre tutti gli altri vanno in botti grandi di slavonia da 30 ettolitri.



Una bellissima idea, quasi 20 anni fa, avete pensato di creare Nero, che per i suoi principi di vinificazione e di produzione si avvicina molto all’idea di un "Super Tuscan". Come nasce questa idea, che all’inizio poteva sembrare quasi azzardata?
Già dagli anni '80 si impiantò il Cabernet Sauvignon in Puglia mentre negli anni '90 lo piantammo a Cantalupi e ci diede  subito soddisfazioni incredibili. Anno dopo anno è stata una delle uve più belle che avevamo a disposizione quindi decidemmo di fare un blend con il Negroamaro (70%) e Cabernet Sauvignon (30%), proporzioni che vengono rispettate ancora tutt’oggi. Da questo blend si decise di fare un vino che poteva competere con gli altri italiani e, grazie ai nostri enologi Antonio Romano e Giorgio Marone, decidemmo di fare questo "Super Puglians", se mi concedi il termine, che fa affinamento in barrique. Prima l’affinamento era solo in barrique, oggi invece va per 12 mesi in botti grandi e per altri 18 mesi in barrique. Questo vino ci ha dato grande soddisfazione fino a diventare l'icona assoluta dei Conti Zecca.

Una promessa che avete fatto a me e a Vinoway è che per la Vinoway Wine Selection 2019, in programma il prossimo Maggio, faremo una grande verticale di Nero.
Questo l'ho promesso e lo faremo assolutamente con delle annate di eccezione in quanto sono rimaste pochissime bottiglie in cantina. Verrò anch’io molto volentieri e scopriremo insieme l'evoluzione di questo vino nel tempo.

Si dice che la Puglia non è brava nella vinificazione di bianco, però il vostro Luna vi sta dando soddisfazioni. Come viene prodotto?
Il nostro Luna è un blend di 50% Chardonnay e 50% Malvasia bianca. La sua vinificazione è un po' ‘francesizzante’ in quanto viene fermentato in barrique e fa batonnage. Nonostante sia prodotto in un territorio caldo come il Salento ha una bellissima acidità e freschezza ed è anch’esso molto longevo.



Ho avuto il piacere di bere in botte la 2016 della Doc Leverano che uscirà il prossimo maggio. Vi anticipo e sono sicuro che sarà un vino di grandissima eleganza. Dove lo presenterete per la prima volta?
Lo presenteremo per la prima volta al Vinitaly con un packaging nuovo, giovanile e divertente. Secondo me  è un vino fine ed elegante che rispecchia il proprio terroir.

Quale innovazione vorresti apportare all'azienda?
Vorrei creare un'immagine più giovanile dell'azienda, che possa piacere anche ai miei coetanei. Vorrei creare un prodotto  che sia uno status symbol, che piaccia ai ragazzi, sia dal punto di vista del gusto che dal punto di vista visivo,  un vino che possa essere fotografato.

Da giovane imprenditore, se tu dovessi dare un consiglio ad un ragazzino che sta frequentando l'Istituto agrario, cosa gli diresti?
La cosa principale per capire i vini è bere tantissimo, ma sempre con prudenza, e conoscere quelli regionali, italiani e anche internazionali. Bisogna farsi una cultura, che per il vino è un fattore fondamentale, studiare agraria e tutto ciò che c’è da sapere sulla campagna e girare moltissimo tra le aziende, parlando con agronomi, produttori, contadini facendo tantissime domande per far tesoro dei loro aneddoti accrescendo così il proprio bagaglio culturale.

Lo status di Conte ti ha dato una marcia in più?
E' una cosa molto bella ma cerco di tenerla per me, nel mio cassetto, con la mia famiglia. Appartiene alle mie origini ma non ne faccio uno "show off".

Cosa vuoi che ti auguri?
Il meglio per il futuro, perché ci stiamo impegnando tantissimo, e che tutto vada a buon fine.
Ultima modifica ilMartedì, 08 Gennaio 2019 17:42

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