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Tenuta Lenzini

Quando si parla di vino della Toscana subito giungono alla mente le zone più storiche e rinomate: Montalcino, Chianti, Montepulciano, Bolgheri, tutte realtà sicuramente di spicco e che rappresentano orgogli italiani dal punto di vista enologico.
Andando più a fondo però alla ricerca di altre zone meno rinomate di questa meravigliosa regione ci si imbatte per esempio nella provincia di Lucca, nel Nord-Ovest della Toscana, più precisamente nel cuore delle colline lucchesi.

Proprio qui, in un piccolo borgo di nome Gragnano si incontra la Tenuta Lenzini, dal 2007 guidata in  prima linea da Benedetta Tronci e dal marito Michele Guarino, due ragazzi giovani il cui motto principale è:”Viticoltura Ragionata”. In realtà questa azienda affonda le sue radici molto più lontano negli anni, quando ancora il nome era Vigna di Gragnano e diretta da Franco Lenzini, nonno di Benedetta. Quest'ultima, enologa, assieme al marito e con la stretta collaborazione di altri due giovani enologi Filippo Ferrari e Cristian Giorni hanno deciso di praticare un profondo cambiamento sulla filosofia produttiva, credendo fermamente nel concetto di agricoltura biologica e puntando in modo deciso su vitigni che secondo loro sono lo specchio del terroir di Gragnano. I vigneti dell'azienda sono per lo più collocati in una sorta di anfiteatro naturale, assolutamente suggestivo, con la cantina di vinificazione al centro che pare scrutata dai filari poggiati con regale eleganza su questi spalti che madre natura ha plasmato dalla terra.

L'approccio alla produzione del vino della Tenuta Lenzini ha un qualcosa di romantico e sentimentale, parlano di vini “espressivi” nei quali l'impatto dell'uomo deve essere il minore possibile, ma piuttosto è la natura che deve plasmare e dare forma ai loro prodotti.

In totale la tenuta è composta da 13 ha di vigneto e 4 ha di uliveto, infatti con la stessa filosofia hanno ridato nuovo impulso anche alla produzione di olio extra vergine di oliva, che in questa zona può avvalersi del marchio Dop.
Una delle prime scelte convinte e precise fatte dalla nuova “giovane” gestione è stata quella di puntare esclusivamente sui vitigni internazionali per le uve rosse, nessuna barbatella di Sangiovese è piantata nelle loro vigne. Può sembrare una scelta inusuale in Toscana, terra dove il Sangiovese è in grado di raggiungere le vette qualitative che tutti conosciamo, ma la loro profonda conoscenza del territorio di Gragnano gli ha spinti a puntare solo sulle uve internazionali, convinti profondamente che in quel terroir queste sappiano esprimersi ad eccellenti livelli.

Vengono coltivati quindi Merlot, Cabernet Sauvignon, Alicante Bouchet, Syrah per quanto riguarda le uve rosse, mentre Vermentino e Sauvignon per le bianche.

Il terreno su cui queste uve crescono è generalmente sabbioso con poca dotazione di limo ed argilla, coadiuvato dall'eccellente microclima che questo anfiteatro naturale è in grado di regalare.
Il loro concetto di ”Viticoltura Ragionata” si esprime quindi non solo attraverso una rigida agricoltura biologica in vigna , ma anche con l'estremo rispetto dell'uva in tutte le fasi della vinificazione, utilizzando per esempio solo prodotti di origine vegetale e minerale per le chiarificazioni e con un uso ridotto ai minimi termini dell'anidride solforosa aggiunta.
I vini prodotti attualmente dalla Tenuta Lenzini sono 6, in particolare:

-IGT Toscana Bianco “Vermignon” (85% Vermentino, 15% Sauvignon), affinamento in acciaio
-IGT Toscana Rosato “B-Side” (100% Merlot), affinamento in acciaio
-Colline Lucchesi DOC Merlot (100% Merlot), affinamento in acciaio
-IGT Toscana Rosso “Insieme” (100% Alicante), affinamento di 2 mesi in botte grande
-IGT Toscana Rosso Syrah (100% Syrah), affinamento di 14 mesi in barrique
-IGT Toscana Rosso “Poggio de Paoli” (50% Merlot, 50% Cabernet Sauvignon), affinamento di 18 mesi in barrique

Due principali fili conduttori accomunano tutti questi vini, pur diversi fra loro: la grande intensità aromatica e l'ottima bevibilità, anche quando si tratta dei più strutturati ed importanti. Proprio in queste peculiarità si inizia ad intravvedere in modo chiaro cosa significa avere una filosofia produttiva ed una progettualità nell'affrontare la coltivazione in vigna e la vinificazione delle uve. La produzione complessiva di bottiglie si può inquadrare indicativamente intorno alle 50.000 all'anno, con una densità media di impianto di circa 5500 ceppi per ettaro e l'adozione di una bassa resa soprattutto per i vini di punta dell'azienda, vie essenziali se si vuole perseguire il concetto di qualità.

Questa piccola e giovane realtà delle colline lucchesi ha avuto un significativo ed importante riconoscimento quando nel 2009 al concorso internazionale francese Syrah du Monde il loro IGT Toscana Rosso Syrah 2007 è stato premiato con la Medaglia d'Oro, indicato inoltre fra i migliori 10 Syrah del mondo, un riconoscimento che ha rafforzato in modo significativo la convinzione della Tenuta Lenzini di aver intrapreso la giusta filosofia produttiva.

Quello che viene da loro considerato il vino di punta dell'azienda è l'IGT Toscana Rosso “Poggio de Paoli”, un blend al 50% di Merlot e Cabernet Sauvignon, ritenuto la massima espressione del terroir di Gragnano, che in degustazione è davvero in grado di regalare splendide soddisfazioni, con profumi intensi di frutti rossi molto maturi, confettura, una gradevole nota speziata di fondo e della vaniglia bilanciata, non invadente, che indica un calibrato e razionale uso del legno. In bocca entusiasmano struttura ed equilibrio, con dei tannini già ben levigati ed un'ottima estrazione di frutto che regala sostanza e rotondità al vino. Sicuramente un'espressione elegante di questo territorio e che può solo confermare la bontà della scelta fatta di puntare in modo deciso sui vitigni internazionali.

Due parole le voglio dedicare anche per l'Alicante vinificato in purezza, un vino da loro prodotto solo nelle annate considerate adatte per la nascita di un prodotto elegante. Non sempre infatti l'andamento climatico permette di ottenere dell'Alicante in grado di esser vinificato da solo e la radicale filosofia volta alla qualità non permette che si produca ogni anno un vino se non lo si ritiene all'altezza dei propri standard qualitativi. Proprio da questo deriva anche il nome del vino, “Insieme”, perché solo quando tutte le componenti dell'annata concorrono nella giusta direzione nasce l'equilibrio in grado di produrre un Alicante in purezza. Quando ciò avviene si ha nel bicchiere una vera e propria sinfonia di “fruttuosità” con intensi e nitidi sentori di ciliegia e frutti di bosco, coadiuvati da una piacevole gradevolezza di beva, frutto di equilibrio ed eleganza.

Bello quindi scoprire che le terre di Toscana riescono a dare origini anche in quelle zone meno blasonate a vini di grande spessore enologico, motivo in più per avere in noi stessi quella sana curiosità che un appassionato di vino deve avere per non lasciarsi guidare nelle scelte solo dai nomi roboanti e più sponsorizzati. C'è sempre bisogno di costante confronto fra noi stessi ed il territorio che ci circonda, spogliandoci dai pregiudizi ed approfondendo con i nostri sensi nuove esperienze gustative, le scoperte possono essere entusiasmanti e di gran soddisfazione.

Il merito di questo è soprattutto di persone come Benedetta Tronci e Michele Guarino che hanno creduto profondamente in un territorio, nella sua storia, “ascoltandolo” nelle sfumature ampelografiche ed aggiungendo una filosofia del cuore che loro amano definite “Viticoltura Ragionata”.

Ultima modifica ilMartedì, 25 Ottobre 2011 06:06

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