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Champagne Drappier Carte d'Or S.A.

Oggi parlerò di Champagne Drappier. Seguo da tempo con interesse il lavoro della maison di Urville grazie soprattutto ad Alessandro Rossi, Wine Manager di Partesa che più volte mi ha invitato a condurre dei seminari dedicati.
L'ultima occasione è stata proprio lo scorso 5 Giugno, quando Alessandro ha organizzato una serata a Lido di Ravenna presso il Beach Resort "Cala Celeste", alla presenza anche di Massimo Reggiani, Business Unit Manager di Partesa.

La maison Drappier può essere considerata a ragione la capofila di quel movimento che ha portato l'Aube allo stesso rango delle altre regioni della Champagne, e questo non solo perchè è la più grande da un punto di vista dimensionale - produzione che supera 1.000.000 di bottiglie e circa 100 ettari di proprietà- ma per più motivi, in primis per la sua importanza storica (le cantine usate sono ancora quelle cistercensi fatte costruire da San Bernardo nel XII secolo ed annesse all'Abbazia di Chiaravalle). Consideriamo inoltre che Drappier appartiene al ristretto novero di aziende che tuttora coltivano dei vitigni previsti dal disciplinare, ma di fatto "dimenticati", quali Arbanne, Petit Meslier e Blanc Vrai, tanto da produrre con essi l'etichetta "Quattuor", ed inoltre che è stato tra i primi nella zona a realizzare una cuvée senza dosaggio di solfiti ed a credere fermamente in questa filosofia di purezza.



Delle varie bottiglie degustate nel corso dell’evento ho scelto di porre l'accento su quello che costituisce il vino-manifesto aziendale e che è ben impresso nell’immaginario in virtù del colore giallo della sua etichetta.

CHAMPAGNE DRAPPIER "CARTE D'OR" S.A.

Il Pinot Noir è la varietà su cui la maison ha maggiormente puntato, ed anche in questo caso costituisce il 75% del blend, completato poi da un 15% di Chardonnay ed un 10% di Meunier. I vins clairs sono affinati in acciaio (di cui il 5% in botte grande), con malolattica spontanea completamente svolta, mentre il dosaggio è di 7 g/l.
Il gusto è assolutamente emblematico di quello che la maison Drappier desidera comunicare al mondo, quasi una fotografia di questo angolo della Champagne che, anche per la vicinanza geografica, strizza un occhio alla Borgogna: fiori gialli, sentori di mela, cassis, pesca matura, chinotto che poi si ritrovano in bocca, con volute di opulenta freschezza e ritorni di gelatina di frutti rossi. Un sorso barocco e minimale al contempo per una versione davvero ben riuscita che fa della versalità il suo atout: perfetto per l'aperitivo, ma anche per accompagnare preparazioni come gli strozzapreti tirati a mano con ragù bianco di pesce che abbiamo degustato durante la cena.

(Prezzo medio in enoteca: euro 40,00)

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