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Lo storico Pinot Nero d’Oltrepò firmato Monsupello

Oggi nella rubrica Spumantiway parliamo di Oltrepò Pavese, in particolare ci dedicheremo a una realtà che storicamente è stata fra le prime a esportare nel resto dell’Italia il “valore” del Metodo Classico di questo Territorio: sto parlando della Cantina Monsupello, ormai da decenni una “istituzione” dell’Oltrepò Pavese per quanto riguarda la produzione di Pinot Nero rifermentato in bottiglia.
L’azienda agricola mette le sue “radici” già dal 1893, epoca in cui la Famiglia Boatti si dedicava alla coltivazione dei Vigneti di loro proprietà situati nel comune di Oliva Gessi, in località Cà del Tava.

Alla fine degli anni ’50 è Carlo Boatti che inizia a imprimere un costante e prezioso sviluppo, grazie all’acquisizione di altri Vigneti e all’ampliamento delle tipologie di uva coltivate, investendo la propria passione attraverso la ricerca di nuove strade da esplorare, con la ferma convinzione che solo la qualità può essere l’elemento cardine per emergere e valorizzare il proprio Territorio.

Attualmente l’azienda è gestita dagli eredi di Carlo Boatti, ovvero la moglie Carla e i figli Pierangelo e Laura, con la preziosa collaborazione dell’enologo Marco Bertelegni che coordina tutto lo staff tecnico per quanto riguarda la Vigna e la Cantina, nel costante lavoro di valorizzare dei 50 ettari, che indicativamente consentono una produzione media annua di circa 250.000 bottiglie.

Ho avuto il piacere di conoscere Marco Bertelegni un paio di anni fa durante una visita in Cantina, un uomo dalla grande umiltà che ti racconta l’azienda in maniera molto serena, con un accogliente sorriso, senza spocchia e presunzione, una persona che mette a proprio agio e in grado di raccontare tutte le sfumature Enoiche di Monsupello.

Senza ulteriori indugi procediamo nella Degustazione degli Spumanti che oggi voglio farvi conoscere, partiamo con il Metodo Classico Rosè brut, ottenuto con un uvaggio composto da 95% Pinot Nero e 5% Chardonnay, affinato sui lieviti per circa 36 mesi, titolo alcolometrico 13,5%.

Nel bicchiere si presenta con un brillante rosa cerasuolo dalle belle tonalità, con un perlage caratterizzato da ottima finezza e persistenza.

Al naso inizia a manifestarsi il carattere di questo Vino dove il Pinot Nero mette una firma decisa e netta, i profumi sono sicuramente intensi e il sentore di lievito è accompagnato costantemente da note floreali di rosa e dalle tipiche sfumature di questa nobile Uva, con richiami di humus e sottobosco.

In bocca il quadro si completa, abbiamo di fronte un Metodo Classico dal carattere decisamente “maschio”, con un ingresso intenso e potente, presenza alcolica di rilievo, non si cercano compromessi, vengono enfatizzate tutte le doti di struttura che il Pinot Nero è in grado di regalare a uno Spumante. Morbidezza ed equilibrio sono buoni, sicuramente lunga in bocca la persistenza gusto/olfattiva che evidenzia grandi doti di mineralità, con un finale che richiama le note di humus e sottobosco percepite al naso.

Questo Rosè è adatto agli amanti del Metodo Classico potente e deciso, che ama mostrare i “muscoli” piuttosto che le morbidezze, un Vino che regala il meglio delle sue capacità in abbinamento con piatti adeguatamente strutturati, dove è in grado di esprimere il suo carattere “incisivo”.

Parliamo ora del Metodo Classico Nature, ottenuto con un uvaggio composto da 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay, affinato sui lieviti per circa 36 mesi, titolo alcolometrico 13%.

Nel bicchiere si presenta con un giallo paglierino arricchito da brillanti riflessi dorati, con un perlage di sicura eleganza.

Al naso i profumi sono davvero molto intensi, con una decisa presenza di piacevoli note di lievito le cui sfumature portano alla mente i biscotti, per poi proseguire con forti sentori minerali, che con l'ossigenazione vengono arricchiti da leggere note agrumate.

In bocca traspare subito il carattere di questo Metodo Classico, con un ingresso molto intenso che scopre subito i “muscoli”, struttura importante, buona la morbidezza e sempre in grande evidenza le componenti acido/sapide, in special modo la mineralità, che si mostra nel finale con una lunga persistenza che nel retrogusto richiama le intense note di lievito.

Questo “Nature” esprime decisamente il meglio della sua qualità nell'abbinamento gastronomico, lo proverei in un accostamento con un classico della cucina lombarda, la “mitica” Cassoeula alla Milanese, alle prese con carne di maiale e verza il tutto stufato assieme per comporre un piatto della tradizione, ricco di gusto e sapore.

In Cantina questi Metodo Classico sono acquistabili per circa 15 euro alla bottiglia, un ulteriore incentivo per chi vuole confrontarsi col Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese.

Il Pinot Nero rifermentato in bottiglia di Monsupello è sinonimo di struttura, potenza, incisività gustativa, con un’interpretazione che è in grado di raccontare la “dimensione” organolettica che questo Vitigno assume nell’Oltrepò Pavese, Vini adatti a chi ama il Metodo Classico dal forte temperamento sensoriale.
Ultima modifica ilMartedì, 03 Giugno 2014 06:35

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