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PADRINI, CHIESE E MUMMIE SULL'ORLO DELLO IONIO: SAVOCA

Incastonata tra le rupi, una piccola cittadina poco distante dalla costa, conserva vecchie storie e antichi reperti di un mondo siciliano ormai scomparso


Sotto i tendoni neri di un bar rosicchiato dal sole, un giovane Al Pacino contratta, con un infuriato signore di mezza età, il matrimonio con la bella figlia, celebrato poco tempo dopo in una chiesetta del luogo. Sono due tra le scene più note del Padrino I, girate in un paesino della provincia di Messina, dopo il precipitoso allontanamento di Francis Ford Coppola da Corleone, dove, tradizione vuole, si sentì rivolgere una cospicua richiesta di “pizzo” dagli uomini del boss mafioso Luciano Liggio. Era il 1971 e, grazie a quel film, una fiumana di turisti investì il piccolo paese di Savoca. Sperse, irreali, chiama Leonardo Sciascia le facce della città, nata un giorno del 1134, per volere del re Ruggero II, abbarbicata, come un presepe dimenticato dopo le feste, su una gobba di terra tagliata da due torrenti. A visitarla, un pomeriggio d'autunno, passando la mano sulle facciate spellate di case vuote da decenni, con l'occhio rivolto ad un mare così vicino ma già lontano, una sensazione di catastrofe investe il cuore: tra gli occhi chiusi delle finestre e il mutismo ostinato delle porte, non un suono, non una voce.

Sulla cima più alta, il misterioso Castello Pentefur, occhieggia in silenzio con la sua torre: ormai ridotto a cerchio di pietre, quasi una mano divina fosse passata a tirarlo via con sé, custodisce forse nel nome il segreto della vera fondazione, per mano di cinque ladri (in latino pente fur) fuggiti una notte dalle segrete della vicina Taormina. Città fortificata, ai tempi della fondazione, bisogna varcare l'arco trecentesco a guardia dell'ingresso, per entrare. Calcando il basalto lavico dei sentieri cittadini, lambiti, insidiati, ad ogni angolo, dal verde dei boschi circostanti, Savoca rivela la sua natura architettonica ambigua, sospesa tra costruzioni medievali e rimaneggiamenti sei-settecenteschi.


Monumento del gotico-siculo all'esterno e barocca all'interno, la Chiesa di San Michele srotola al suo ingresso un tappeto di sette gradini, un tempo percorsi in ginocchio, fino all'altare battesimale. Aggrappata ad una ripida salita, la Chiesa di San Nicolò, dimora della statua di Santa Lucia, patrona del paese: cuore medievale e stucchi e marmi barocchi, qui il giovane Michael Corleone sposerà Apollonia. Sfugge a questo dittico di epoche la Chiesa Madre, i cui fastosi interni seicenteschi si uniscono all'antico impianto normanno, mentre la facciata, rinascimentale, si affaccia a contemplare l'assolata piazza a strapiombo sulla valle d'Agrò. Schienate contro le casse di legno, mummie di patrizi e abati, dormono, incamiciate e spettrali, nel Convento dei Padri Cappuccini, vegliate in silenzio nell'umido torpore della sala, rotto, ogni tanto, dallo scampanìo dell'eremo del monte Calvario.


Ritornati in paese, a ristoro di tanto camminare, all'ombra del pergolato fiorito del piano terra di Palazzo Trimarchi, un generoso bicchiere di granita al limone, unico gusto ammesso, a cui deroga, al massimo, una spolverata di zibibbo in cima. Il nome dell'insegna sulla porta è lo stesso da più di quarant'anni: Bar Vitelli. Padrino del nome – è il caso di dirlo – fu Francis Ford Coppola, deciso ad eleggere la silente locanda del paese come luogo del primo incontro tra Michael Corleone e il futuro suocero, il signor Vitelli. Fino a cinque anni fa la granita ve l'avrebbe servita Maria D'Arrigo, la donna capace di rifiutare un assegno in bianco a titolo di pagamento per le riprese, animata da un unico desiderio: contribuire alla notorietà del paese nel mondo. Oggi la signorina Maria non c'è più; ma c'è il suo bar. E c'è Savoca, gonfia di suggestioni, ferace di storie, a disposizione di chiunque abbia la pazienza di andare a scoprirle.

Si ringraziano Tatiana Berestova, Eugenio Nicola Scarcella e Pappalardo Rosario Fonte per la gentile concessione delle fotografie

Links utili:

Comune di Savoca: www.comune.savoca.me.it

Info turistiche: turismo.comune.savoca.me.it

Pro Loco di Savoca: www.facebook.com/proloco.savocafutura

Ultima modifica ilVenerdì, 05 Dicembre 2014 12:45

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