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Viaggio a Fumone: uno dei borghi più misteriosi della Ciociaria

Vagando tra le valli del fiume Sacco, dopo una piccola sosta al lago di Canterano, come un viandante dopo un lungo viaggio, ecco scorgere il borgo di Fumone, in provincia di Frosinone.

Percorrendo le strade scoscese, la sensazione che si prova, è quella di salire una scala a chiocciola e finire tra le nuvole, da dove il panorama merita un momento importante di contemplazione prima di perdersi tra le vie a ciottoli del paese. Le possenti mura cingono l’abitato, da cui piccole e grandi finestre si aprono sui ripidi pendii, e le case, che poggiano le loro fondamenta sulle vecchie rovine del castello, donano a chi guarda un aspetto immutato nel tempo.

Nell’epoca delle invasioni barbariche, Roma era sempre più esposta alla possibilità di cadere nelle mani del nemico e la rocca di Fumone, feudo papale, si rese fondamentale per la sicurezza dell’Urbe e del basso Lazio, per la sua posizione strategica e di vedetta, come dice un proverbio da queste parti: “Se Fumone fuma tutta la campagna trema!” Infatti, ogni qualvolta il pericolo era alle porte, dalle Torri del castello, attraverso l’accensione di grandi fuochi, si alzava un fumo nero che allarmava le popolazioni presenti nella valle e così via tutti i paesi limitrofi fino a Roma, che avrebbe potuto prepararsi preventivamente ad un possibile attacco.


Il castello di Fumone, di proprietà della famiglia Longhi-De Paolis da molte generazioni, è il silente protagonista delle vicende misteriose che rendono famoso questo piccolo borgo. Le sue umide mura nascondono innumerevoli fatti di sangue, ancora oggi avvolti nel mistero. In quelle stesse stanze, oggi adibite a museo, una notte di tanto tempo fa, un bambino giocava indisturbato sotto gli occhi amorevoli di sua madre, nessuno sapeva che il suo destino sarebbe stato segnato da un vile assassinio da parte delle sue sette sorelle, gelose del fatto che a lui spettasse l’intera eredità di famiglia. In preda alla collera le sorelle attuarono un macabro piano: ogni giorno aggiunsero al suo pasto, piccole schegge di vetro, così da ucciderlo lentamente. Il Marchesino Francesco Longhi morì all’età di cinque anni, senza che nessuno sapesse il perché. La madre disperata diede disposizione che il corpicino venisse imbalsamato, per dare a suo figlio eterna memoria. Durante la visita guidata è ancora possibile vedere quel bambino, che sembra dormire, circondato dai suoi giocattoli, in una teca di vetro posta in una delle stanze del piano nobile. Qualcuno dice che ancora oggi il fantasma di Emilia Caetani-Longhi torni ogni notte a cullare quel figlio, mentre lo spettro del marchesino si diverte a far sparire piccoli oggetti da una parte all’altra del maniero.


Oltre alla funzione difensiva, il castello viene ricordato anche per le sue terrificanti prigioni; molti detenuti politici vennero condotti qui senza mai fare ritorno, tra questi, si ricordano l’antipapa francese Gregorio VIII, di cui il corpo non venne mai ritrovato, e Pietro da Morrone, meglio conosciuto come Papa Celestino V divenuto poi santo, unico pontefice della storia ad abdicare al soglio di Pietro. Il suo successore Papa Bonifacio VIII, per paura di una scisma della chiesa lo fece imprigionare nelle segrete del castello fino alla fine dei suoi giorni. Negli anni a venire, attraverso studi accurati sui resti del santo si scoprì che forse la morte non era avvenuta per le malsane condizioni della prigionia, bensì, per un foro trovato sul suo cranio, causato forse da un lungo chiodo. Il Papa “del gran rifiuto” era stato ucciso, ma da chi? Se si tende l’orecchio dalle buie prigioni, non sarà difficile sentire i lugubri lamenti dei prigionieri morti in condizioni atroci. Non solo misteri a Fumone, ma anche tanti eventi culturali, tra cui, i “Castri Fumonis ludi”, suggestiva rievocazione storica che rivive per le vie del borgo, nelle taverne e nelle vecchie cantine tra menestrelli, dame, cavalieri e sputafuoco, e per finire a tavola con delle gustose “sagne pelose”, fettuccine senza uova, che solo qui sanno fare come nessun altro. Se cercate il brivido, Fumone vi aspetta… Buon viaggio!

Si ringraziano i Marchesi Longhi-De Paolis e la Pro Loco di Fumone per la gentile concessione delle immagini.

Comune di Fumone: www.comunedifumone.it

Pro Loco di Fumone: www.prolocodifumone.it

Castello di Fumone: www.castellodifumone.it

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