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SAN MARCO D'ALUNZIO E IL MISTERO DEI BABBALUTI

Storia, cultura e antiche tradizioni religiose in uno dei borghi più belli d’Italia
Racchiuso come in un caldo abbraccio con le sue case avvinghiate saldamente alla roccia del Monte Rotondo, da cui si scorge il litorale che da Cefalù arriva alle isole Eolie, sorge uno dei borghi più belli d’Italia: San Marco d’Alunzio, in provincia di Messina. L’invidiabile posizione di vedetta strategica a difesa del Tirreno, protetta a sud dal Parco dei Nebrodi, ha sempre attratto nel corso dei secoli numerose dominazioni: Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni. Ed è proprio la sua storia, l’indiscussa protagonista di questo bel borgo. Ancora visibili sono le tracce lasciate dalle differenti civiltà del passato: dal Tempio di Ercole, di origine greca, alle varie necropoli con i tanti corredi funerari e reperti archeologici tra i quali molto interessante è il kottabos, intrattenimento ludico diffuso nell’ antica Grecia, detto anche ‘il gioco del vino’, unico esempio in Sicilia. E poi gli splendidi ruderi del Castello Normanno, eretto da Roberto il Guiscardo degli Altavilla, tappa imprescindibile per godere di tramonti sempre cangianti e suggestivi. Agli occhi dei visitatori San Marco si svela come un esteso paese museo tanto da meritare, nel 2001, il prestigioso riconoscimento di Città d’ Arte.

 

Il fitto dèdalo di case e di viuzze, lastricate nella varietà tipica di marmo rosso locale, che avvolge come un nastro l’intero borgo è punteggiato qua e là da una miriade di chiese, ben ventidue visitabili, come la splendida chiesa di San Teodoro (o Badia Piccola) del XVI sec. E ancora: il monastero delle suore Benedettine, l’attuale Museo delle Arti Bizantine e Normanne, con la Cappella dei Quattro Dottori che conserva pregevoli affreschi di origine bizantina. Da una delle tante e meravigliose chiese, quella della Madonna dell’ Aracoeli, costruita intorno all’ XI secolo, ha inizio ogni anno l’ ultimo venerdì di marzo un’ antichissima processione, carica di aspetti pagani e religiosi, i cui riti restano immutati dal lontano 1612.



Enigmatici protagonisti della processione sono i “Babbaluti” ovvero, i Penitenti: trentatrè personaggi, per alcuni storici pari agli anni di Cristo, con ai piedi solo delle calze di lana grossa lavorate a mano. Il compito di questi misteriosi e quasi inquietanti incappucciati è quello di prelevare la vara col Cristo crocifisso, dall’ interno della chiesa, per scortarla sul sagrato antistante dove ad attenderla vi è una folla adorante di fedeli. La loro presenza sembra giungere fino ai giorni nostri da un’ antica rappresentazione sacra celebrata da una setta religiosa fin dal Medioevo. Ma intorno alla loro identità aleggia, di generazione in generazione, il mistero… a partire dalla loro vestizione, difatti, al riparo da occhi indiscreti. Sostenendo sulle spalle il simulacro di Cristo con ai piedi un quadro dell’ Addolorata del XVIII secolo, la lenta processione si dipana mestamente lungo le vie principali del paese, accompagnata dall’ atmosfera penitenziale cadenzata dal ritmo della triste musica della banda. La processione rappresenta un momento di particolare devozione da parte del popolo e ugualmente un’ attrazione religiosa per i tanti turisti che giungono fin qui anche per una sorprendente cucina tipica, costituita da maccheroni fatti in casa al tegamino e di “lattupitte”, frittelle di pasta poco lievitata. Storia, cultura, antiche tradizioni religiose e gastronomia, combinate in un mix unico, vi faranno scoprire l’ essenza vera di questo borgo ricco di fascino e mistero …

Foto di San Marco Turismo e di Pino Grasso (All Rights Reserved)

Links utili:

Comune di San Marco d’ Alunzio: http://www.comune.sanmarcodalunzio.me.it

Ultima modifica ilVenerdì, 06 Marzo 2015 08:44

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