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Azienda Riluce: filosofia e agricoltura biotica

Giorgio Mercandelli assieme alla sorella Anna Mercandelli condussero l'azienda Sacrafamilia. Oggigiorno Giorgio Mercandelli ha lasciato l'azienda Sacrafamilia per fondare un'azienda tutta sua di nome appunto Riluce. Sin dal principio l'azienda viticola Sacrafamilia, fondata nell'anno 2003, utilizzò esclusivamente polvere di zolfo di cava senza l'ausilio del rame, senza nessuna concimazione organica, come il letame, senza nessun tipo di lavorazione del terreno.
 
Le favorevoli conseguenze produssero e producono, tuttora, selvatichite colture, le quali da sempre conferiscono un apparente caos in vigna. La cantina non è mai stata violata con nessuna sostanza chimica additiva o coaudiovante, nemmeno con la solforosa aggiunta o da filtrazioni sterilizzanti e stabilizzazioni . Sin dagli albori della scissione dall'azienda Cabanon Mercandelli applica una vitivinicoltura "iper-naturale".

Quest'ultima assumerà concretamente la corrente di vitivinicoltura Biotica all'incirca dall'anno 2006. La viticoltura naturale di Shumei (Biotica) comprende soprattutto principi teologici ed umano-filosofici. Il graduale abbraccio di questa linea di pensiero si avvia dopo aver conosciuto il fondatore della viticoltura naturale di Shumei, Mokichi Okada.

Successivamente dopo un lungo processo di purificazione totale del suolo e dell'animo umano, vien bandito qualsiasi elemento che disturbi o influenzi negativamente la purezza e la vitalità del frutto. Quest'ultimo è ora intriso di luce ed armonia naturale. In vigna viene abbandonato persino lo zolfo!  L'agri-filosofia biotica inizia comunque nel 2003 con la scissione, appunto, dall'azienda Cabanon e la nascita dell'azienda Sacrafamilia. Tal concezione, seppur in fase di definizione e formazione, in quanto meta inconsapevole d'una predisposizione naturale a questo tipo di "culto", è sin dal principio insita in essi.

Possiamo inquadrare la "corrente" Biotica come una specifica forma interpretativa dell'intero processo di gestione agronomico ed enologico, da approfondire e visualizzare.

AGRICOLTURA BIOTICA (bios = vita + tica = arte, ovvero arte della vita): rivolge e focalizza l'attenzione alla fertilità del suolo, ad una microbiologia insita in esso, studiandone i comportamenti esistenti. Comportamenti che devono essere compresi per non alterare un perfetto equilibrio a cui la natura sin dall'origine del mondo provvede. Il suolo deve considerarsi un sistema vivente in quanto ambiente per una biomassa microbica che svolge processi biologici fondamentali. Nel suolo dunque vi è una commistione di batteri, microbi, spore e funghi che svolgono attività non solo  necessarie all’alimentazione della vite ma la proteggono da agenti patogeni. Tali processi millenari si ripropongono invariati ed adattati all'ambiente circostante determinando un assoluto e fondamentale equilibrio.

Il suolo è reso fertile se ,principalmente, avviene la fissazione d'azoto organico in esso. La fissazione perviene grazie a dei batteri che lo trasformano partendo dall'azoto atmosferico. I batteri che sono capaci di questo processo chimico sono detti rizobi e vivono appunto nella rizosfera. Quest'ultima è  una fascia nodulare collocata sulle radici di vegetali simbionti come le leguminose. Trattasi di batteri che vivendo in maniera simbiotica con talune specie, apportano una concimazione azotata in maniera spontanea e naturale.

Il concetto d'agricoltura biotica vien meglio compreso tramite la nozione di potere omeostatico. Quest'ultimo è una condizione di stabilità dei microrganismi presenti nel sottolsuolo che si protrae nonostante il mutamento delle condizione esterne attraverso meccanismi di autoregolazione. Quindi, se il terreno viene concimato, arato o è ricco di taluni elementi, i microrgasmi daranno vita a reazioni chimiche avverse o favorevoli, riconducendo sempre però un equilibrio di vita al suolo e alle piante che vi crescono.

La componente biotica invece non è altro che la quantità, qualità ma soprattutto la biodiversità di : batteri, microbi, funghi e spore preseni in una porzione di suolo. <<...L’uomo ha sempre minacciatoto e minato l’omeostasi del suolo alterandolo nella componente biotica con pesticidi, erbicidi, anticrittogrammici di sintesi, diminuendo la biodiversità della rizosfera con le colture intensive. Questo ha portato ad un impoverimento della composizione quali-quantitativa della microflora e quindi ad una diminuzione di quelle attività che rendono fertili un suolo vivo...>>.

Ad esempio : vi sono batteri che sintetizzando determinati elementi nutritivi nel suolo producono una sostanza ,la quale, stimola l'incremento dell'apparato radicale delle colture in modo da renderle maggiormente vigorose, per cui, resistenti a stress patogeni ed idrici. Taluni batteri incrementano la diramazione di fusti laterali rispetto al corpo principale, in modo da ottener maggior frutti per "pianta". Nel caso della vite, maggiori grappoli, in modo che lo stress prodotto dalla coltura ad alta densità venga diminuito. Riconoscendo ,la conseguenza, che lo stress d'un vegetale risponde ad uno squilibrio naturale che ne abbassa le difese contro i patogeni. Altri studi testimoniano concretamente che la concimazione aggiunta, tramite il "convenzionale" apporto d'azoto sintetico , limiti e perfino annulli l'attività naturale dei batteri rizobi, depauperando in breve tempo, la fertilità intrinseca d'un suolo. Riassumendo l'agricoltura biotica si occupa del costante mantenimento naturale dell'equilibrio microbico e del suo rafforzamento. Un agricoltura di mantenimento della fertilità del sottosuolo e non un'agricoltura di depauperamento . Un'agricoltura che si pone l'obiettivo di lavorare in vigna con dei microorganismi effettivi preservando la soglia vitale di sostanza organica.

FILOSOFIA BIOTICA: il sole è alla base della vita e dell'energia del pianeta terra, il quale irradia ogni vegetale con frequenze d'onda. Medium e mediano, strumento ed intermediaro, diviene esso sintesi e traduttore d'un complesso dialogo di commistione tra cielo e terra: il grappolo d'uva. Un'accentratore spirituale di forma materiale, il quale ,attraverso la fermentazione e una lunga macerazione, abbandonerà le spoglie material-mortali per incarnarsi spirito ed essenza, ricca di frequenze solari e forze vitali. Se ne ricava quindi un liquido spirituale, il qual incarna le forze del cielo e della terra unite alla positiva spiritualità del vignaiolo. Quest'ultimo è in grado d'influenzar la vigna e l'ottimal riuscita del vino stesso, tramite un'attegiamento fiducioso e propositivo verso il grappolo d'uva.

Una risonanza quindi, con il mondo vegetale, profonda. Un gusto, quello del vino, che si rifà ad emozioni e vibrazioni interiori scaturite dal proprio animo soggettivo, quest'ultimo si riscopre in sintonia con le forze primordiali della Terra per via della medesima origine. Il grappolo diviene un piccolo hard disk ove la memoria delle forze vitali del sole e della terra vengon condensate nella buccia dell'acino stesso. Il vissuto, l'esperienza d'una vigna vecchia è importante tanto quanto il trascorso d'un grappolo d'uva, per la memoria appunto, impressa nel suo DNA. Le forze solari formatrici di vita trasportano frequenze energetiche vitali, le quali , racchiuse nel patrimonio vegetale del frutto , dovranno esser trasmesse al liquido odoroso finale, trascendendo il corpo. Rimarrà appunto un "gusto di luce solare", di frequenza vitale, sottoforma d'anima attraverso un processo di rinascita (fermentazione) ove potrà vibrare e risuonare a lungo. La memoria, la passione , le frequenze d'energia solare, accentrate nella buccia dell'acino, dovranno esser trasferite in modo completo e totale al vino. La riuscita di tal compito vien assegnata alla macerazione, la qual protrae il contatto delel bucce con il mosto, per circa 120 giorni! La macerazione è effettuata in contenitori Atlac , ovvero una resina speciale ,deputata anch'essa, a raccoglier specifiche frequenze solari, assorbite dal grappolo stesso per riflettere il gusto delle forze che hanno prodotto e trasformato il frutto.

 La fermentaione è intesa quindi come rinascita, sottoforma d'un altra essenza. Fermentazione intesa anche come traformazione alchemica ove le nobili parti racchiuse nel grappolo vengon separate da una materia che presto o tardi si decomporrà, decadrà, quindi morirà, precipitando come qualsiasi grave terrestre. Sottolineamo ancora una volta ,quindi, che il liquido odoroso finale non avrà il gusto matreriale d'un frutto, nemmeno il riflesso d'un terroir, ma avrà unicamente il gusto dell'energia delle forze formatrici profuse in esso. Minimali , le etichette, riportano il glifo solare , un'antico simbolo che rappresenta il sole in tutte le culture antiche. Quest'ultimo ,rappresenta anche, la manifestazione della vita sotto forma di luce tramite appunto un cerchio ed un punto centrale ,come fonte, da cui la luce si propaga, inondando di vita ogni sostanza presente.

GIORGIO & ANNA MERCANDELLI - SACRAFAMILIA: DOM ROSSO OLTREPO PAVESE DOC 2004
Quando Mercandelli dichiara di dover annullare l'usuale pratica di centrifugazione del liquido odoroso ,tramite il necessario calice, per non distruggere le frequenze energetiche assorbite dal frutto, è un affermazione veritiera. Con la miglior prova concreta ch'io conosca, roteo il liquido antistante, gli odori dissertano chiaramente, sfumano e vacillano. Allo statico seguire del calice irrompono nette le fragranze potenti. Qualcosa di straordinario, che arriva sino a spiazzarmi! Un senso di serenità e finezza scaturisce dal cremoso liquido odoroso. Abbinamenti sensorial-cromatici conducono ad associazioni celesti, visualizzare ,appunto, un limpido ed intenso pannello azzuro forse potrebbe esser frutto d'una suggestione indotta....opuure no?! Tre giorni d'ossigeno ad una temperatura di ventiquattro gradi circa ed il liquido risulta vivo, integro, non minimante deturpato. Reminiscenze di resina di cipresso e liquerizia unite al classico gusto delle fisherman compongono i tratti distintivi del profil gusto aromatico del liquido odoroso.  Refoli di trementina, erica e dragoncello s'oppongono a secche e pungenti emozioni di incenso, mercurio cromo e cardi salati! Le prepotenti sensazioni di pepe nero macinato preludono ad una lunga serie di starnuti fragorosi! In ultima istanza si ritrova traccia d'un frutto maturo come la composta di sambuco!



GIORGIO MERCANDELLI - RILUCE: ETICHETTA BIANCA BIANCO 2012
Sottile vibra teso come un dardo conficcato. Lesto, sibila e fende il resinoso tronco silvestre. Eterogeneo esplora paradigmi inusitati, ricerca lo smalto d'una cera d'api per sfociar nell'ambra cristallizzata. Sensazioni di guayava surmatura assieme a disidratate bucce di pompelmo candite riconducono verso un'apparente sensazione fruttata da cui Mercandelli cerca di allontanarsi. La disgregazione del frutto è totale, la sua cassa di risonanza è ora spirituale.

GIORGIO MERCANDELLI - RILUCE: ETICHETTA NERA "M" ROSSO 2006
Discolto e dissolto, sublima allo stadio gassoso il rosso e turgiodo frutto laccato. Fluido e setoso discorrre nel cavo orale come un centrifugato di fragola e ciliegia . Una persistenza aromatica lunga con un bel corredo volatile, ne esalta lo spirito leggiadro.  Una sensazione acquea, essenziale, di distillato o macerato glicerico, ove i rossi frutti donano l'essenza spiritosa! Estraniante ed atipico , propone diversi round serrati a livello psicofisico!

GIORGIO MERCANDELLI - RILUCE: ETICHETTA BLU "O" BIANCO 2007
Pungente ed etereo impatta l'aere con indomita virtù! Macina e percorre distanze siderali nell'iimaginario collettivo; druidi e misteriosi liquidi odorosi riportan il sorriso d'una bevuta assai concettuale. Difficile poterne riassumere la complessità, un essenza resinosa si trincea dietro una piccante sensazione gustativa. Aromatica è la buccia di mango assieme alle dense goccie di resina d'eucalipto . Zenzero candito e pesche tabacchiera a ricompor un sorso assai spiazzante e gustoso!

Giorgio Mercandelli, un uomo di fede e cultura, risuona potente la sua fede cosi come il suo sguardo penetrante. Poniamoci oltre il mero liquido odoroso e guardiamo ad esso come cibo per l'anima! Alla prossima! Kanpai!
Ultima modifica ilMartedì, 13 Giugno 2017 09:10

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