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L'ULTIMO AVAMPOSTO D'EUROPA: LE ISOLE ARAN

Scogliere a strapiombo sull’oceano Atlantico, erba verdissima, vento tra i capelli e tanta pace. Benvenuti alle Isole Aran.

L’oceano sembra confondersi con il cielo, in questa mattinata grigia. La terra ferma è ormai lontana e il traghetto in balìa delle onde, per il mare molto mosso non smette di vacillare, ma poi lentamente torna la calma, la nebbia si dilata e il sole fa capolino illuminando tutto quello che di più bello c’è in questo angolo di azzurro infinito. Le Aran Islands, sono tre magnifiche isole emerse milioni di anni fa nel bel mezzo della baia di Galway, sul versate più aspro e selvaggio dell’Irlanda, l’ovest, una delle parti migliori dell’isola di smeraldo. Inishmore è l’isola maggiore, nonché la più popolata; nel mezzo si trova Inishmaan, la più lontana dalle coste irlandesi in cui innumerevoli muretti a secco delimitano campi e abitazioni, seguita dalla più piccola e arrotondata Inisheer, ricca di ruscelli e sorgenti d’acqua e di un pozzo, dalle acque che si dice siano miracolose, chiamato Pozzo di San Enda, patrono dell’isola.

La visita a Inishmore comincia da Kilronan, il piccolo villaggio in cui si concentrano la maggior parte delle strutture ricettive e di sostentamento dell’intera isola oltre che punto di partenza delle migliaia di visitatori che ogni anno affollano questi luoghi, affascinati dalle tradizioni e dalla ruralità in cui gli abitanti vivono ancora oggi. Qui si parla il gaelico, l’antica lingua irlandese e nei pub è facile ascoltare canti popolari, improvvisati da vecchi pescatori. Il mezzo migliore, per godere a pieno di ogni singolo momento vissuto sulle Aran è la bicicletta o un tipico calesse trainato da cavalli. Durante il cammino, il paesaggio è quello tipico del Burren (parco nazionale a nord della contea di Clare sulle coste irlandesi), un alternarsi di ciuffi d’erba dalle mille sfumature alla grigia roccia calcarea, priva di alberi, ma ricca di una natura presente solo in questa parte dell’Irlanda. La brughiera in fiore è disseminata dei tipici cottage con i tetti in paglia. Tutti i piccoli e grandi terreni che si incontrano sono circondati dai muretti a secco, un simbolo delle Aran. Queste pietre poste l’una sopra all’altra, nel tempo ha dato alle isole un aspetto inconfondibile, grazie al sapiente lavoro dei residenti che, attraverso questa pratica, hanno potuto proteggere i loro terreni dai frequenti venti di burrasca, traendone una terra abbastanza fertile.



La storia delle Aran si perde nella notte dei tempi. I primi insediamenti prestorici , risalenti all’età del ferro, sono testimoniati dalla presenza di alcuni resti millenari, quali: Dún Aonghasa, il forte di Re Aengus, un’imponente fortezza a pianta semicircolare, che si erge su di una scogliera a strapiombo sull’oceano. Un luogo talmente meraviglioso, che neanche il più bravo dei pittori saprebbe raffigurare meglio. L’unica cosa da fare, è mettersi comodamente seduti sull’ erba, chiudere gli occhi e ascoltare il rumore delle onde che si infrangono impetuose sulla roccia. La fortezza di Dún Dúchatair, o quello che ne rimane, è simile alla vicina Dún Aonghasa, ma il panorama che la caratterizza è uno dei migliori dell’isola. Poco distante, le altre attrazioni principali sono: Seal Colony, una bellissima spiaggia a mezza luna dove riposa indisturbata una colonia di foche e Bun Gabhla a nord dell’isola, l’ultimo lembo di terra da cui osservare Straw Island e il suo faro, su cui si abbattono vento e onde altissime, dopo non c’è più niente, solo l’America! Le persone che abitano sulle Aran sono la vera forza che li contraddistingue dal resto della Repubblica d’Irlanda, una vita semplice, ma abbastanza difficile la loro, visto che nei giorni di tempesta sono tagliati fuori dal resto del mondo e sono preparati a doversela “cavare da soli”. Le uniche attività di sussistenza sono la pesca, il turismo e la vendita degli “sweaters”, i famosi maglioni di lana grezza, vere e proprie opere d’arte, che hanno arricchito la fama delle Isole Aran. Le donne, ma anche gli uomini, eseguono particolari punti a maglia con un preciso significato simbolico: il punto ad “albero della vita”, che esprime l’unità familiare; il “punto a rombo” , ricorda molto i campi circondati dai muretti in pietra, e poi ci sono il punto a scala, a nido d’ape e a diamante. Ogni famiglia possiede un tipico intreccio, questo perché, in passato, se un pescatore rimaneva ucciso in mare, l’unico metodo di riconoscimento al momento del ritrovamento, sarebbe stato il particolare e unico intreccio del maglione. Se si è in cerca di un luogo magico, lontano dallo stress e dalle routine quotidiane è qui che dovete venire, nell’ultimo avamposto d’Europa.

Foto: Mauro Maggi e Danilo Franzese

Links utili:

Info turistiche Irlanda: www.ireland.com

Info turistiche Isole Aran: www.aranislands.ie

Ultima modifica ilVenerdì, 01 Maggio 2015 08:18

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