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DAL SACRARIO DI REDIPUGLIA UN VIAGGIO NELLA MEMORIA


Il Friuli Venezia Giulia per le peculiarità del territorio è stato, suo malgrado, protagonista del fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Dal Carso alla Carnia lungo l’itinerario della Grande Guerra, sentieri, trincee, gallerie, fortificazioni e poi musei, sono la testimonianza vivissima di un passato ancora recente, oggi vivo più che mai. A Redipuglia, terra di mezzo, in provincia di Gorizia, si erge il più grande Sacrario Militare d’Italia, costruito nel 1938, dedicato ai Caduti sul Carso, lungo l’Isonzo e il Piave durante il primo conflitto mondiale. Senza fiato lascia la vista del Monte Sei Busi che raccoglie e protegge le salme di ben centomila soldati. Il Duca d’Aosta, Comandante della III Armata, con suoi generali è a capo dell’ultimo schieramento…L’emozione si fa ancora più vibrante mentre si salgono i gradoni -custodi sempiterni- e scorrono davanti agli occhi i nomi dei militari identificati (39.857) mentre gli altri, ignoti (ben 60.330), sono custoditi all’interno dell’ultimo gradone.


La Cappella Votiva e tre grandi Croci dominano dall’alto l’intero complesso. Lo sgomento, davanti ai nomi dei giovanissimi soldati, lascia spazio a un sentimento di gratitudine verso quegli sconosciuti chiamati al più grande sacrificio. E’ un turbamento reale, scevro da ogni retorica, che ridimensiona tutti i quotidiani affanni. Si aggiunge un moto di sorpresa alla vista di una targa diversa, al centro del primo gradone, più grande e con un nome di donna. E’ il sepolcro di Margherita Kaiser Parodi, giovanissima volontaria, Crocerossina, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “ rimasta serena al suo posto a confortare gli infermi affidati alle sue cure mentre il nemico bombardava…”e vinta, alla fine del conflitto, dal terribile morbo della spagnola.


Si diffonde un tumulto di sensazioni alla vista della trincea che si snoda alle pendici del monte. Forse l’aria conserva ancora tracce dell’acre odore della polvere da sparo e del sudore della paura. Di fronte al Sacrario il Colle Sant’Elia, divenuto Parco della Rimembranza, custodisce oltre trenta pezzi di artiglieria dell’epoca, cippi commemorativi e cimeli di bronzo, a ricordo dei militari e dei reparti che vi combatterono.


Nelle giornate di bora, salendo verso il frammento di colonna romana posto sulla sommità del Colle, il violento soffio del vento che accompagna i passi riporta alla mente il sibilo dei proiettili. Annesso al Sacrario c’è il Museo della Grande Guerra di Redipuglia. Suggestivo il “viaggio nella memoria”, che si svolge una volta l’anno attraverso il quale, a bordo del Treno Storico a vapore, i viaggiatori ripercorrono le tappe salienti degli eventi bellici nella valle dell’Isonzo, giungendo fino a Caporetto. L’itinerario della grande guerra, partendo da Redipuglia è sicuramente mesto e potrebbe provocare qualche resistenza. Per dirla con lo scrittore Paolo Rumiz -La nostra paura arriva dall’assenza di dimestichezza con la morte …E’ importante andare sui luoghi delle battaglie per respirarne l’aria, cercare di compenetrarsi con quanti hanno combattuto e commemorarli…- Se ancora spirano venti di guerra significa che c’è molto da fare, purtroppo. Lasciamo che la storia ci prenda per mano e ci racconti quel passato che potrà aiutarci a costruire un futuro di rispetto tra i popoli e di reale pace.


Links utili:

Comune di Redipuglia: www.comune.foglianoredipuglia.go.it

Pro Loco Redipuglia: www.prolocofoglianoredipuglia.it

Museo Grande Guerra di Redipuglia: Tel. 0481/489024

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Febbraio 2015 17:01
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