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Otranto: la porta d'oriente

Provate a viaggiare sulla costa adriatica del Salento, non in piena estate ma lontano dall’assalto dei turisti che anche quest’anno, e con giusta ragione, hanno eletto il tacco d’Italia come meta preferita delle loro vacanze. Provate, e scoprirete che quegli ombrelloni dai mille colori si trasformeranno d’incanto in paesaggi dalle sfumature suggestive, di litorali punteggiati da antiche torri di avvistamento e insenature che regalano riflessi e trasparenze di luce, autentiche meraviglie della natura…








Provate ad allontanarvi dal clamore delle serate estive e sentirete che “da questa parte del mare” si raccontano ancora tante storie: come quella per cui sembra che porti fortuna assistere al primo “sorriso” del sole a Punta Palascìa, dove ogni anno, nella notte di S. Silvestro, centinaia di persone attendono l’alba del nuovo anno. E chissà se sia questo il segreto che rende Otranto la perla del Salento; di sicuro è la località più a oriente d’Italia e l’alba qui fa il suo capolino prima che altrove. In quest’angolo di Puglia, infatti, è la posizione geografica che fa la differenza: Otranto, vita di mare e di cultura, punto di incontro tra il Mediterraneo e l’Oriente, un crocevia di popoli e lingue diverse, la porta sul mare che abbracciò romani, bizantini, normanni e ….turchi!



Baciati dal sole e dalla fortuna gli “idruntini”, questo il vero nome  degli abitanti di Otranto: la fortuna è quella di avere un borgo medioevale a picco sul mare, accogliente e raffinato, con le sue casette bianche dai caratteristici balconi curati e fioriti, ricco di laboratori artigianali che vanno dalla ceramica e manufatti in pietra leccese ai famosi sandali in cuoio, per finire con enoteche e romantici ristoranti. Stradine e vicoli ancora pavimentati in pietra e racchiusi dal fascino millenario delle mura del suo Castello, superbo esempio di architettura militare del 1500: un tempo a difesa dai continui attacchi dal mare, è ora sede di importanti iniziative culturali, e le sue terrazze continuano a regalare panorami mozzafiato, ad ogni ora del giorno. Perché Otranto è così vicina all’Albania da scorgerne addirittura le sue montagne: questo è quanto vedono gli occhi di chi si affaccia dai suoi Bastioni, quando il vento di scirocco placa la sua potenza e il soffio del maestrale allontana le nuvole. Che siate romantici o no, da soli o in compagnia, qui i tramonti non hanno eguali, siete avvisati!



Ma la storia, una brutta storia, ha reso Otranto anche la Città dei Martiri. Nelle stradine che portano alla bellissima Cattedrale, il borgo diventa improvvisamente un luogo fatto di silenzi, un luogo dell’anima e del dolore, quasi come a voler rendere omaggio all’eccidio del 1480, quando 150  navi turche comandate da un efferato Akmed Pascià espugnano la città di Otranto, dopo una resistenza eroica. Tra migliaia di morti, donne e bambini ridotti in schiavitù, i superstiti rifugiati nella Cattedrale si rifiutarono di convertirsi all’Islam, e fu l’eccidio. Oltre 800 martiri sgozzati e decapitati dai Turchi, sul vicino Colle della Minerva, i cui resti sono conservati ed esposti, quasi come un monito, in questa meraviglia che è la Cattedrale più grande di Puglia, dal monumentale rosone e dal bellissimo pavimento a mosaico, opera del XII sec, considerato uno dei più grandi al mondo (Info: www.webdiocesi.chiesacattolica.it)

I litorali di Otranto sono, neanche a dirlo, spettacolari: qui il mare è talmente pulito che è ancora possibile immergersi nelle spiaggette del centro e l’incanto continua, se si procede a pochissimi chilometri dalla cittadina. Si può arrivare ai Laghi Alimini, per godere di sabbie chiarissime e acque trasparenti o raggiungere la meravigliosa Baia di Porto Badisco, dove Virgilio racconta sia approdato Enea, dopo la fuga da Troia, e rinomata anche per la Grotta dei Cervi, di notevole rilevanza storica ed artistica. Ma è anche bello perdersi tra i campi di ulivi e fichi d’India, per poi raggiungere la suggestiva Cava di Bauxite, dove il rosso del terreno e il verde delle acque fanno di questo luogo uno splendido esempio di archeologia ambientale.                                          

Parlare di sapori a Otranto è narrare di un’identità, quella della cucina Salentina, caratterizzata da ingredienti semplici, genuini e naturali. Farine poco raffinate e orzo per le famose frisedde, il pane duro di una volta da condire con pomodoro e profumato origano delle coste, insieme ai taralli e pane con le olive. Molte le paste fatte in casa con grano della zona, condite con straordinari sughi: dall’entroterra è presa in prestito la famosa pasta e ceci (ciciri e tria), dove per “tria” si intende pasta fritta, tagliatelle corte fatte con farina ed acqua, in parte fritte ed in parte cotte nel brodo di ceci. Ci sono poi le sagne 'ncannulate, una sorta di pappardelle ritorte da condire, ovviamente, con sugo di pomodoro a base di astici o frutti di mare o i famosi ricci di mare di Porto Badisco, da gustare in ottimi primi piatti o con semplici pezzi di pane, accompagnati da formaggi locali. Grazie a questo mare che è tra i più puliti d’Italia, ricco è il patrimonio ittico: domina il pesce azzurro a Otranto, ma anche molluschi e crostacei e il pescato è molto spesso abbinato alle tante verdure della zona, tra tutte la famosa cicoria otrantina. Attivissima è l’industria conserviera artigianale, dai sughi alle creme di verdura, per finire alle superbe confetture di fichi e mandorle, tutti prodotti tipici della zona (Il Giardino del Re di Massimo Torsello). Terminare con i dolci significa celebrare una regina, la pasta di mandorle, utilizzata in tutti i periodi dell’anno, componente principale dei mustazzoli, tipici biscotti con cacao e rivestiti di glassa al cioccolato o di gelati e spumoni. Un capitolo a parte meriterebbero le ricottine con mousse di ricotta e cioccolato e i famosi pasticciotti di pasta frolla e crema pasticcera: le pasticcerie Merola e Martinucci ne sono uno splendido esempio. Se poi gradite un caffè, tipico di questa zona è il caffè con ghiaccio e latte di mandorla, di origine spagnola e servito rigorosamente in bicchiere di vetro. Non ci siamo dimenticati dell’ottimo olio extravergine d’oliva e dei pregiati vini come il negroamaro ed il primitivo, ma parlare in poche righe della cucina Salentina è riduttivo: ci ripromettiamo di tornare in queste terre generose di profumi mediterranei e sapori inconfondibili, ospitali come poche e accoglienti anche sotto il sole tiepido d’autunno.

Fotografie di Malinda Sassu

Link utili:
Comune di Otranto: www.comune.otranto.le.it
IAT Otranto (Sig Franco Coluccia): Tel. 0836/801436 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Informazioni turistiche: www.otrantopoint.com
Pro Loco Porto Badisco: www.prolocoportobadisco.it

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