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Il misterioso e magico mondo di erbe e verdure

Una credenza relativa all’aglio riguarda il presunto potere afrodisiaco di questo vegetale, che veniva chiamato “pianta della virilità” e usato per sedurre le vergini e, contemporaneamente, per allontanare streghe e vampiri. L’aglio era molto usato anche in medicina, ed era l’ingrediente fondamentale della “triaca dei poveri”, un medicamento valido per tutti i mali, preparato con un complicato rituale che aveva molto del magico.

Le carote venivano considerate abbastanza indigeste ed erano proibite alle donne incinte in quanto si pensava potessero favorire la comparsa del mestruo.

Molti pensano che la zucca sia un’altra di quelle verdure giunte a noi dal Nuovo Mondo: è esatto, ma non totalmente. In effetti, la zucca grossa, gialla e tonda che conosciamo, e che viene intagliata ad Halloween con facce strane, viene dalle Americhe, ma anche nel Vecchio continente vi erano zucche, chiamate cucurbita, già conosciute dagli antichi romani, dalle forme a bottiglia, attualmente coltivate per lo più per scopi ornamentali, visto che le parenti americane sono più grosse e quindi rendono di più in termini economici. Delle nostre piccole vecchie zucche è bello ricordare un aneddoto: soprattutto in Piemonte, in alcuni statuti comunali medioevali era prevista una condanna per diffamazione per chi dava della zucca a qualcuno: era un insulto, più o meno come, in tempi più recenti, dargli del finocchio. Si tratta pur sempre di vegetali… Invece nei trattati medici la zucca era presa più sul serio, ed era consigliata a coloro che non avevano appetito. Ad esempio Pietro da Bairo, nel De medendis humanis corporis, consiglia di mettere lattughe e zucche, condite con zucchero, sotto aceto bianco per un giorno e  una notte, e di servirle poi con carni e altri cibi per stimolare l’appetito.

I cavoli, in tutte le loro diverse specie, sono stati per lunghi secoli un cibo “inevitabile”, soprattutto per chi apparteneva a ceti poveri. Conosciuti da sempre sotto le specie del cavolfiore, del cappuccio e della verza, nel medioevo erano consumati in quantità tali da causare danni alla salute. I cavoli infatti contengono tutti l’acido ossalico, che impedisce l’assorbimento del calcio, e che, in quantità spropositate, può causare danni allo scheletro, soprattutto dei bambini. Di contro però questo umile ortaggio è ricchissimo di sali minerali, di protidi, di glucidi e di vitamine, per cui ha una notevole azione energetica e può sostituire, nei regimi alimentari vegetariani, la carne.
Sono stati amati e odiati, soprattutto dai medici. Alcuni infatti, come Antonio Guainiero, riteneva che non fossero alimenti facilmente digeribili e quindi che dovessero essere vietati agli stomaci nobili, deboli e malati, mentre Pietro da Bairo riteneva che contro l’ubriachezza si potesse bere un “filtro” ottenuto con vari componenti tra i quali i semi del cavolo.

Le cipolle mangiate crude al mattino venivano considerate un ottimo mezzo per prevenire il contagio della peste.

Nel tardo medioevo si pensava che il basilico avesse poteri magici e spesso veniva usato nella preparazione di pozioni e filtri da parte di streghe o presunte fattucchiere.
Alcuni ritenevano che un vasetto di basilico sul davanzale della finestra o davanti alla porta di casa potesse allontanare le disgrazie e le malattie. Secondo San Bernardo con il basilico si possono tenere a bada alcuni disturbi psicologici quali ad esempio la paura del mondo esterno. In molti quadri la povertà viene rappresentata come una donna vestita in modo dimesso, addirittura una stracciona, che tiene accanto a sé un vaso di basilico. Gli antichi pensavano che da questa pianta potesse nascere il Basilisco, un animale fantastico che poteva uccidere solamente con lo sguardo.

Nell’Italia del sud la fava rappresenta il bambino maschio, per questo vengono date da mangiare in abbondanza alle donne gravide. Secondo Plinio le fave contengono le anime dei morti. Vengono usate negli incantesimi di protezione contro il ritorno dei defunti e per propiziarsi la loro protezione. Le fave, quando spuntano dal terreno, simboleggiano il dono che i morti fanno ai vivi di una nuova prosperità, per questo motivo per i Pitagorici era assolutamente vietato cibarsene, sarebbe stato come divorare i propri avi e i loro doni preziosi.

Secondo i Greci la menta era afrodisiaca ed era utile assumerla prima di un incontro amoroso. I Romani invece la consideravano rilassante e sedativa. Secondo Seneca i soldati non dovevano mangiarne perché avrebbe tolto loro il vigore e le forze. Mettendo delle foglie di menta in un’arnia nel mondo antico si pensava si potessero sanare le malattie delle api.

La tradizione popolare sostiene che un rametto di rosmarino possa preservare la virtù delle giovani che si devono sposare. Questa idea è talmente penetrata anche a livello colto che il poeta August Vilmar ( 1800 - 1868 ) scriveva: " l'abbiamo ornata con rosmarino perché sia sposa, ma vergine"
Durante il Medio Evo si credeva che potesse allontanare gli spiriti maligni, e proteggesse dalle maledizioni. Si crede che mangiando pane, miele e fiori di rosmarino non si sarà colpiti dai veleni.
Pane di segale e fiori di rosmarino allontanano il freddo e le malattie. Le foglie di rosmarino pestate e unite al miele, mangiate a digiuno allontanano la carie. Un tempo le donne usavano bere infusi di salvia e rosmarino per tutto il mese precedente il parto al fine di partorire più facilmente e con meno dolore.

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