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L'azzurro di Gallipoli: viaggio nei sapori del mediterraneo

Dal fascino di una città portuale all'incanto del Salento.

Gallipoli stupisce, affascina e coinvolge in pochi istanti: il viaggio per raggiungerla è il giusto “incantesimo mediteraneo” che predispone a tutto quello che la città saprà regalare, tra masserie e ulivi a perdita d’occhio e che ti accompagneranno per tutto il Salento…..ogni cancello sembra aprire le porte ad un percorso infinito verso l’essenza della natura! Il primo sguardo sulla città non delude le attese: peculiarità di Gallipoli è il riuscitissimo connubio di tradizione e modernità tra la città vecchia, protesa nel mar Ionio, e la città nuova, sulla “terraferma”, collegata alla prima da un ponte. Il fascino che si respira, ascolta, ammira, è quello della città portuale, con i suoi vicoli, reti, chiacchiere tra pescatori, vicoli tortuosi alternati a vedute sul mare. Anche in questo caso troviamo una “doppia realtà”, un armonioso connubio: da una parte il Porto Antico, legato alla piccola pesca, in cui godere dello spettacolo del rientro dei pescherecci e delle paranze al tramonto, al fascino di questo antico mestiere e di questi luoghi incantati. L’altra realtà è quella del Porto Mercantile, dall’estensione non paragonabile al precedente, fulcro commerciale della città, la cui ampiezza lo rende una location ideale per concerti all’aperto e manifestazioni. Su tutto domina il maestoso Castello Angioino, il cui maggiore incanto è quello d’essere circondato dal mare: una struttura quadrangolare con quattro torrioni circolari agli angoli ed il Rivellino, staccato dal castello e costruito in un secondo momento, più basso e più largo rispetto agli altri torrioni, in posizione avanzata rispetto a tutte le mura. Assolutamente da vedere anche la Fontana Greco-Romana, tra le più antiche conservate in Italia, famosa perché….ritroviamo quella “doppia realtà” che ci accompagna in questo percorso: infatti ciò che la caratterizza sono due facciate di stile ed epoche diverse!



Gallipoli nell’antichità era “la città dell’olio”: se ne produceva in quantità tali da provvedere al fabbisogno delle maggiori città europee; a ricordo di cotanta abbondanza è rimasto il Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei, scavato nella roccia, di grande fascino. Oggi l’olio del Salento, soprattutto se ottenuto dalle cultivar autoctone Ogliarola leccese e Cellina saracena, rappresenta in modo perfetto il suo territorio: ricco di polifenoli, è piccante, estremo, non per tutti i palati ma genuino, inconfondibile, sano, da non “tagliare” con varietà più delicate ma assaporare in tutti i suoi sentori che ricordano proprio il carattere “aspro e selvaggio” del territorio salentino. Verremo ripagati in termini di salute: già nel 400 a.c Ippocrate definiva l’olio extravergine d’oliva “la medicina migliore” e innumerevoli studi recenti ne comprovavano le innumerevoli proprietà. Un modo perfetto per gustarlo è naturalmente con il pane, e non un pane qualunque: una gita a Gallipoli deve prevedere un assaggio di "Puccia caddhipulina", un pane con molta mollica, ideale per “accogliere” la maggiore quantità d’olio possibile e resa ancora più “salentina” dall’aggiunta di capperi, acciughe sotto sale, tonno, pomodori: non è un piatto raffinato, ma stiamo parlando di sapori decisi, forti, a volte anche aspri e duri, che non potrebbero riflettere meglio l’intensità di questo sole che sembra quasi far tremare le aspre mura di cinta della città e la tortuosità di taluni vicoli che si aprono poi in vedute mozzafiato sul mare.


Questo “percorso Mediterraneo”, quasi metafisico nelle sue oscillazioni tra due realtà, non può che essere assaporato con un calice di vino i cui tannini siano in grado i sostenere cotanto “carattere” di cibo, storia e paesaggi: non si può che scegliere un vino del territorio come il Negoramaro, dal colore deciso, scuro, a svelare subito quello che ci regalerà in bocca, senza esitazioni, dal bouquet intenso, da cui esplodono frutti piccoli a bacca nera e leggeri sentori di tabacco. In bocca le attese non vengono certo deluse: sa “riempirti la bocca” ed essere al contempo vellutato ed armonico, ed il suo retrogusto leggermente amarognolo sa lasciare il ricordo migliore di questa terra.

Foto di Mariano Fernando Polimeno (All Rights Reserved)

Links utili:
Info Turistiche: Pro Loco www.prolocogallipoli.it
Ultima modifica ilVenerdì, 25 Settembre 2015 11:35
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