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AQUILEIA – IL RESPIRO DELLA STORIA

La tenue luce del sole che filtra dall’alto illumina il mosaico di una Domus dalla quale giungono le prime voci del giorno. Lo schiavo sveglia il padrone che si prepara per la salutatio mattutina. Le serve si occupano del trucco della domina. Le strade si animano, le botteghe attirano i primi clienti, dal porto giunge il vocio degli scaricatori che si passano le merci…

 

Potrebbero essere alcuni dei momenti di vita quotidiana dell’antica Aquileia, in provincia di Udine, città Patrimonio dell’Unesco, custode di preziose testimonianze storiche. Colonia latina fondata dai Romani nell’89 a.C. circa, la città ha vissuto vicende politiche e religiose che l’hanno portata dalla grandezza allo sterminio, nel 452, per mano di Attila. Alterne furono le sorti delle epoche successive. Con i grandi patriarchi durante il Sacro Romano Impero, Aquileia ritrovò la floridezza di un tempo, almeno fino al 1420. La magnificenza del potere temporale si manifesta ancora oggi attraverso la straordinaria Basilica dedicata alla Vergine e ai Santi Ermacora e Fortunato. L’Ecclesia Mater, a croce latina, summa di una stratificazione di oltre duemila anni di vita, incanta i visitatori con circa 750 metri quadri di nobile pavimento musivo. Piante, figure umane e geometriche, animali, intarsi, simboli di diverse religioni e filosofie, racchiudono culture e civiltà, srotolandosi tra l’Aula nord e l’Aula sud, anch’esse testimonianza di saccheggi, distruzioni e in parte, ricostruzioni. Di grande spiritualità è il percorso che avvolge l’abside, con affreschi quasi tutti originali e la cripta con opere datate tra l’XI e il XII secolo. Il maestoso campanile lanciato verso il cielo con i suoi 73 metri di pietra bianca, rimane il simbolo del primato della Chiesa. Nato come torre di avvistamento, oggi funge da faro per quanti arrivano ad Aquileia da ogni parte del mondo. Il Battistero all’esterno della basilica è una nicchia che invita alla meditazione; subito fuori, nella stessa piazza Capitolo l’obelisco con la lupa, rimarca con forza simbolica l’autorità dell’antica Roma. 

Nel Museo Archeologico Nazionale si respira più intensamente la storia dell’eroica Aquileia, attraverso importanti testimonianze che quasi riportano in vita usi e costumi delle remote epoche. Anche le piante dell’imponente giardino sono secolari. Capitelli, are, stele, colonne e fregi ci introducono al piano terra del Museo che, con teste-ritratto in marmo-calcare, statue, raffigurazioni tombali di mestieri e reperti sacri, sono lo specchio della multietnicità aquileiana. Pregiati vetri soffiati in varie fogge, colorate gemme e preziose ceramiche sono custoditi al secondo piano. Imperdibili i monili in ambra d’inestimabile valore che impreziosiscono il secondo piano. Di rara e unica bellezza sono i mosaici appartenuti a case signorili.



Nella parte orientale della cittadina, lungo il lembo di terra che ospitava il fiume Akilis,- da cui Aquileia prende il nome (oggi Natisone – Torre),si scorgono i resti di quello che fu un porto, costruito nel II secolo a.C. La struttura era progettata in modo da accogliere barche di diverse dimensioni, il porto era collegato alla città e ricchi erano gli scambi commerciali. Oggi sullo stesso percorso si possono ammirare resti di spoglio tra cui un orologio solare. In una città romana non può mancare il foro, luogo d’incontro per affari, cerimonie civili e religiose. Quello di Aquileia era rettangolare, delimitato da imponenti colonne, oggi in parte ancora presenti, che racchiudevano una piazza di diecimila metri quadrati. Visibili a sud i resti della Basilica forense. Altra importante testimonianza è il Museo paleocristiano che conserva una bella raccolta di “tituli”…Il suolo, oltre a quanto ha già visto la luce, riserva continue sorprese. Oggi Aquileia è una tranquilla cittadina. Passeggiando per le sue vie è davvero difficile immaginare il clangore delle armi degli Unni che la rasero al suolo con immane violenza. Per tenere viva la memoria dei tempi gloriosi, intorno alla metà di luglio Aquileia fa un salto indietro, nella sua storia millenaria. Come per magia sorgono gli antichi accampamenti attraverso i quali i visitatori possono rivivere arcaici riti. Interessanti anche le iniziative gastronomiche come quella che ripresenta il “piatto del legionario”… Alcuni ristoratori inoltre, propongono piatti romani seguendo le ricette di Apicio e del suo De re coquinaria, sapientemente raccontati da illustri esperti. Con vini della Doc Friuli Grave si alzeranno i calici …Prosit!

Foto di Studio Fotografico Andrian (All Rights Reserved), a cura della Fondazione “Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia”

Links utili:

Comune di Aquileia: www.comune.aquileia.ud.it

Info turistiche: www.aquileia.net

Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia: www.fondazioneaquileia.it

Museo Archeologico: www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it

Ultima modifica ilVenerdì, 07 Agosto 2015 07:15

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