L’artista Arianna Greco dedica un altro quadro a Vinoway

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Arianna Greco è un’artista salentina di Porto Cesareo, divenuta celebre per aver sperimentato una inedita forma di pittura su tela che utilizza il vino al posto dei colori tradizionali, chiamata Arte Enoica per l’appunto.
 
Un lavoro e una passione che le hanno consentito di girare il mondo e di esporre le sue opere in importanti musei, ottenere ambìti riconoscimenti quale quello di Benemerita del Turismo Culturale (assegnato in passato anche a Gualtiero Marchesi), ed essere protagonista di un film-documentario on the road, un viaggio nella Puglia enoica alla scoperta dei vini che hanno reso grande la nostra regione e delle radici dell’arte di Arianna.

Il vino per lei non è solo il mezzo per realizzare le sue opere, ma la misura del divenire, della trasformazione, del mutamento, in quanto materia viva che si evolve e che racconta con il suo cambiamento le mille sfaccettature della sua intima essenza.

Arianna ritrae principalmente volti e corpi femminili, catturati nella tensione drammatica dell’attimo, nell’infinitesimo frangente di un’emozione percepita o di un pensiero non espresso, nel baluginio di uno sguardo che sottende a una passione. E il vino aggiunge forza e sensualità alla sua cifra espressiva, rendendola viva esattamente come la materia da cui prende forma.

Era il 2012 quando Vinoway si occupò di questa artista e della sua singolare espressione stilistica con uno dei primi articoli in assoluto a lei dedicati, suscitando interesse e curiosità attorno alle sue opere. In seguito a quell’articolo, Arianna volle donare a Vinoway, nella persona del suo Presidente Davide Gangi, lungimirante e pigmalionico nell’aver riconosciuto un così vivido talento, uno splendido dipinto tutt’oggi orgogliosamente esposto negli uffici della redazione.

Ed è notizia dei giorni scorsi il nuovo graditissimo e inaspettato dono con cui Arianna ha voluto omaggiare Davide, che verrà presentato in occasione dell’XI° Premio Terre del Negroamaro in programma l’8 e 9 Agosto prossimi a Guagnano.

La descrizione di questo bellissimo dipinto dal titolo “Ci vuole tempo per essere tempo” è lasciata alle parole dell’autrice, rivelatrici della sua profonda interiorità e della sua grande sensibilità artistica: “L'opera, apparentemente "in divenire", rappresenta l'idea del tempo, percepito come il variare delle persone e delle cose. É contestualizzata in quanto a dar forma al soggetto é il vino. Quel vino che riscalda il bianco della tela e che plasma la donna, da sempre nelle mie creazioni, sinonimo di bellezza. É il vino che la crea, che le dà modo di essere ma senza aver completato il tutto. Occorre del tempo. Così come nella mia realtà e anche in quella di Vinoway. Si inizia piano, quasi dal nulla, destreggiandosi in un mondo, quello enoico, già saturo ma in grado di creare (come il formarsi del soggetto nel quadro). Per diventare "tempo" quindi per avere un ruolo in questo mondo, occorre proprio il tempo stesso. Si pongono così le basi del reale e si diviene punto di riferimento. A differenza della prima opera, questa volta ho scelto di inserire i riferimenti a Vinoway riproducendone il logo su bracciale e orecchini, sugli accessori del reale creato dal vino. Perché la testata è uno "strumento" attraverso il quale comunicare, abbellire e presentare ciò che sta creandosi, così come i gioielli per ogni donna. É un omaggio a chi sta dietro, a chi abbellisce, a chi organizza, dando modo a questa realtà di diventare "tempo", inteso come punto di riferimento nel contesto enoico. Sempre con eleganza, come solo un bel gioiello può fare.

Ricordo quel primo articolo, ben sette anni fa, dedicato da Davide alle mie primissime opere dipinte col vino. C'ha creduto ed ha deciso di parlarne. E ora da quel primo articolo mi ritrovo a viaggiare per il mondo e a ricevere prestigiosi premi, addirittura a realizzare le immagini ufficiali sia della fiera dei vini in Brasile sia di quella russa a Sochi, sul Mar Nero. Un film documentario dedicato a me e alla Puglia Enoica e che sta facendo il giro degli Istituti Italiani di Cultura all estero, da Lisbona a Budapest, da Praga all'Azerbaijan, Pechino e via dicendo. Tanto strada...e tanto tempo. Senza mai dimenticare quella "prima volta" con Vinoway. Vi porto nel cuore. Grazie.”

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