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Piera Martellozzo: quando il sentimento si tinge di colore

Con la mente al passato e lo sguardo al futuro, i vini di Piera sono una lettura moderna di un territorio difficile quanto vocatissimo. Nella sua nuova sfida, Composizione di Rosso, il sentimento ha il colore della passione. E il vino diventa un quadro da toccare.
 
Donne di personalità, donne audaci e coraggiose, capaci di raccontarsi nei propri vini con emozione e ostinazione. Donne, prima di ogni cosa. Il mondo del vino non è avaro di storie di imprenditrici appassionate e determinate, di donne che non aspettano le opportunità ma che le fanno accadere. Di quelle che la strategia o la trovano o la creano.

Le lady del vino sono così. Sui primati manageriali di Piera Martellozzo si può raccontare molto: ha lavorato duramente per portare l’azienda di nonno Giovanni al successo di oggi, ha mantenuto la sua italianità facendone un tratto distintivo all’estero, i suoi vini parlano veneto e friulano nei mercati asiatici e americani mentre le sue bollicine raccontano in giro per il mondo di un Made in Italy imprenditoriale che ha voglia di fare, di innovare, di sorprendere. Una lettura moderna, questi sono i vini di Piera, un approccio innovativo di un territorio forte e non sempre facile. Ma, nonostante i grandi numeri, rimane una donna con i piedi per terra, instancabile, con quei sogni nel cassetto che sembrano non finire mai. E tra sogno e creatività esiste un legame stretto. Il sogno di Piera, protagonista a soli 29 anni di una storia aziendale che parte da lontano, era quello di coniugare nei suoi vini l’emozione di un territorio e la propria femminilità, l’innovazione alla tradizione, progetto dopo progetto.

C’è riuscita, da attenta curatrice di ogni suo prodotto, con quella sua creatività che viaggia alla velocità della luce, con quella passione per la perfezione e l’impulso costante alla ricerca senza mai accontentarsi dei risultati raggiunti. Con Composizione di Rosso, Piera non smentisce la sua originalità, ha guardato al futuro per ritornare al passo con i tempi, senza smettere mai di pensare al territorio, rivolgendo “la mente al passato e lo sguardo al futuro”.



La storia aziendale di Piera Martellozzo ha radici profonde e lontane, iniziano nel 1899, a Camposampiero, in provincia di Padova; dal bisnonno al nonno e poi al padre, fino al 1992, quando Mario Martellozzo decise che doveva essere lei ad assumerne le redini. “Il mio papà mi ha ceduto fisicamente le chiavi dell’azienda, dalla sera alla mattina, e avevo solo 29 anni” ricorda “da allora, la fortuna della mia cantina è data dall’insieme delle persone, nel bene o nel male, nelle scelte giuste e in quelle sbagliate; sono state comunque scelte che hanno portato a crescere, a valutare, a ponderare, soprattutto a fare della nostra attività il nostro cuore”.

Scelte e strategie che la vedono protagonista di decisioni importanti, come il trasferimento aziendale dal Veneto a San Quirino, in provincia di Pordenone, antica terra di Templari e un territorio davvero speciale, difficile ma vocatissimo, duro quanto generoso nella qualità: il terroir delle Grave del Friuli. Terreni difficili e asciutti, sassosi e minerali, che regalano profumi straordinari e aromi inconfondibili. Pietre che diventano protagoniste della nascita di uve dal bouquet elegante e ricco, di bianchi fruttati e di rossi che diventano preziosi nel tempo. E poi l’idea (vincente) di puntare sul biologico in tempi ancora non maturi come oggi e l’impegno nella vinificazione di vitigni allora poco conosciuti. Un modo per rivolgere lo sguardo verso il futuro, senza comunque rinnegare il passato.

La determinazione e il coraggio di Piera Martellozzo sono da sempre la base di partenza di ogni sua conquista, nella vita come in azienda: ha tinto di colore i suoi sentimenti e ne ha fatto la sua forza nelle Perle di Piera, spumanti dall’abito elegante che navigano ormai a vele spiegate nei mercati esteri; con Terre Magre ha saputo tenere ben stretto il legame con il suo territorio d’adozione, quel Friuli aspro e forte, imbottigliando la semplicità nella sua più grande essenza. Ha macinato premi e vendite da capogiro in Asia e in America, imprigionando bollicine scintillanti nella satinata linea 075 Carati, appassionandosi ad uno stile e riuscendo a farlo proprio. Vini scolpiti nella pietra delle Grave e nella generosità delle terre venete, che danno grandi soddisfazioni nel bicchiere ma anche all’occhio, vini che le somigliano tantissimo la cui qualità per Piera è quasi un dogma, ci dev’essere e va sempre migliorata.



Composizione di Rosso è forse l'inizio di una poetica rivoluzione in casa Martellozzo, un vino senza compromessi, dove l’impronta unica e riconoscibile di Piera non si smentisce, a partire dalla scelta della raffinata e pregiata etichetta: impreziosita nei suoi ricami in rilievo a secco, numerata e applicata a mano da lei stessa e volutamente muta, senza indicazioni di nome o annate, affinché parlasse solo il vino e il suo territorio. Un vino bello dentro ma bello anche fuori, pensato per l’estero come un richiamo e un omaggio a quel sapere italiano famoso nel mondo per la sua artigianalità.

Nasce dalla vendemmia 2011, da una “composizione” di vigneti e di tre varietà, una storia d’amore tra l’eleganza del Merlot appassito su graticci e il Cabernet Sauvignon, uniti al vigoroso Pignolo. Un abbraccio lungo, che termina dopo 24 mesi in barriques di secondo passaggio e più di un anno in bottiglia. Al naso è complesso, nel suo elegante ricamo che si eleva dai profumi fruttati, piccoli frutti di bosco, mora e mirtillo, e note piacevoli di ciliegia e fragola matura; un connubio elegante tra il colore e il calore della terra mescolati a sfumature mentolate e speziate, lievi sentori di alloro, tabacco e pepe bianco, e ancora da note floreali di violetta e di rosa. Deciso e sensuale, dai tannini morbidi ed equilibrati, avvolgente nella sua pienezza con un finale di caffè e cacao, delicatamente vanigliato.

Un vino da distrazione, come lo definisce Piera Martellozzo, limitato a sole 7000 bottiglie, un insieme che dà un valore aggiunto al vino che Piera ha creato e cercato, di grande personalità e carattere. Un vino da “toccare”, una sintesi di rosso in grado di far convivere armoniosamente qualità come autenticità e spessore, la femminilità e l’eleganza di Piera. La bellezza e la determinazione di una donna da leggere attraverso un vino, come un quadro prezioso da toccare.

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