Log in

La IPA che non ti aspetti

Il mondo della birra è davvero un microcosmo straordinario.

L'antefatto: necessario discutere di birra con un amico che voleva confrontarsi prima di procedere ai suoi personali esami. Poco tempo e necessità di reperire delle birre rappresentative di stili anche diffusi. Orari impossibili. Lanci un messaggio in una bottiglia chiedendo soccorso e ti trovi sommerso da disponibilità infinite. Compreso Mirko del Bluebeat di Lecce che apre per te il pub alle 15.00!!!

Il Bluebeat è uno di quei pub che ci piacciono molto, dove la birra scorre a fiumi ma chi beve è curioso, colto e consapevole e nessuno si approccia scegliendo la birra a "colore", chi lo fa viene amorevolmente preso da Mirko e Cristian e accompagnato alla conoscenza.

E, in loro assenza, tutto il personale svolge questa opera didattica. Gli spillatori sono rinnovati almeno due volte al mese e la scelta è sempre innovativa e molto particolare. Non manca la birra di "facile beva", ho trovato la "bassa marea" di B94 in eccellente forma.

Per Maurizio e Fabrizio, compagni di bevuta, ho scelto cose semplici, la weissbier di Wieninger, la Pilsner Urquell, la Asahi e la Leffe Royale.

I miei compagni di bevuta non erano molto abituati alla birra. Abbiamo inframezzato con una Stout alla spina e una Bassa Marea così, per pulire il palato.

La Bassa marea è una birra leggerissima (appena 5%) ma di una freschezza straordinaria, la carbonazione è assolutamente perfetta e le note citrine assai evidenti. Birra pulita e degna erede della migliore Hoegaarden anche nel colore che si presenta chiaro e leggermente opalescente.

Per finire ho voluto offrire agli astanti una birra che mi piace nonostante molti critici non abbiano molta stima della medesima.  Non mi interessa, notoriamente, il packaging né il naming (dopo la Beerock e la Beerbook non c'è storia sul naming), mi interessa il contenuto.

Ebbene la Grunge IPA di Elav era alla giusta temperatura e ce la siamo servita nei bicchieri per IPA. Sorpresona: schiuma quasi nulla e un naso e un gusto pronunciatissimi di lampone. In bocca una piacevole effervescenza e nel retrolfattivo compaiono le note amare che lasciano la bocca piacevolmente netta e profumata. L'impressione di essersi appena lavati i denti tanta era la freschezza.

Una piacevolissima delusione e l'occasione per comunicare ai nuovi "adepti" che la birra sa essere imprevedibile e ciò che ti aspetti con una schiuma pannosa, fine e persistente e un forte contrasto tra dolce e amaro, diventa una piacevolissima birra acida al lampone armonica, e saporita.

Sulla Leffe Royale non dico nulla se non che non è birra da bere così, senza sapere nulla. Magari fatevela spiegare da Mirko al Bluebeat. Io non ve la lascerei per tutto quel tempo, specialmente se ho un po' di stilton e due gherigli di noce.
Ultima modifica ilSabato, 04 Marzo 2017 11:11

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.