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Alla scoperta di Bubala: la prima Birra artigianale con siero di latte di bufala

Un’altra innovazione di prodotto frutto di creatività, passione  e legame con la propria terra. Il mondo della birra artigianale non smette di stupire e regala abbinamenti unici con le produzioni tipiche dei territori.
 
E’ il caso del progetto Agrimemorie da Spillare, lanciato dall’azienda brassicola casertana White Tree Brewing. Dopo tre anni di successi coronati con la vittoria del premio CEREVISIA 2016 con la birra di Segale Easy Rye, Fabio e Sergio Landolfi, proprietari di White Tree, decidono di legarsi sempre più alla terra dove sono nati, e dove vivono amandola.

Agrimemorie da Spillare ha visto la luce con “Liburia”, birra alla Canapa che prende il nome dall’antichissimo nome di Terra di Lavoro, che della Canapa è stata la capitale fino agli ’50 e dove si sta registrando un importante ritorno alla produzione anche per usi alimentari. E’ venuto quindi, all’inizio dell’estate,  il turno di BUBALA, la prima etichetta che lega il mondo della birra artigianale con quello ricchissimo della Mozzarella di Bufala campana dop.

Un evento celebrato anche dai vertici del Consorzio Dop, durante una presentazione proprio nei nuovi locali nelle Cavallerizze della Reggia di Caserta.

Bubala è una fresca e gradevole birra milk stout style, ossia una birra ad alta fermentazione di colore scuro alla quale, secondo la scuola anglosassone, viene aggiunto il lattosio. Nel caso di Bubala, unico al mondo,  si è sfruttato il lattosio naturalmente presente nel siero di latte di bufala campana proveniente da caseifici aderenti al consorzio di tutela.  Nelle parole del mastro birraio di White Tree Brewing,  Sergio  Landolfi,  il perchè della nascita di Bubala: “Questa produzione è la seconda che lanciamo nell’ambito del progetto Agrimemorie da Spillare, che cerca di legare sempre di più il territorio di Terra di Lavoro con il mondo della birra artigianale; dopo Liburia,  una produzione alla canapa, abbiamo ideato il legame con il prodotto maggiormente  identitario della Campania tutta, la mozzarella di bufala, che vede migliaia di protagonisti al lavoro ogni giorno, oltre che apprezzata in tutto il mondo. Per farlo abbiamo utilizzato il siero del latte derivante dalla lavorazione della Mozzarella di bufala  campana Dop, proveniente da caseifici rigorosamente aderenti al consorzio che ringraziamo per la grande sinergia e disponibilità. Bubala appartiene alla categoria delle Birre Scure chiamate tecnicamente Milk Stout, di solito, anche nelle prestigiose “scure” inglesi e irlandesi  viene immesso lattosio in polvere, noi col siero di latte di bufala abbiamo fatto anche una scelta naturale, inoltre lo valorizza, infatti è spesso un elemento di scarto nella lavorazione”.

Particolarmente contenti al Consorzio della Dop, con le parole di Gennaro Testa, responsabile della promozione di Mozzarella Dop. “Una bella idea dell’azienda casertana, infatti è particolarmente importante che si sia potuto utilizzare siero di latte derivante dalla lavorazione della Mozzarella di bufala  campana Dop finanche per la produzione di Birra Artigianale. Da che il siero,  era solo prodotto di scarto, oggi sappiamo che può dare buone soddisfazioni, è il caso della ricotta di bufala, che oggi è un prodotto Dop e che conquista quote di mercato sempre maggiori, ma registriamo anche l’interesse scientifico della facoltà di Farmacia dell’Università di Napoli per il suo impiego farmaceutico”.



Degustando Bubala più volte ci si accorge della nota più dolce e delicata rispetto alle normali Stout industriali, ottima anche per chi di solito ritiene “eccessiva” questa tipologia di birra per accompagnare un pasto, sia quello importante o al Pub.

Bubala presenta un colore ebano e dalla schiuma compatta di color nocciola chiaro. Al naso si avvertono le note tostate tipiche dei malti scuri utilizzati, i sentori erbacei del luppolo rimangono sullo sfondo. Al gusto si avverte un bouquet complesso di sapori che vanno dalla nota maltata e tostata, derivante dalla base dei grani, ai sentori erbacei del luppolo. Sullo sfondo si percepisce la nota dolce e sapida del siero di latte di bufala. Deciso ma non aggressivo  l'amaro sul finale. Bubala è commercializzata sia nel formato da 75 cl che in quello da 33 cl.



Una tipologia di birra che dà il meglio di se con formaggi di media stagionatura ma che, immancabilmente abbiamo provato anche con una mozzarella e formaggi freschi di bufala; intrigante il legame che crea nel palato  con il caratteristico gusto stallatico dell’oro bianco campano, Ottima ovviamente con il Grana Padano dop ed il Parmigiano Reggiano dop.
Non paghi si è provato anche  l’abbinamento anche con carne alla brace  e pescato, in modo particolare ricchi crostacei. La troviamo  particolarmente indicata pure  per le Pizze più elaborate che esaltano i prodotti territoriali, non è un caso infatti, che Bubala già ha avuto tra i suoi estimatori il famoso pizzaiolo casertano Francesco Martucci, de “I Masanielli” , pizzaiolo dell’anno 2017 secondo l’autorevole guida online 50TopPizza.

Ma non solo Caserta; a pochi mesi dal lancio, questa piccola grande novità  della birra artigianale già impazza nei locali specializzati di Napoli e di tante parti d’Italia e non solo, dal Piemonte a Roma fino a Vienna. Ovvio Bubala sta diventando il prodotto di punta e di prestigio per White Tree Brewing, ma non è terminato il progetto Agrimemorie da Spillare, infatti Fabio e Sergio stanno preparando per l’inverno anche una birra ai grani antichi della Campania. Insomma non è mai tempo di smettere di lavorare con successo coniugando innovazione e tradizione.

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