La Ribolla d’Oslavia verso la Docg: "ribolliAMO"

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C’è fermento al confine.  In quel di Oslavia, frazione di Gorizia con poche centinaia di abitanti e confinante con la Slovenia.

Già scenario di cruenti scontri che azzerarono ogni forma di vita durante la I Guerra Mondiale, tanto da essere soprannominata “la collina morta”. Il sacrario militare commemorativo testimonia i nefasti trascorsi custodendo i resti di ben 57.739 vittime. Oggi l’Oslavia rappresenta una metaforica e paradigmatica trincea della vitivinicoltura,  grazie alla Ribolla gialla e, soprattutto, all’unicità dell’insieme di fattori pedoclimatici (suolo, clima, fattore umano, tecniche di vinificazione, ecc.). In virtù di queste peculiarità  è stata  sottoscritta e ufficializzata una proposta di disciplinare per il riconoscimento della Docg Ribolla d’Oslavia, nel corso dell’evento “ribolliAMO”. Gli artefici di questa impresa (che già suscita inevitabilmente qualche polemica) sono 6 cantine radunate nell’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia: Fiegl, Dario Princic, Il Carpino, La Castellada, Primosic e Radikon. Con il supporto istituzionale hanno anche promosso e inaugurato la segnaletica turistica, ovviamente bilingue: “Oslavia. Terra della Ribolla Gialla d’Oslavia” sulla  SP17 (strada provinciale).


La nuova denominazione “Ribolla di Oslavia” o "Collio Ribolla di Oslavia” – lungi dalla volontà di creare frammentazioni e/o affollamenti di denominazioni, come specificano i promotori dell’Associazione nata nel 2008 e guidata da Martin Fiegl –   affonda le radici (in senso metaforico e letterale) nella necessità di preservare il territorio insieme al patrimonio di  tecniche colturali e di vinificazione, che vedono l’apice espressivo nei vini macerati ambrati 100% Ribolla gialla (senza ricorso ai lieviti selezionati), spesso penalizzati dall’insieme di norme vigenti. La zona di produzione è riconducibile alle frazioni esclusivamente collinari specificate nel documento (comprese tra i comuni di Gorizia e San Floriano). In questo areale il vitigno trova  terreni poveri, marne silicee o calcari e marna arenaria scistosa. Proprio quest’ultima, conosciuta come ponca, è caratterizzata da bassissima fertilità, ma è ricca di elementi minerali e perciò rappresenta il terreno di predilezione in cui la Ribolla – faticosamente ripiantata dopo la Guerra – riesce ad esprimersi meglio sviluppando acini piccoli, ricchi di polifenoli e dalla buccia spessa. Racconta Silvan Primosic, memoria storica del gruppo: “Nel catasto del 1752 compaiono già i cognomi delle famiglie che attualmente compongono la nostra associazione”.

Altri punti della proposta di disciplinare sono la macerazione di minimo 2 settimane a contatto con le bucce in assenza di temperatura controllata, per consentire l’estrazione che condurrà successivamente all’ottenimento di un vino proteico, glicerico,  sapido e riconoscibile dal suo colore tendente all’aranciato, più comunemente definito orange e tanto apprezzato in Asia perché possiede il sesto gusto: “l’umami”. Non è consentito il diserbo chimico e la densità minima di impianto prevista è di 4000 ceppi/ettaro. Le uve destinate alla vinificazione dovranno assicurare un titolo alcolometrico naturale minimo del 11,5% vol. La resa massima dell'uva in vino finito non dovrà in alcun caso essere superiore al 70%. Il periodo di invecchiamento previsto è di minimo 12 mesi in contenitori di legno superiori ai 5 ettolitri e un minimo di 6 mesi in bottiglia. L’uscita in commercio dell’ultima annata è regolamentata dopo 24 mesi dalla vendemmia, nella prima decade di ottobre.



Gli orange di Oslavia, pur con una matrice identica, riescono ad avere sfumature organolettiche diverse in base all’interpretazione di ciascun produttore. Di seguito le note di assaggio relative ad alcuni vini degustati sia direttamente presso le cantine, sia abbinati ai piatti dello chef Roberto Franzin, capace di creare un menù partendo dalla Ribolla come ingrediente; ad esempio la pasta ottenuta da farina con mosto di Ribolla gialla d’Oslavia.

La Castellada
10 ettari di cui 2 coltivati a Ribolla gialla, il resto  Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Friulano, Merlot e Pinot grigio. Metà del vigneto supera i 45 anni, il sistema di allevamento adoperato è  Guyot e la resa per ettaro non raggiunge i  50 quintali. Degustate in azienda le annate 2010, 2007 e 2004. Filo conduttore: la sapidità e le note speziate; a volte cannella, talvolta vaniglia o, addirittura,  zenzero e zafferano. Calici luminosi con sfumature dal giallo oro all’ambrato. Molto affascinante l’annata 2004, che sorprende con un’astringenza ancora palpabile e una minerale freschezza. La Castellada  Ribolla gialla Doc Collio 2011 ha accompagnato egregiamente durante la cena una “Vellutata di zucca macerata in botte su mosto di Ribolla e porcini”. Vino ottenuto dopo 2 mesi di macerazione seguita da fermentazione in tini aperti di rovere di Slavonia, ulteriore maturazione; durata complessiva del processo 3 anni.  Colore giallo dorato, al naso note di erbe falciate, miele e frutti caramellati. Corposo, fresco, gradevole ed equilibrato. Tutti i vini della famiglia Bensa esprimono carattere, armonia ed una apprezzabile eleganza.

Radikon
Cantina ipogea scavata nella ponca.  Dal 1807 è una delle aziende iconiche dell’Oslavia. Dopo la scomparsa del capostipite Stanko,  il figlio Sasa mantiene salda la lunga tradizione “purista”: macerazione in tini di rovere scolmi per un periodo che oscilla tra 2-4 mesi, assenza di controllo della temperatura e nessuna aggiunta di lieviti selezionati; frequenti follature manuali (3-4 al giorno) per facilitare l’estrazione; terminata la  fermentazione alcolica colmatura dei tini. Successiva  maturazione in botti da 25/35 hl per circa 4 anni. L’affinamento in bottiglia si protrae per 2-3 anni. Nessuna solforosa aggiunta. Abbiamo degustato presso la cantina, nella luminosa sala degustazione che si affaccia sulla vigna, le annate 2000, 2003 e 2004. I calici usati sono stati appositamente disegnati  per esaltare le caratteristiche del vitigno principe: “La Ribolla gialla è in realtà un vino rosso vestito di bianco, richiede un calice particolare”, spiega Sasa Radikon. Sui calici in questione campeggia l’allegra scritta: “Živijo!” (“ciao” in sloveno). È un saluto a Stanko ed è il nome di un evento commemorativo in suo onore.



Ribolla gialla Doc Collio 2000. Circa 2 mesi di macerazione. Colore ambrato abbastanza luminoso; nonostante al naso sia poco incisivo dal punto di vista della vivacità olfattiva, in bocca entusiasma con una freschezza tangibile e una marcata sapidità. 12,5% vol.

Ribolla gialla Igt Venezia Giulia 2003. Annata calda, vendemmia a fine settembre. Sentori netti di frutti maturi, mandorla e un  tocco di incenso. In bocca è opulento e fresco. 13% vol.

Ribolla d’Oslavia Igt Venezia Giulia 2004. Vino espressivo e bilanciato. 3 mesi di macerazione. Naso fruttato, fragrante e con un accenno esotico. Gusto fresco e incalzante. 12,5% vol.

Ribolla d’Oslavia Igt Venezia Giulia 2012 abbinato con “Guancia di manzo e patate”.  Vino etereo. Giallo aranciato attraversato da luminosi riflessi dorati.  3 mesi di macerazione in tini di rovere scoperti, 4 anni in botte e 2 anni circa in bottiglia. Spettro olfattivo sfaccettato: fiori, frutti e spezie. Marcatamente minerale e persistente.

Fiegl
 “Cantina museo” dove è esposta una preziosa collezione di reperti bellici. Viticoltori dal 1782. 30 ettari coltivati a Ribolla gialla, Sauvignon, Pinot grigio, Friulano, Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, ecc. Offrono una prospettiva di Ribolla gialla secondo canoni convenzionali. “Ricorriamo al controllo della temperatura per esaltare i valori primari”, – spiega Martin Fiegl. Degustate in azienda le annate 2017, dall’impronta speziata; 2016, complessa nei profumi e al gusto, con note di curcuma, frutta matura, gusto avvolgente e minerale; e l’annata 2014, vino vibrante, luminoso, fresco e scalpitante grazie al riposo in acciaio.  Nel corso della cena abbiamo degustato la Ribolla d’Oslavia Igt Venezia Giulia 2016 abbinata alla “Battuta di Pezzata Rossa e pane tirato alla vinaccia di Ribolla gialla d’Oslavia”. Macerazione di 1 mese a temperatura controllata e follature ripetute. Affinamento in tonneaux per 12 mesi e malolatica svolta. Imbottigliamo a caduta e aggiunta di solforosa in pre-imbottigliamento. Vino non filtrato. Colore giallo dorato radioso. Delicatamente floreale, agrumato, con sentori esotici e di erbe di campo. Fresco, garbatamente tannico sapido e persistente.

Primosic
La bottiglia “Numero uno” del Consorzio Collio, (un Tocai), esce proprio dalla cantina  Primosic nel 1967. Silvan Primosic è tra i più influenti portabandiera dell’Oslavia ed ha assistito da protagonista e promotore  alle tappe decisive per il rilancio del territorio.  Oggi seguono le sue orme i figli Marko e Boris. Primosic Ribolla d’Oslavia Doc Collio 2014 ha accompagnato in modo eccelso i “Tagliolini di  farina Macino al ragù di coniglio” in occasione della cena “ribolliAMO”. È un vino dall’eleganza spiazzante.  Le uve surmature, raccolte manualmente, vengono diraspate e poste in tini aperti, dove si avvia la fermentazione con lieviti indigeni e senza aggiunta di solforosa. Il mosto resta a contatto con le bucce per 26 giorni senza controllo delle temperature e vengono effettuate frequenti follature. Successivamente il mosto vino viene separato dalle bucce e posto in caratelli da 500-600 litri e in botti da 1500 litri per continuare la fermentazione. La maturazione sulle fecce nobili dura 24 mesi. Segue  l’imbottigliamento, senza filtrazione e un affinamento in bottiglia non inferiore ai 12 mesi. Nel calice si presenta con una nuance giallo oro intenso. Bel ventaglio olfattivo, che comprende spezie esotiche come  zafferano e curry, note di agrumi freschi e un tocco floreale. Sorso vellutato, iodato e persistente. Armonioso.

Il Carpino
Franco Sosol è alla guida di quest’azienda di San Floriano, lo affiancano nella conduzione i figli e la moglie. Lo spirito rassicurante e familiare dei titolari si riflette nello stile produttivo. Nei 17 ettari vengono allevati Ribolla gialla, Malvasia, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon e altri vitigni. Sosol dice: “La Ribolla gialla dà un vino espressivo che rispecchia molto il carattere di noi produttori. Solo in questa zona si esprime al meglio”. Un piatto fortemente identitario come il “Toc in Braide” trova un abbinamento perfetto con l’altrettanto autoctona Ribolla gialla Selezione 2008 Il Carpino. Fa macerazione di oltre 1 mese in tini troncoconici. Segue affinamento per 12 mesi in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri. Successivamente trascorre quasi 1 anno in acciaio e 2 in bottiglia. Il vino si presenta con bellissimo colore  giallo dorato. I profumi sono intensi con una forte connotazione floreale unitamente a un bel ventaglio fruttato, pesca, albicocca e un tocco esotico. Al  palato è sferzante,  con una bella freschezza e persistenza.

Princic
Dario Princic è uno dei noti paladini del vino artigianale. L’azienda è di  10 ettari, circa 6 sono vitati.  Produzione limitata suddivisa  tra  Ribolla gialla, Chardonnay, Sauvignon, Pinot grigio, Merlot e Cabernet Sauvignon. Le viti sono condotte secondo il regime biologico, con il solo uso di rame e zolfo, e favorendo basse rese per ettaro. In cantina le fermentazioni vengono svolte spontaneamente in tini aperti di rovere, con macerazioni sulle bucce tra i 10 e i 30 giorni e affinamento finale in botti grandi e acciaio. La  Ribolla gialla  Igt Venezia Giulia 2015 di Dario Princic  è stata abbinata alla “Zuppa di patate e cicoria con musetto tostato”. Vino macerato a contatto con le bucce per 35 giorni (lieviti indigeni) e maturazione di 30 mesi in botti grandi. Successivi 3 mesi di affinamento. Il colore è giallo ambrato intenso. I profumi, che si schiudono progressivamente, sono “dolci”, di frutta secca e spezie, con un tocco vegetale.  In bocca è corposo, fresco e spiccatamente minerale. È un vino “cangiante”, va atteso e sorseggiato a più riprese senza fretta.


Credits photo: Fabrice Gallina

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