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La Masseria di Sessa: armonie di natura

Un imprenditore ed un enologo danno vita ad un progetto per testimoniare il rapporto di armonia tra la natura e l'uomo. L'opera in questione, realizzata nel 2014, si chiama "La Masseria di Sessa", un' area di 14 ettari, situata nella incontaminata campagna di Sessa Aurunca.
 
La dislocazione geografica strategica dell'azienda consente di raggiungere in pochi minuti di auto il litorale Domizio, il Golfo di Gaeta e la città di Caserta. È una ampia zona collinare, fertile e apprezzata per la produzione di olio e vino, chiamata Piana del Garigliano, da dove si scorgono il mare e le isole del Golfo di Napoli.

Gli ideatori del progetto - Gianni Imperatore e sua moglie Marcella - individuano in "La Masseria di Sessa", un luogo dove mettere in pratica il loro modus vivendi ideale.



Trasformano un vecchio casale diroccato, circondato da bosco di querce, castagneto e noccioleto, in fattoria didattica, agriturismo e azienda vinicola. Coltivano frutta, verdura e olive, allevano animali da cortile, ovini ed equini (questi ultimi impiegati nelle tecniche della ippoterapia). Vivono godendo della presenza di cigni e pavoni, che - oltre a rendere più bella la fattoria - hanno uno scopo didattico.

L'ampia biodiversità presente - animale e vegetale -  è allevata e coltivata in regime biologico.

È il posto ideale anche per andare in cerca di tartufi, svolgere lezioni di yoga, passare una giornata tra vigne e orti, o - nella bella stagione - fare un tuffo in piscina.

L'enologo Maurizio De Simone è parte integrante di "La Masseria di Sessa", occupandosi a tempo pieno dell'aspetto agronomico e vitivinicolo.



Il progetto, infatti, trova terreno fertile nell'idea di viticultura sana che ha Maurizio, uno dei primi enologi in Italia a sperimentare la produzione di vini senza aggiunta di solfiti e a coltivare viti prive di fitofarmaci.

Ė impegnato da anni nel recupero e nella valorizzazione di vitigni antichi: ed è proprio grazie a lui infatti, che alcune piante centenarie di fiano - trovate in provincia di Avellino - sono state salvate dall'espianto. Ha collaborato, inoltre, a riattivare vecchi vigneti a Punta Fieno sull'isola di Ponza, e a selezionare biotipi di sangiovese nella rinomata Montalcino.



A "La Masseria di Sessa" utilizza regime biologico e biodinamico per la conduzione dei vigneti e la produzione del vino. Il terreno è fertilizzato con ammendanti naturali, preparati in azienda sotto forma di compost. Durante il processo di trasformazione delle uve, la tecnologia è abbinata ad antichi metodi di macerazione in tini di legno. Per l'estrazione del mosto viene applicata una innovativa procedura di pressatura, che consente la riduzione - e in alcuni casi la totale assenza - dell'utilizzo di anidride solforosa.

Con lo scopo di rappresentare il progetto autentico e integrato, "La Masseria di Sessa" applica un nome comune per i tre vini che produce: Aurunco, termine che identifica un popolo bellicoso dell' Italia Antica, risalente al 1.000 a.C.

L'Aurunco bianco è ottenuto da uve falanghina macerate in tini di legno. I profumi sono freschi, di frutta, erbe e macchia mediterranea. Al sapore dimostra acidità e salinità. È di ottima bevibilità e persistenza.

L'Aurunco rosso è costituito da un bland di uve primitivo, barbera, aglianico e sciascinoso. Sosta per un breve periodo in botte. Dal colore rubino intenso e dalle note floreali e fruttate. Ha un sorso spigoloso, molto fresco e di buona sapidità.

Ed infine un piccolo gioiellino: l'Aurunco Spumante Vsq Falanghina Brut, dal colore giallo paglia e dal perlage abbondante e fine. L'olfatto è fragrante ed ampio, si colgono profumi di pane, buccia di mela, miele e uva spina. All'assaggio è teso, fresco e lineare. Uno spumante delicato che sorprende per la purezza e l'autenticità.



Le bottiglie complessive, ad oggi, sono circa 8.000. Tra qualche anno sarà presente nella gamma, anche il vino Falerno del Massico, essendo Sessa Aurunca terra di pregiata produzione.

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