Giovani produttori non fatevi imbrogliare dagli impostori!

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Inizio col dire che noi di Vinoway crediamo fermamente nelle nuove generazioni e alla valorizzazione delle giovani cantine che producono qualità puntando al loro futuro, ma rimango ancora stupito di quanti  giovanissimi produttori di vino che si sono da poco affacciati sul mercato vengano “fregati” da offerte di impostori che promettono consulenze e successi in tempi brevissimi o li illudono di essere i migliori col solo scopo di estorcere denaro.

In verità la realtà è molto diversa se consideriamo che quasi il  40%  delle giovani imprese vitivinicole chiude entro tre anni dalla sua nascita e le rimanenti saranno senza utili o addirittura in perdita per almeno 7 anni. Consideriamo che le aziende più “blasonate” e che hanno fatto la storia della vitivinicoltura italiana hanno trascorso decenni a migliorare il proprio prodotto prima di trovare un livello di ottimizzazione per creare utili e brand.

Una qualità che apprezzo in molti giovanissimi imprenditori è la volontà di saper attendere,  per carità  alcuni di costoro potrebbero anche produrre un vino eccellente il primo anno dalla loro commercializzazione e avere un ottimo successo sia dal punto di vista della critica che delle vendite, ma questo non basta per essere già in grado di potersi affermare sul mercato. Certo è più facile aver pazienza quando le cose vanno bene e  arrivano i primi guadagni, ma  la pazienza e la volontà di non farsi false illusioni  sono fondamentali perchè permettono la realizzazione del proprio sogno. La pazienza è tutto! Bisogna essere capaci di sacrificare i primi successi immediati per saper affrontare al meglio  gli obiettivi a lungo termine.

Chi produce vino ha fiducia nella propria “missione”, nel suo  “credo”, è  la sua fede,  guai a chi tenta di distoglierlo o  cerca di dargli consigli nel tentativo di  illuderlo ad un successo facile da raggiungere! Il vero imprenditore, il vero vignaiolo dovrà continuare nel suo percorso pronto ad affrontare le avversità e anche il minimo successo lo renderà orgoglioso aumentando la sua autostima. Ogni  soddisfazione, anche la più insignificante  sarà per lui essenziale ed è per questo che consiglio, nei momenti di difficoltà, di non lasciarsi abbattere da qualche “fallimento”, ma di pensare alle piccole soddisfazioni raggiunte in passato.


I vignaioli sono abituati ai problemi, i problemi fanno parte della loro vita, del loro quotidiano e molti di loro ci convivono.  Sanno che vigna  è sinonimo di “sacrificio”, ma quando questo sarà risolto diventerà vino e sarà  per lui amore eterno, lo stesso amore che si nutre nei confronti di un figlio, perché è il frutto della loro abnegazione, del loro credo, della loro fede, della loro missione e della loro passione. Il vignaiolo è un risolutore di problemi, non ottiene la soluzione ottimale nell’immediato, ma la troverà nel tempo e  solo il tempo gli darà ragione.

Chi vorrà intraprendere questo mestiere dovrà essere capo e allenatore. Dovrà esporsi senza avere paura di sbagliare, dovrà osservare le regole della qualità che oggi il mercato impone, dovrà amare e avere grande motivazione e passione. Solo chi possiede realmente queste doti potrà diventare un leader, chi capisce di non averle è meglio che lasci il campo libero a chi sta già facendo bene e non  sia da intralcio a questi “signori” che amiamo chiamare vignaioli e che dedicano la loro vita per donare  piacere e grande orgoglio al patrimonio vitivinicolo italiano  che ci distingue in tutto il mondo.
Ultima modifica ilVenerdì, 22 Marzo 2019 12:09

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