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MOTTOLA: NELLA TERRA DELLE GRAVINE

E come la madre premurosa con lo sguardo vigila il suo pargolo, così Mottola accompagna il viaggiatore sino al Golfo di Taranto, mentre i colori del suo cielo confondono la vista di chi guarda trasportandolo immediatamente sulle spiagge Ioniche.


Case bianche, chiese, grotte, cripte, mosaici nelle pavimentazioni delle pubbliche piazze, bastioni greci, gravine, lamie, boschi e fragranza di macchia mediterranea, tutto questo racchiuso in un territorio da sempre abitato.


Tanta bellezza visibile agli occhi, ma altrettanta celata nelle viscere della terra; un carrefour di strutture ipogee simili a profondi graffi che ricordano ora i grandi “canyons” nordamericani, ora gli “ouadi” del Sahara e a volte anche i profondi “gorges” delle Alpi Francesi. Siamo nella terra delle gravine, là dove l’uomo durante lo scorrere del tempo, ha saputo riutilizzare quelle naturali feritoie, intervenendo, allargandole, arredandole, al fine di accogliere interi villaggi, come quello della gravina di Petruscio, una gravina lunga circa 4 km che da Mottola si estende sino a Palagiano; imponente, spettacolare, dal selvaggio fascino, inaccessibile, un tempo abitata dall’uomo e oggi sede di preziose comunità faunistiche e floro-vegetazionali di grande interesse scientifico.

Mottola, “la spia dello Ionio”, così chiamata per la sua strategica posizione militare antisaracena, all’epoca della gerenza bizantina del generale Basilio Boioannes (1017-1027), oggi ci appare come una sentinella, e per assolvere a tale funzione, il suo territorio, pullula di chiese nascoste; trentacinque le chiese rupestri corredate di magnifici affreschi, riportano ai nostri giorni la endemica religiosità e l’emozionante incontro tra la fede latina e quella bizantina; emblematiche sono le “grotte di Dio” in contrada Casalrotto dove nelle cripte di S. Nicola e S. Angelo , possiamo ammirare le immagini lasciate sui muri e, realizzare che le ieratiche figure sono le sole protagoniste: occhi fissi, rigidità nell’atteggiamento, quanto basta per catapultarci in una dimensione spirituale.


Ma oramai i mottolesi dalle viscere sono riemersi, e più volte durante il corso dell’anno fanno festa tra quelle case bianche e quelle stradine ordinate: dal 27 al 29 dicembre, in occasione della festa padronale in onore di S. Tommaso Becket, il borgo, compie un balzo all’indietro nel tempo e tradizioni e sapori dei tempi che furono in questi giorni si rinnovano. Ma altri sono i motivi per vivere il borgo; non ci si può dimenticare della suggestiva processione dei misteri durante i riti della settimana santa; e poi qui si mangia e si beve, e pure bene, provate a essere a Mottola la prima domenica del mese di agosto, durante la sagra della carne al fornello.

E lo sapevate che questo è un paese da guinnes? Il panino farcito più lungo (634,50 m.) realizzato nell’estate del 2004 e la focaccia più grande del mondo (297,43 m2) cotta in un forno a legna appositamente realizzato nel 2005.

Tutti a Mottola !!

Spettegulezz!! Si vocifera che quest’anno, anche il noto regista Matteo Garrone sarà a Mottola, per girare alcune scene del suo nuovo film, Casalrotto e Petruscio ne saranno il set.


Ciak si Mottola!!


Link utili: www.comune.mottola.ta.it

Ultima modifica ilMartedì, 20 Gennaio 2015 08:06

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