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INVITO AL VIAGGIO: Sulle strade della Malvasia di Bosa

IN COLLABORAZIONE CON ENZO SCIVETTI.
“Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi ….Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto… Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta. Noi siamo sardi.
” (Maria Grazia Deledda)
E’ la forza di una natura autentica quella che si respira nel nord ovest della Sardegna, in Planargia: è luogo di silenzi e di rispetto dove si respirano radici vecchie come il mondo. E’ tutta colpa della natura se mare, montagna e fiume si uniscono per formare un'unica nota di colore in uno spazio di 300 kmq, ma è merito dell’uomo se questo ecosistema unico e particolare è ancora qui, intatto e incontaminato. E’ la terra della Malvasia di Bosa, il vino nobile e dorato che, grazie all’Associazione Strade della Malvasia di Bosa, si svela a chiunque ne voglia attraversare i suoi percorsi, la sua origine e la sua essenza: perché “custu vinu cheret chistionadu” come dicono da queste parti, ovvero vuole essere parlato e degustato con calma, offerto  in occasioni speciali, nei momenti di festa. E’ il vino della socializzazione. E’ il vino del cuore della Planargia e della sua gente.



Dal 2002, l’Associazione delle Strade della Malvasia di Bosa ha dato vita e lustro ad uno sviluppo territoriale di turismo enogastronomico, organizzato tra produttori di vino, albergatori e ristoratori, con lo scopo ben preciso di far scoprire l’unicità e l’identità di questi luoghi, il patrimonio ambientale e culturale delle terre di Planargia. Percorrere queste strade significa attraversare uno spazio dove il tempo non disturba la gente abituata a lavorare nei campi, dove l’uomo appartiene alla terra e ne rispetta il suo ciclo, trovando quel giusto equilibrio tra tradizioni e orgoglio di appartenenza ad una regione meravigliosa. L’invito al viaggio, sulle strade della Malvasia di Bosa tocca pochi paesi, pochi vigneti, poche ma preziose terre. Passa attraverso il  passato e le leggende intriganti di Suni e il suo Parco Archeologico di nuraghi e domus de janas, le famose tombe scavate nella roccia; raggiunge il piccolo borgo di Modolo e  le sue dolci vallate. Arriva a Flussio con il suo artigianato fatto di intrecci di canne e asfodelo e svela i bellissimi murales di Tinnura. Continuando fino ai pittoreschi centri storici di  Magomadas e Tresnuraghes che sorgono a poca distanza dal mare. Per finire con Bosa, tra i profumi della macchia mediterranea e il mare, dove le case esplodono di colore e ti guardano tutte in fila, soleggiate e sorridenti.



Il vino Malvasia di Bosa è un contesto culturale, il colore e il sole della Sardegna, un patrimonio inimitabile che appartiene da sempre alla Planargia e che ha visto un unico padre putativo, Giovanni Battista Columbu, detto Tziu, insegnante, educatore e parlamentare. Il vero significato di vino naturale e non snaturato dalle sue origini, la vigna come identità e patrimonio di un territorio, sono concetti che nascono dalle parole (e dai fatti) di Tziu Battista. I suoi insegnamenti sono ancora tutti racchiusi in questo vino la cui zona di produzione si limita a duecento ettari, di cui solo cinquanta iscritti all’Albo dei vigneti DOC, nelle zone di appartenenza alla Strada della Malvasia di Bosa. Un vino che si spinge all’impossibile, invecchiando con dignità ed eleganza e la cui caratteristica, quella vera e che la rende unica,  è la parziale ossidazione dovuta alla leggera coltre di flor generata durante la maturazione in botti scolme, grazie a lieviti indigeni che elevano questo vino al rango di grandi come gli Sherry andalusi, i Vin Jaune dello Jura o  le vicine Vernacce di Oristano. In una Malvasia di Bosa l'occhio vuole la sua parte, rievoca preziosi monili di oro antico lucente, nobile e austero, come si conviene per il sorso che accompagna il giorno di festa. Intriga la sequenza degli aromi: suggestivi sentori di piccole susine e albicocche, agrumi canditi con un soffio di zenzero e di crito, e poi mandorle e nocciole, tutto legato da una filigrana salmastro marina e con tenui risvolti floreali. Il calcare conchilifero che marca il territorio diventa protagonista al palato: una dosata ed elegante avvolgenza apre l'assaggio lasciando spazio alla progressione vibrante di acidità e minerali in perfetta sintonia che conducono ad un finale lungo ed intensamente agrumato.



La strada della Malvasia di Bosa è anche tradizione a tavola, celebrata dalla storia di uomini che sono stati pescatori, pastori e agricoltori. Le ricette di questo mare incontaminato regalano il delicato sapore di aragoste uniche nel Mediterraneo e meraviglie come  il piatto tipico bosano per eccellenza, S’Azzada preparata con la razza e tanto aglio e aceto, ricetta probabilmente di origine fenicia. Anche qui, come nel resto della Sardegna il pane è tradizione e ha un’importanza notevole, nelle tavole di tutti i giorni e in quello delle feste. Pane carasau e gallette bosane da accompagnare ai formaggi e alle verdure selvatiche dell’entroterra, come carciofi spinati e asparagi ma soprattutto Su Bistokku, pane di tradizione antica, simile ad una fetta di pane tostato, consumato insieme alle zuppe di pesce. Qualcosa di dolce? Ecco le kasadinas dal ripieno di formaggio e uvetta, le tilikkas dal ripieno di sapa e i tradizionali pabassinos, piccoli gioielli dolci con mandorle, noci tritate e uvetta. La malvasia di Bosa si accompagna egregiamente con queste specialità della pasticceria sarda e non solo…..Un calice di Malvasia, un vecchio tagliere, una lama in manico d'osso, un formaggio stagionato dei pascoli fioriti di calendula della Planargia accanto ad una alzatina con un centrino di filet e due pabassinos e kulinzones de mandula: siamo nel cuore di Bosa,  ripartiamo con Bosa nel cuore.

Si ringrazia per la gentile concessione delle foto l’Associazione Strade della Malvasia di Bosa ed Enzo Scivetti  per la collaborazione editoriale

Info utili: www.stradadellamalvasiadibosa.it
Ultima modifica ilSabato, 04 Ottobre 2014 08:49

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