Davide Gangi a Due Mari Wine Fest: "Story-telling, parola abusata e detestabile"

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Due Mari Wine Fest è una manifestazione pensata dagli organizzatori per rilanciare la città di Taranto, il territorio circostante e in generale tutto il settore enogastronomico e turistico pugliese.

Taranto, in virtù della sua posizione strategica che fin dall’antichità ha contribuito a renderla un importante e prospero crocevia commerciale e culturale, diventa quindi veicolo di diffusione della cultura enogastronomica pugliese attraverso una serie di appuntamenti tenuti all’interno del Castello Aragonese e a bordo di navi e catamarani che per tre giorni sono stati un insolito e originale luogo di accoglienza dei visitatori.

Il festival, diretto non solo agli operatori del settore ma anche agli appassionati, ha posto il suo obiettivo principale proprio nella necessità di identificare il territorio tarantino come un sistema economico, da rappresentare e raccontare attraverso l’azione sinergica di tutti i suoi attori, operatori turistici, comunicatori, amministratori locali, produttori vitivinicoli.

A fronte di una vasta e qualitativamente elevata offerta turistica legata all’enogastronomia, che ci rende una delle tre regioni più ambite insieme a Toscana e Sicilia, sembra però mancare ancora la capacità di comunicazione delle nostre risorse, se è vero che un territorio si percepisce proprio attraverso i suoi prodotti più rappresentativi e il loro racconto, come sottolineato durante il convegno tenutosi nella mattinata di lunedì 24 Giugno da Mauro Di Maggio, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, uno dei più grandi dell’intera Puglia.



Proprio in questa direzione si colloca l’obiettivo del Consorzio di assurgere a interprete del territorio, assumendo il vino come portavoce della cultura e delle tradizioni di un luogo.

Lo sforzo deve essere proprio diretto a colmare il gap tra le esperienze fruite  e quelle desiderate dal turista, attraverso la possibilità di visitare i luoghi di produzione e i racconti dei produttori, secondo la pratica ormai conclamata dello story-telling, termine per alcuni versi abusato e sicuramente “detestato” da Davide Gangi, esperto di comunicazione e Presidente di Vinoway Italia, che ha infatti sottolineato la difficoltà del ricorso a questo strumento soprattutto per le aziende giovani.

Ciò non toglie che lo spostarsi della comunicazione moderna sui canali social, sempre secondo Davide Gangi, abbia sicuramente rappresentato un vantaggio per il mondo della produzione vinicola, costituito da realtà nazionali estremamente variegate e diverse per storia, dimensioni e risorse. La comunicazione web, veloce e iconica (il tempo medio di lettura dei contenuti scritti è di circa un minuto, con conseguente maggiore attenzione ai contenuti visivi), ha reso possibile allargare e globalizzare la divulgazione di ogni singola realtà produttiva, rendendola accessibile e fruibile a tutti.

Uno strumento che può massimizzare i suoi effetti in un territorio in cui i processi aggregativi e consortili siano riconosciuti anche a livello politico.

L’unione che diventa forza e necessità, oltre ogni tentazione retorica, per favorire la crescita del territorio tarantino e pugliese attraverso l’esaltazione delle sue risorse più importanti e significative.

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