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Borbonika: il rifugio di Feudi di San Gregorio

Nei sotterranei napoletani, ripari durante la guerra, oggi sorge il ristorante partenopeo dove pasteggiare solo con i vini della nota azienda campana.
 
Carta dei vini con spazio esclusivamente per birre artigianali locali e vini autoctoni campani rigorosamente di Feudi di San Gregorio, da abbinare a piatti singolari. Con questo concetto nasce il  Borbonika “napulitan restaurant”,  per lanciare una sfida diventata realtà.  Siamo nel cuore di Napoli – Vomero, Via Michele Kerbaker, la strada dei locali più frequentati – dove in un ex rifugio bellico ora si radunano commensali  mossi dalla voglia di assaggiare una cucina diversa.

“Questa terra ha una storia culinaria bellissima, fatta di ingredienti poveri, di sapori unici. Una storia fatta di quello che la natura così prolifica ha sempre offerto. Pomodori rossi e “sanguinolenti”, cotti al sole delle pendici del Vesuvio. Una storia di ragù che ha inebriato le case, dalla sera prima di ogni domenica. Una storia di pesce fresco, imposto dalle urla dei pescatori. Una storia condita dallo spigoloso sapore dell’aglio che sfrigola nell’olio e di cipolla ramata che, legata alla più genuina e saporita carne, ama farsi stracuocere”.  Evoca Enzo Telese in rappresentanza di 4 soci amanti della tradizione e desiderosi di investire in quest’idea.

Al Borbonika l’ambiente è informale e accogliente. Bancone all’ingresso, cucina – diretta dal giovane Emanuele Esposito, 26 anni e un bel bagaglio di esperienza in diversi ristoranti importanti in giro per l’Italia – dopo la cucina una scala che porta laddove una volta ci si andava tutt’altro che per piacere.



Ora il rifugio è un regno dei peccati di gola, dove omaggiare degnamente anche Bacco con  Feudi di San Gregorio. Azienda campana fondata nel 1986 dall'opera di due famiglie irpine. Mette le sue radici a Sorbo Serpico, nella provincia di Avellino, dedicandosi subito al recupero di alcune autentiche produzioni e all'individuazione di uno standard qualitativo crescente. I vini ben si prestano ad accompagnare piatti come: “Zuccotto di ricotta e melanzane” (con  ripieno di ricotta di bufala aversana e  salsa di pomodoro San Marzano), “Tagliere dei Borboni” (un misto di salumi artigianali e formaggi tipici),  “Ziti alla genovese” (che a dispetto del nome è una classica ricetta della Napoli antica: stracotto di cipolle ramate di Montoro e misti di carne che condiscono una pasta di Gragnano).  I vini autoctoni scelti sono  Aglianico, Lacryma Christi, Falanghina,  Biancolella, Fiano, Greco di Tufo, fino ad arrivare allo spumante ed il passito.

Oltre ai vini c’è la birra, come dicevamo all’inizio. Frutto di una  accurata ricerca di birrifici artigianali che avessero lo spirito ed il prodotto giusto per poter essere in sintonia con il progetto. La scelta è caduta su Karma,  birrificio con sede ad Alife nel casertano, diretto da Mario Cipriano, che alla ricetta classica aggiunge  ingredienti poveri come il mosto di vino, le bucce d’arancia, il limone, la mela annurca; tutti ingredienti che conferiscono un sapore diverso e una buona dose di tipicità alla birra. Così è nata la birra “Borbonika Napulitan Ale”, una birra studiata per i piatti di Borbonika.

Accostamenti mirati e sfiziosi, per chi ama rifugiarsi – in senso letterale e metaforico – nel gusto autoctono.

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