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Gazzosa? E perchè no?

Molti si chiederanno come mai.
Qui, su Vinoway, luogo nel quale provo ad occuparmi di birra e distillati con alterne fortune, un "pezzo" sul più analcolico degli analcolici.

La quint'essenza del "nomacho" degli anni '60 del secolo scorso, la bevanda del "cocco di mamma" per antonomasia: la gassosa o, come mi piace di più, gazzosa.

La gazzosa era una bevanda a base di limone molto carbonata, si beveva d'estate molto fredda o in inverno per "digerire".
In realtà le proprietà digestive della medesima, a parte l'acidulo di una blanda quantità di lemonene, erano tutte da dimostrare.

Tuttavia, per una dieta spesso affollata da zuppe e passati di legumi, la cosa aveva qualche ragion d'essere. Senza dubbio alcuno, i dicotiledoni, per quanto ben cotti e saporiti, hanno proprietà che ne rendono la digestione abbastanza laboriosa con processi di fermentazione abbondanti e altrettanto abbondante produzione di gas.

La gazzosa e la sua alta carbonazione, lenivano la sete e inducevano alla emissione dei gas provocando una sensazione di leggerezza almeno momentanea.

Il ruttino del neonato che aveva poppato e che segnava lo svuotamento dell'aria dallo stomaco ingerita ciucciando, si trasformava in ruggiti e barriti che regalavano presenza collettiva e sensazione di benessere.

Viene da lontano la gazzosa e di marchi storici ve ne sono tantissimi. Poi è stata massacrata da campagne di marketing da parte di grandissimi produttori industriali che, cambiandole il nome, colorandone l'involucro e martellando intensamente attraverso i media, l'hanno completamente soppiantata.

Negli ultimi anni si riprende qualche produzione artigianale o presunta tale.

Ebbene, a Lecce, Pasquale Chiurazzi, classe 1886, elabora una ricetta di gazzosa nel 1904. Un tempo si diventava presto adulti.

Il marchio Chiurazzi è ancora onorevolmente sul mercato. Ma, qualche giorno addietro, i nipoti di Pasquale Chiurazzi: Pasquale e Marco, nel Sud la regola dei nomi ereditari non si smentisce mai, hanno recuperato l'opificio del nonno e anche la sua ricetta riproducendola fedelmente.

E' nata la "1904 Antica ricetta Chiurazzi", una gazzosa che sa d'antico, in uno stabilimento quasi commovente per la sua semplicità e la sua dimensione. Marco, 50 anni, marinaio, ha deciso che nelle soste a terra meglio bere una buona gazzosa.

Noi inveterati beoni invece, ce la faremo ancora a provare una "bicicletta artigianale", come si usava una volta: Birra e Gazzosa, solo che invece di farcela preconfezionare, ce la dosiamo da soli.

Magari con una bella birra artigianale. La "Bicicletta" Leccese con "November Ray" di B94 e la 1904 di Marco e Pasquale Chiurazzi può essere il beverage dei pomeriggi della prossima estate sulle spiagge salentine, almeno per chi ama il sapore di antico durante una silenziosa partita a burraco o una rumorosa briscola in 4!!!

Come vedete la birra c'entra sempre, anche e soprattutto quando si parla di gazzosa.
Ultima modifica ilGiovedì, 03 Dicembre 2015 08:00

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