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Serralunga d’Alba, mille anni di storia nel cuore delle Langhe

Alla scoperta del borgo incantato di Serralunga d'Alba, regno di profumi e sapori d'eccellenza immerso in un paesaggio dai caldi colori autunnali

Un luogo magico, fuori dal tempo, uscito da un libro di fiabe: è il pittoresco borgo di Serralunga d’Alba nella Bassa Langa, in Piemonte. Ha quasi mille anni di vita e la sua origine coincide con quella del Castello medioevale dalla maestosa architettura. E’ un pugno di piccole case dalla bellezza intatta, disposte lungo una fitta maglia di viuzze, aggrappate a raggiera intorno al maniero che dall’alto le sovrasta incontrastato. Il tutto circondato da un paesaggio mozzafiato dalla straordinaria forza evocativa: un silenzioso susseguirsi di morbide colline che in autunno si tingono di diverse nuances di colore, dalle più tenui del verde salvia fino alle più sgargianti del giallo ocra e del rosso rubino. Sono le distese dei celebri vigneti coltivati a Nebbiolo da Barolo, il “vino dei Re” o “il Re dei vini”, simbolo dell’area vitivinicola delle Langhe e frutto del duro lavoro dei vignaioli per la gioia dei palati dei grandi intenditori di tutto il mondo. Serralunga è uno dei centri più emozionanti della Langa del Barolo. Dominio medievale di Bonifacio del Vasto, il suo nome deriva da “Sera Longa” per la sua particolare forma stretta e lunga. Nel 1340 Pietrino dei Marchesi Falletti riceve come ricompensa per il suo impegno militare il feudo di Serralunga, che diventa un centro strategico all’interno di quest’importante area del Piemonte. Simbolo indelebile di questo incantevole paesaggio è il Castello, costruito per volere della famiglia Falletti, a testimonianza del proprio prestigio economico nel XIV secolo. E’un “Donjon” francese, unico in Italia; sentinella sulle maestose colline delle Langhe, affascina immediatamente per la verticalità slanciata dei suoi tre torrioni circolari protesi verso il cielo ed eretti a difesa del borgo dagli attacchi esterni.  Da sempre usato come fortezza militare, il Castello è piuttosto spartano negli ornamenti; al suo interno il bellissimo Salone dei Valvassori è arricchito dagli splendidi affreschi quattrocenteschi raffiguranti il martirio di Caterina d’Alessandria. Entro le mura del borgo merita una visita la chiesa di San Sebastiano, edificata intorno al 1886.



Serralunga è anche regno di profumi e sapori dai quali è impossibile non lasciarsi tentare. Qui, dove la natura plasma con maestria il territorio, si possono trovare prodotti tipici d’eccellenza che tutto il mondo ci invidia: dal Tartufo bianco d’Alba, pregiatissimo tubero dal sapore raffinato e celebrato come una star, alla Nocciola del Piemonte IGP, ingrediente principe di tanti dolci artigianali, alla pasta fresca e alle salse che costituiscono la base di gustosissime ricette di Langa. Per raccontare queste terre, dove la coltivazione della vite risale a tempi immemorabili, è impossibile non parlare di vino. Il vitigno autoctono di maggior prestigio è il Nebbiolo, il cui nome pare derivi dalle nebbie fitte che avvolgono le Langhe in un involucro bianco creando dei paesaggi surreali. Il Nebbiolo trova qui le condizioni ideali per la produzione di uno dei più grandi vini rossi al mondo: il Barolo Docg. Già dal 1400 questo vino era apprezzato dai Savoia e pare che se ne servissero anche come utile strumento di approccio in ambito diplomatico. Con il decisivo contributo del Conte di Cavour i metodi di produzione si perfezionano per arrivare alla creazione del “Re dei vini”. Un vino che è pura emozione, ottimo se abbinato a secondi di carne, e protagonista del brasato al Barolo, piatto molto elaborato, preparato con il fillone, carne di bovino piemontese, cui questo vino regala un aroma inconfondibile.



Tra i primi piatti tipici certamente da assaggiare i tajarin, sottili tagliolini all’uovo tirati a mano, serviti con burro e salvia e scaglie di tartufo bianco e gli agnolotti del plin, vanto della cucina langarola, la cui sfoglia di pasta fresca è sigillata con un pizzicotto - appunto “plin” in piemontese - ripieni di carni miste e verdure e conditi col burro o col sugo d’arrosto. Per esaltarne il sapore, un abbinamento perfetto è con la Barbera d’Alba Doc o col Dolcetto d’Alba Doc: vini ottenuti da altri vitigni autoctoni coltivati in questo territorio. Tra le golosità tipiche da gustare crude vi è il lardo, aromatizzato con spezie, erbe aromatiche e ginepro e la pancetta arrotolata profumata al pepe da servire con fette di pane cotto al forno. Attenzione particolare meritano i “bagnetti” e le “bagne”, salse saporitissime, tra le quali la regina è certamente la bagna caoda, composta da tre ingredienti mescolati insieme: aglio, olio d’oliva e acciughe sotto sale. Va servita bollente in ciotole di coccio in cui intingere verdure cotte o crude, accompagnata da fette di pane cotto nel forno a legna. Dal 2006 qui, dove l’accoglienza è retaggio di tradizioni antiche, l’associazione “Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa” propone un ricco ventaglio di percorsi enogastronomici con l’obiettivo di valorizzare la cultura e i prodotti di queste terre straordinarie garantendo esperienze immersive ad alto contenuto simbolico ed emozionale.

Foto di Mario Ferrero e Strada del Barolo (All Rights Reserved)

Link utili:

Associazione Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa www.stradadelbarolo.it
Ultima modifica ilVenerdì, 06 Novembre 2015 11:24
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