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BOMARZO: DOVE TUTTO VI PARLA D'AMORE E D'ARTE

Terra di facce orrende, elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi”
Voi che pel mondo gite errando, vaghi di veder meraviglie alte et stupende, venite qua ove tutto vi parla d’amore e d’arte”.

I viaggiatori si sentono chiamati a raccolta leggendo questi versi che Vicino Orsini inscrisse all’interno del suo Bosco Sacro, meglio noto come il Parco dei mostri a Bomarzo. Cogliendo l’invito di questo sensibile e incredibilmente moderno principe del Cinquecento, ancora oggi numerosi visitatori da tutto il mondo scoprono uno dei più bei borghi della Tuscia, la cui eccellenza è certificata dalla prestigiosa bandiera arancione del Touring Club Italiano. Bomarzo è un luogo dalle origini antiche, risalenti alla preistoria. La presenza umana nel territorio si è intensificata durante il periodo etrusco, come attestano le numerose testimonianze archeologiche disseminate ovunque nelle aree del Pianmiano e di Monte Casoli.

Il mistero è ciò che con tutta probabilità costituisce il leitmotiv locale: sono innumerevoli le domande ancora prive di risposta su alcuni aspetti della storia e dei monumenti di Bomarzo.

 

Per esempio, si suppone che il nome cittadino derivi dall’antica Polimartyum, “Città di Marte”, area in cui gli scavi archeologici hanno portato alla scoperta di vaste necropoli, oggi inghiottite dai boschi circostanti. Altro rompicapo del luogo riguarda una piramide etrusca, molto simile a un altare maya, di cui non si conosce quasi nulla. Nonostante le antiche origini etrusche e romane, il borgo di Bomarzo è un perfetto esempio di urbanistica medievale. Costruita interamente in peperino, la curatissima cittadina sembra esser parte stessa del monte su cui si sviluppa, presentando una superficie naturalmente frastagliata alla base che, salendo, diventa sempre più regolare e piatta. L’intero borgo è sormontato dal Palazzo Orsini, residenza di epoca rinascimentale di Gian Corrado Orsini, signore di Bomarzo, e in seguito del figlio Vicino. A quest’ultimo si deve la realizzazione della più grande attrazione locale, il già citato Bosco Sacro.


Il parco, frutto della sensibilità di Vicino Orsini e dell’abilità dell’architetto Pirro Ligorio, è uno di quei rari e particolari luoghi in cui natura ed artificio convivono armoniosamente. Anche le mostruose sculture di questo giardino sono costruite con la pietra locale usata per il borgo, il peperino, dando quasi l’impressione che le creature rappresentate siano emerse naturalmente dal suolo. Sin dai primi passi si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un enigma da svelare e tale presentimento è confermato da una sfinge che all’ingresso si rivolge ai visitatori domandando “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie son fatte per inganno o pur per arte”. A quesiti come questo in molti hanno cercato di dare una risposta, supponendo che vi fossero principi esoterici o alchemici tra le radici di questo misterioso parco. In realtà, l’opinione più diffusa tra i bomarzesi è quella suggerita dallo stesso Vicino Orsini, ovvero che il Bosco Sacro sia stato costruito sol per sfogar il core, raccogliendo in un unico luogo un insieme di simboli capaci di rappresentare alcuni dei suoi ricordi più cari e personali, come ad esempio la sua perduta moglie Giulia Farnese.

Il parco, all’apparenza mostruoso, è quindi la manifestazione di tenere e nostalgiche memorie, sentimenti che oggi i Bomarzesi di vecchia data condividono con il loro concittadino più famoso, Vicino. Alcuni ricordano di quando il parco era utilizzato come pascolo per il bestiame e di come in seguito fu notato, nel 1948, da Salvador Dalì che ne rimase stupefatto; altri ricordano i pomeriggi trascorsi alla ricerca del passaggio segreto tra il Bosco e il Palazzo, citato nel romanzo argentino di Manuel Mujica Lainez.

Oggi questo affascinante luogo può far parte dei ricordi di chiunque decida di accettare il magico invito del Principe Orsini: “che ognuno vi incontri ciò che più gli sta a cuore e che tutti vi si smarriscano”.

Si ringraziano la Pro Loco di Bomarzo e i sigg. Ivo Cialdea, Salvatore Fosci, Giovanni Lamoratta e Giacobbe Tardani.

Foto di Francesca Pasqui

Link utili:

Comune di Bomarzo: www.comune.bomarzo.vt.it

Pro Loco Bomarzo: www.prolocobomarzo.it

Parco dei mostri: www.parcodeimostri.com

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