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Eleano: si riaccende il Vulture

Ha collaborato Cristian Carlucci.
Non sempre tradizione e modernità sono in perfetta sinergia.
Non sempre il vino ha il giusto equilibrio fra terroir ed eleganza.
Non sempre, anzi forse raramente.

Proprio per questo motivo è giusto segnalare le aziende virtuose, quelle che, pur avendo strutture macchinari e risorse, non si lasciano sedurre dall'omologazione dei sapori, dall'internazionalità.
A Ripacandida (Potenza), in pieno Vulture, troviamo una di queste realtà, gestita da Alfredo Cordisco e Francesca Grieco. La Eleano.

Nata nel 1991, questa azienda a conduzione familiare possiede 6 ettari vitati e una cantina di 1800mq, per una produzione di 40000 bottiglie. Mentre è in costruzione un'area wine bar e la foresteria, che saranno entrambe dedicate ad eventi culturali e degustazioni enogastronomiche.

Al centro della produzione c'è ovviamente l'Aglianico, vitigno nobilissimo che riesce a dare il massimo  su terreni vulcanici  e a regalare uve straordinarie anche in annate difficili. Questo è possibile grazie al microclima del Vulture e alle percentuali di potassio e tufo che danno al terreno una ricchezza minerale tale da non mandare mai la vite in stress idrico, dando vita a un vino dalla grande acidità e dall'ottima struttura.

Il perfetto rapporto tra vitigno e territorio è il primo passo verso la qualità. Il resto, come si sa, lo fanno le basse rese, la densità d'impianto e il giusto lavoro di cantina. Basta andare a scorgere i dati dell'azienda per capire che i presupposti per una grande bevuta ci sono tutti. Le rese vanno dai 40 ai 70 quintali per ettaro, le densità dalle 4000 alle 5000 piante per ettaro. Il resto è fatto dalla consueta ricerca dell'eleganza da parte di Alfredo e dalla lotta che tutti i produttori della zona intraprendono per domare i tannini dell'Aglianico. Ma la Eleano ha un altro vantaggio, possiede i vigneti a 600msl in una delle contrade maggiormente vocate per l'espressione del vitigno, ovvero Pian dell'Altare.

I vini prodotti dall'azienda sono quattro:

- "Teseo" Aglianico del Vulture DOC
- "Dioniso" Aglianico del Vulture DOC
- "Eleano" Aglianico del Vutlure DOC
- "Ambra" Moscato Basilicata IGT

"Eleano" è al momento il prodotto di maggior pregio tra i quattro, ottenuto da uve Aglianico in purezza provenienti da vigne di quasi cinquant'anni. Dopo sei mesi in acciaio, segue un affinamento di due anni in rovere francese (50% botti di primo passaggio, 50% di secondo) e di otto mesi in bottiglia. L'annata presa in esame è quella del 2007, ricordata per il grande caldo che può lasciare in eredità tannini serrati, colore scarico e poca acidità. Il vino si presenta ugualmente nel bicchiere con un rubino molto intenso e i consueti e piacevolissimi riflessi granati. I profumi lentamente si aprono, ricordandoci prugna e amarena, frutta rossa sotto spirito, liquirizia, ma soprattutto rabarbaro e grafite. Un bouquet signorile che col tempo ci regalerà sicuramente altre emozioni.

In bocca il tannino è sì ben presente, ma ha una sua eleganza ed è bilanciato dalla piacevolezza del frutto, quasi una leggera "dolcezza" che aumenta la bevibiltà, nonostante ci si trovi davanti ad un vino di una certa struttura. L'equilibrio è sicuramente ottimo, ma colpiscono intensità e persistenza.Con un rapporto qualità/prezzo si ha un'eccellenza!
"Dioniso" è il secondo della classe che, in base alle annate, può lottare con il primo. Dopo sei mesi in acciaio si ha un passaggio in legno per circa un anno (90% Tonneau, 10% Barrique, entrambe di secondo passaggio) e in vetro per altri sei mesi. Rubino con riflessi granati, al naso si sentono l'amarena, erbe aromatiche e una punta di arancia candita. In bocca forse il tannino nasconde un pò il frutto e l'equilibrio sembra non essere perfetto, ma rimane una piacevole persistenza e una netta territorialità. Grazie alla sua secchezza si esalta in abbinamento alle tipicità lucane ricche di gusto.

Sicuramente le vigne giovani (quindici anni) hanno risentito maggiormente dell'annata difficile, ma si tratta ugualmente di un buon vino che ha lunga vita davanti a sè e che ha bisogno ancora di un piccolo periodo di assestamento in bottiglia. Se ogni anno si avesse un prodotto uguale, allora saremmo davanti a qualcosa di costruito, all'omologazione appunto. Ma qui non c'è nulla di artefatto! Esempi? Non si effettuano chiarifiche, e le percentuali di solforosa aggiunta sono vicine allo zero. Non solo per seguire una qualche filosofia, semplicemente perchè per Alfredo e Francesca non serve. Non si va contronatura, qui, la Natura, si prova ad assecondarla.

Si consiglia l'assaggio delle annate 2006 e 2008, per un'interessante verticale.

Ultimo arrivato è "Teseo", acciaio e un leggero passaggio in legno, si ha nel bicchiere un rubino con accenni di granato, mentre al naso è caldo, avvolgente, e spiccano intensità e complessità, davvero molto interessanti per un 2009. In bocca ha ancora una certa spigolosità che gli fa perdere un pò in finezza, ma il tannino delicato, l'acidità e una buona estrazione di frutto, rendono questo prodotto molto versatile e “divertente”. Ottimo da bere subito, potrebbe regalarci sorprese dopo qualche anno di bottiglia, eleganza quotidiana a tavola.
Di "Ambra" non è possibile assaggiare l'ultima annata perchè non ancora pronta, ma ricordo con estremo piacere sorsi passati di questo prodotto ottenuto da uve Moscato surmature. Un vino da meditazione (o semplicemente da dessert) non così comune da queste parti.

Molto facile trovare degli Aglianico del Vulture troppo inclinati verso le durezze, con tannini violenti, che ricordano negativamente quello che il vulcano spento lascia alle vigne. Oppure ci si trova davanti a vini quasi privi di tannino, con una delicatezza ed immediatezza artefatta, che di tipico hanno ben poco.
Quella mostrata da Alfredo e Francesca, è solo una delle strade che si possono percorrere per salire in cima a questo monte. Una strada che non ci allontana dall'anima lucana, ma che ci fa amare ancor di più questa splendida terra.

Ultima modifica ilMercoledì, 07 Dicembre 2011 08:16

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