Costituito il “Consorzio di Tutela Tintilia del Molise”

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L’origine, una storia, un futuro: nasce in Molise  il “Consorzio di tutela della Tintilia”, tanto voluto, osteggiato,osannato e denigrato. Sono  otto i Soci fondatori che hanno trovato l’accordo, unito le energie, buttate le basi per futuri  e sinergici interventi.
 
I loro nomi: Carla, Sara, Vincenzo e Pasquale Catabbo, Vincenzo Cianfagna, Claudio Cipressi, Angelo d’Uva, Roberto De Stefano, Pasquale Salvatore, Livio Palazzo. Otto imprenditori ai quali si uniranno  molti altri colleghi per condividerne il cammino.



E, sì, perché questo consorzio, che ha mosso i suoi primi passi,  ha una storia lunga e travagliata. Da anni, infatti,  si parlava della sua costituzione, immaginata da alcuni produttori molisani che,  con lungimiranza, avevano intuito i vantaggi di un consorzio ad hoc volto alla valorizzazione del nostro unico, per il momento, vitigno autoctono.

La Tintilia come doc è l’ultima nata in Molise, nonostante il vitigno  sia presente in questi luoghi già dal 1700, ma ha visto il riconoscimento a doc solo nel 2011, fino a quel momento era una sottodenominazione della più generica DOC Molise.

Dal punto di vista della coltivazione aveva subito, dopo il 1960, un drastico arresto in ragione di una politica di espansione della produzione vitivinicola locale che aveva finanziato l’espianto della Tintilia, vitigno geneticamente poco produttivo, a favore di cultivar internazionali decisamente più produttive.

In quel momento storico -economico questo indirizzo  aveva una sua ratio nell’ambito di politiche tese a favorire la produzione per una società in crescita. Lo stesso,però,  decretò la quasi scomparsa di quest’uva che, per secoli, aveva popolato i vigneti di tutto il Molise.

Sul finire del secolo scorso,  grazie ad Agronomi di grande lungimiranza quali Michele Tanno e Mario Stasi, ad alcuni produttori e al Dipartimento di Scienze Forestali dell’UNIMOL, alla Tintilia venne riconosciuto il titolo di Autoctono e ridata la sua originaria dignità.

Oggi la Tintilia, ed il vino così denominato, rappresenta una scommessa vitale e determinante per la viticultura locale. In quest’ottica si riconosce il valore indiscusso del Consorzio di Tutela.

Di sicuro, questi,  rappresenterà il mezzo per valorizzare il territorio Molisano, una terra caratterizzata da luoghi ameni, incontaminati, dove è possibile vivere ancora a misura d’uomo, dove la gente è accogliente e disponibile, con riservatezza e senza invadenza, dove il cibo, la cultura, la natura sono di indescrivibile qualità e bellezza.



Ancora, è auspicabile che il neonato Consorzio possa essere il primo passo verso la zonazione del territorio vitivinicolo regionale perché il Molise, piccolissima regione, è caratterizzata da una grande differenza di morfologia che in viticultura si concretizza in produzioni  con caratteristiche organolettiche diverse e tutte apprezzabili.

Il Consorzio per la Tutela della Tintilia, mi auguro , anzi ne sono certa, rappresenterà il trade d’union tra i viticultori Molisani, proiettati verso un futuro di collaborazione, per la piena valorizzazione delle produzioni locali e con essa lo sviluppo turistico regionale, in una terra dove parlare di associazionismo, fino a qualche temo fa, era  un’ eresia.

Mi piacerebbe che si arrivasse ad avere un’etichetta unica  sulla Tintilia, in grado di parlare del Molise con le sue peculiarità, dei frutti della sua terra,  di gente contadina, di valori unici  che, come il tempo che fu , sono ancora presenti e sentimentalmente attuali.

Tanti sono gli auspici, le aspettative,  le speranze alimentate dal  nuovo Consorzio. A me non  resta che fargli i più sinceri in bocca al lupo  e, sono  certa,  che presto molti altri produttori aderiranno ad esso. La scommessa per il futuro vitivinicolo regionale, ritengo, passi proprio per il Consorzio di tutela della Tintilia, un Consorzio ad hoc per una grande DOC.

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