Piccole cantine e giovani produttori alla ribalta

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La lunga eco dell’Only Wine Festival. Identikit e assaggi di una manifestazione che sa farsi ricordare.
 
La formula è nota e unica; sotto i riflettori le piccole cantine e i migliori 100 giovani produttori under 40 selezionati dall’Associazione Italiana Sommelier. Nel placido e accogliente borgo umbro di Città di Castello si migliora di anno in anno un format recentemente andato in scena e ormai alla sesta edizione: l’Only Wine Festival. Nel vortice di iniziative del panorama enoico questa fresca kermesse, ideata da Andrea Castellani, si distingue per la vivacità e per la capacità di calamitare un target di eno appassionati motivati e curiosi di scoprire un modo più stimolante di fruizione del vino.



I numeri sono lusinghieri, sia per la presenza di espositori, per quantità di etichette e  per la varietà di iniziative collaterali. Allo spazio dedicato alle cantine si sono affiancante aree tematiche dedicate a seminari, ai vini rosa e ai vini internazionali (Champagne, Borgogna, Mosella, Spagna, Georgia e Croazia); senza trascurare  le tipicità enogastronomiche e le attività del Cigar Club.

Tanti gli assaggi e le particolarità proposte. Di seguito alcune note di degustazioni random, una scelta dettata dall’impossibilità oggettiva di riuscire a degustare tutto.

Vini Daino-Cistus Terre Siciliane Igt
Anima sicula per questo rosato di carattere ottenuto da uve Nero d’Avola vinificate in bianco. L’ambiente da cui provengono è incontaminato, a sud di Caltagirone in prossimità del Bosco di Santo Pietro, Riserva Naturale. I vigneti vengono coltivati ad alberello su suolo di terra rossa e con sesto di impianto di 9000 piante ettaro. Ne deriva un vino rosa sapido e minerale, questa volta il descrittore in questione ci sta tutto. Al naso ha note vivaci, al palato risulta gradevolmente strutturato, con una marcata spinta acidica e un sorso persistente. Brio, mineralità e piacevolezza.

Croce di Febo-BonBonBio’ Toscana Igt Rosato
Etichetta divertente per un vino biologico rosa pallido allegro e invitante: “ma senza facili e ruffiane opulenze”, recita la nota descrittiva dell’azienda senese di Montepulciano. Ottenuto da uve Sangiovese  regala note tendenzialmente floreali, con un tocco agrumato. Al palato è meraviglioso, bello sapido e stuzzicante.

Tenuta Di Sipio-Rosé
Rosa tenue è la veste di questo piacevole vino abruzzese delle colline di Ripa Teatina (Ch) meravigliosamente esposte. Dalle vigne lo sguardo spazia fino al mare e le montagne. Il vino svela al naso un timbro fruttato di agrumi con accenni delicatamente floreali. In bocca si amplificano le sensazioni fruttate ed emerge la vena salmastra. È un vino allegro, che seduce prima con le sensazioni visive e poi con quelle gusto-olfattive. La versatilità negli abbinamenti gastronomici lo avvicina  a una vasta gamma di consumatori.
 
Dodociettari-Falanghina Igt
Falanghina in purezza. Da uve coltivate a 500 metri sopra il livello del mare, su suolo argilloso nella zona di  Montemiletto (Av). Colore giallo paglierino intenso. Spettro olfattivo ampio, sentori floreali e fruttati, come la ginestra, i fiori d’acacia e l’inconfondibile “spruzzo” di agrumi. Sorseggiarlo diventa un piacere infinito, grazie all’acidità incorniciata dall’accento iodato, la bella struttura  e l’interminabile persistenza.

Castello Tricerchi-Brunello di Montalcino Docg 2013
Sangiovese 100% invecchiato 3 anni in botti di rovere. Brio ed eleganza coesistono in maniera eccezionale. Calice rosso rubino dai profumi intensi di amarena, confettura, fragola e speziatura dolce. In sottofondo un’intrigante  nota polverosa-ferrosa. In bocca è voluttuoso, tannico e persistente. Assaggio da ripetere volentieri tra qualche anno per apprezzare pienamente l’evoluzione.

Butussi-Genesis Friuli Colli Orientali Sauvignon Doc 2015
Vino da medaglia oro: Gold Concours Mondial du Sauvignon 2017. Classe e tipicità da vendere. Ottenuto da viti di circa quarant’anni. Nel calice è giallo aureo e all’olfatto dà il meglio di sé. Bouquet armonioso di frutti esotici, pesca matura e glicine. In bocca eccelle per freschezza, mineralità e durata.  

Marconi e Socci-Donne del Vino delle Marche
Un duo imperdibile di giovani donne carismatiche e capaci di dare lustro al mondo del vino marchigiano. Giusy Marconi della Marconi Vini fa incuriosire gli assaggiatori più attenti con Lilith, un blend di Pecorino e Verdicchio in parti uguali vinificate separatamente con processi diversi. Nel calice è giallo vivace tendente al verdolino. Al naso si sprigionano note marine ed erbacee seguite da una variegata gamma di frutti. In bocca è succoso e dai sentori vagamente speziati. Un vino grintoso, bello e anticonformista. Ad ogni sorso si spalanca il sorriso, allegro e contagioso come quello di Giusy.

Per l’azienda Socci, Marika Socci (attiva in vigna come sul web) stupisce con Deserto “verdicchioperdavvero”, ovviamente c’è l’hashtag. Per la produzione di questo vino, che prende il nome dalla zona in cui sorgono le vigne, si selezionano solo i migliori grappoli con maggior accumulo di zuccheri. Il colore è giallo brillante tendente al verdolino. Al naso è tipico, con sentori agrumati, floreali ed erbacei, che arrivano fino al fieno. In bocca è sferzante e sapido. È un vino molto coccolato, anche nell’elegante packaging meritevole di una bella foto da postare sui social. Vietato dimenticare l’hashtag: #verdicchioperdavvero.

Credits: Fierashow

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