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Dolce come il Natale

Cascate di miele e mandorle nel torrone di Cremona, morbidi profumi di burro e pasta madre nel pandoro di Verona e nel “panetun de Milan”, fino ai presepi di San Gregorio Armeno e i desideri croccanti e golosi degli struffoli napoletani. Natale vuol dire dolcezza sulle tavole italiane ma anche occasione per un tour tutto natalizio,  alla scoperta di mercatini e antiche tradizioni.
Dal nord al sud della nostra penisola è infinito il mare di tipicità “golose”, ricette della nonna nei forni accesi che riscaldano le case sin dalle prime ore del mattino o, semplicemente, la corsa in pasticceria alla ricerca del dolce che più dolce non si può. D’altronde è Natale, tutto è permesso, soprattutto se fa freddo! Cioccolato, stufette e tettucci rossi ma anche cornici da sogno e pezzetti di Torrone d’Alba accolgono i turisti nei famosi mercatini di Santa Maria Maggiore o nella bellissima Sestriere, in Piemonte, regione dove il dolce più tipico è il sontuoso Tronchetto al cioccolato. E pare che questa delizia si ispiri alla leggenda del ceppo nel camino, da bruciare lentamente per le 12 notti che vanno dal Natale all’Epifania. In Trentino Alto Adige, invece, il Natale profuma di cannella e chiodi garofano: tra Niggilan fritti e strudel, troneggia lo Zelten, un pane ricco di canditi, uvetta e noci, la cui ricetta varia di valle in valle, con più o meno frutta secca, di farina bianca o di segale. Nella terra dei mercatini più belli d’Italia, è imperdibile quello di Bressanone, nella Val d’Isarco, ai piedi di un Duomo magnifico e dimore storiche centenarie. A Merano per gli amanti degli addobbi, è da non perdere la collezione di alberi di Natale allestiti dai nomi più importanti dello spettacolo. Ma è la Lombardia la regione che vanta il primato di dolci natalizi, ben undici specialità per ogni singola provincia. Atmosfere natalizie nel mercatino di Albosaggia, in Valtellina dove il panettone si chiama Bisciola e nasconde al suo interno fichi e frutta secca, mentre a Lodi, la Tortionata ha forma di torcione e a Mantova non manca la famosa Sbrisolona di spezie e mandorle. Ma a proposito di panettone, lo sapevate per tradizione ogni fetta va servita con una ricchissima crema al liquore e mascarpone? Provate e scoprirete un matrimonio di sapori indimenticabile.



In Friuli Venezia Giulia non è Natale senza Strucoli e profumi di Gubana, unica nel suo ripieno di noci, uvetta e grappa  e che fa compagnia al triestino Cuguluf, di dichiarate origini austro-ungariche: era, infatti, il dolce preferito dell’imperatore Francesco Giuseppe. Nel vicino Veneto lo spettacolo unico del mercatino di Cortina d’Ampezzo fa da cornice a fumanti vin brulè e fette di Pandoro innevate di zucchero a velo mentre, nel resto della regione, si festeggia con golose fette di Pinza, dolce di farina gialla e bianca con cedro tritato e uvetta. Genova, invece, si trasforma in un vero e proprio borgo del medioevo in occasione dello storico mercatino di San Nicola. Nell’affascinante Liguria, è di casa il Pandolce: due le versioni, una alta e l’altra bassa, la cui tradizione prevede che sia il più giovane della famiglia a portarlo in tavola e il più anziano a tagliarlo. E soprattutto che si conservi una fetta per i poveri e una per il 3 febbraio, giorno in cui si festeggia San Biagio, il protettore della gola. In Emilia Romagna la pasta ripiena la fa da padrona, è vero, ma non dimentichiamo i dolci e l’originalissima Spongata, dalle nobili origini, o il raffinato Pampapato di Ferrara, a forma di zuccotto proprio come la papalina. Risale al ‘600 quando fu preparato per la prima volta e,  nonostante il nome, il pepe non c’entra nulla, anzi, lascia il posto a goloso cioccolato, mandorle e spezie.



Il passo è breve per raggiungere la Toscana, e il famoso mercatino tedesco a Firenze, non una copia ma un antico mercato, vecchio di 500 anni: intanto, Panforte e golosi Ricciarelli fanno compagnia ai Cavallucci senesi e alle Copate, dolci tipici tra i meno conosciuti ma antichissimi e costosi, a base di miele, noci e anice e racchiusi tra due ostie. Nelle Marche il mercatino di Natale nel borgo medievale di Candelara è…a lume di candela! Affascinante quanto particolare, qui trionfa il Bostrengo, chiamato anche svuotacredenza, ma ancor più tipica nella regione è la Pizza de Natà, un panettone di pasta di pane con ben 22 varianti, frutto dell’entroterra marchigiano e della civiltà contadina. In Umbria, la Rocciata ha la strana forma di un ferro di cavallo e altrettanto curioso è il Torciglione, detto anche Attorta, un dolcissimo serpentone di pasta sfoglia e mele. Nella regione di San Francesco, il primo a introdurre la tradizione del presepe, non manca il Panpepato e a Spoleto, Gnocchi dolci di semolino e molliche di pane. Sulle montagne innevate dell’Abruzzo le tavole si arricchiscono di Cacchiette, le pagnottelle tipiche di San Nicola, e Caggionetti, piccoli ravioli ripieni di ceci o castagne, cacao o mosto cotto. Ma è il Parrozzo, il principe del Natale abruzzese, il “pane rozzo” cotto nell’acqua, la cui ricetta si è evoluta nel tempo. Un dolce tanto caro a Gabriele D’Annunzio da dedicargli, pensate un po’, addirittura dei versi. Nel suggestivo borgo di Greccio, nel Lazio, oltre al famoso presepe vivente, l’occasione è giusta per visitare anche il mercatino artigianale. Il Pangiallo romano, è il dolce più tipico della regione, dorato e ricco di mandorle, noci e miele, che risale addirittura all’antica Roma Imperiale, quando veniva consumato in occasione della festa del solstizio d'inverno, in modo da favorire il ritorno del sole.



Il nostro Sud è ricchissimo di tradizioni golose dall’antico passato, frutto della fantasia e delle mani di religiose o semplice ingegno popolare per celebrare la ricorrenza più importante dell’anno. Opulenza e fastosità in Campania, in un trionfo natalizio a base di Zeppole e Mustacciuoli, Susamielli e Roccocò. Famosissimi gli Struffoli aggrappati a tanto miele e granella colorata, mentre pochi conoscono i Divinoamore, piccoli pan di spagna glassati di rosa e profumatissimi, creati dalle monache in onore della madre di Carlo II d’Angiò. Natale a Napoli è San Gregorio Armeno, la famosa via dei presepi: un bagno di folla e colori da fare almeno una volta nella vita. Dalla Puglia le celebri Carteddate, rose di pasta arrotolata e friabilissima, il cui nome deriverebbe da "carta" o "cartoccio", in riferimento proprio alla croccantezza della sfoglia dentellata di cui sono fatte. Secondo la ricetta tradizionale, una volta fritte vanno immerse nel vincotto di fichi o di mosto, o semplicemente nel miele, e spolverizzate di cannella e confettini colorati. Dai fiori alle ghirlande di fichi in Calabria, ma anche di Fichi chini, farciti con frutta secca e sovrapposti a crocetta, chiaro riferimento alla religiosità del periodo. O ancora Cururicchi (dolci fritti di patate) e Cannariculi di vino cotto e miele. Ma abbandoniamo la terraferma e trasferiamoci nelle nostre isole che si caratterizzano per originalità e fantasia. In Sicilia le feste si inaugurano con la Cuccìa di Santa Lucia, a base di grano bollito e ricotta di pecora o crema di latte bianca, guarnita con zuccata e cannella. Cassate e Sfincie fanno da contorno al tradizionale e golosissimo Buccellato, la morbida ciambella ripiena di mandorle, fichi secchi e uvetta. La Sardegna, invece, basa le sue dolcezze con Su Pan’e Saba, il Pane di sapa, di vino cotto, noci e uvetta. A seconda della zona festeggeremo con Amaretti, Casadinas ripiene di dolce formaggio, e il dolcetto tipico del Natale sardo, i Papassinos, rombi glassati di pasta frolla, uva passa, noci e miele. Ma se non conoscete il Torrone sardo, rischiate di perdervi una prelibatezza dei paesi di Tonara, Desulo e Aritzo, in Barbagia, dove il delizioso miele di montagna si mescola a noci, nocciole e albume d’uovo, nella creazione di un prodotto unico quanto particolare. E dopo questo giro nei sapori, questo trionfo di dolcezze, è meglio lasciare perdere la linea, almeno una volta l’anno: è tempo di festa e, tra una tombola e una fumante tazza di cioccolata calda, l’occasione di ripercorrere e vivere la tradizione a tavola è occasione ghiotta, anzi dolcissima, proprio come il Natale!
Ultima modifica ilVenerdì, 18 Dicembre 2015 11:34

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