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Credenze e Credulità: L'Olio

“Versare l’olio porta disgrazia”, dicevano i nostri nonni, spesso attuando oscure forme di scongiuro.

Senza dubbio molte credenze intorno all’olio hanno origine dal suo importante ruolo svolto nelle religioni e nel suo stretto rapporto con il sacro. Cristo era detto, in ebraico, machiah (unto) e nella liturgia cristiana l’uso dell’olio nei sacramenti svolge una funzione determinante: battesimo, cresima, ordine, estrema unzione, consacrazione delle nuove chiese.

In passato anche i re francesi erano consacrati tramite unzione, con dell’olio miracoloso che si diceva fosse stato portato da una colomba a San Dionigi, quando battezzò re Clodoveo.

Da queste poche informazioni si può già avere un’idea abbastanza chiara dell’origine della superstizione: versare l’olio, prodotto usato per sacralizzare, corrisponde ad un sacrilegio e di conseguenza ad un’offesa grave nei confronti del divino.

Quando l’olio è stato versato, si usa gettare un po’ di sale sopra la macchia; oppure bisogna farsi il segno di croce, o pregare la Madonna perché lo raccolga.

Alcuni sostengono che la superstizione sull’olio versato sia sorta in passato quando i pavimenti erano costruiti in legno, cotto o marmo non trattati, quindi estremamente porosi e assorbenti, pertanto dove cadeva l’olio si formava una macchia perenne e scivolosa. In realtà versare l’olio portava disgrazia a causa dell’alto costo dello stesso, che quindi, se veniva sprecato, recava un ingente danno alla famiglia. C’è poi un altro motivo: l’olio è facilmente infiammabile, e le case dei meno abbienti erano spesso, in passato, costruite di legno e materiali che avrebbero potuto facilmente prendere fuoco con una scintilla proveniente dal camino.

Raramente, nelle campagne e nelle montagne dell’Italia del nord l’olio era di oliva: essendo il più costoso, veniva usato solamente come medicamento contro le ustioni e nelle piccole lampade votive accese davanti alle immagini della Madonna. Quasi dappertutto l’olio usato veniva dalle noci. Per friggere si usava soprattutto il lardo di maiale, e in alcune zone anche il grasso proveniente dalla coda delle pecore o dalle oche, che era considerato particolarmente pregiato e veniva offerto alle giovani spose. Infatti, chi poteva permettersi un mangiare grasso era stimato e considerato benestante, e più una donna era rotonda, più si pensava fosse “buona da figli”.

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