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Vini di nicchia: gli Orange Wines

Caldi riflessi attirano lo sguardo nel calice, lo catturano, lo invitano ad indugiare nei bagliori un po’ misteriosi di quell’intenso gioco di colori in tutte le declinazioni dell’oro fino all’ambra.
 
Seducenti, ammalianti nell’aspetto, i colori e la consistenza sono una promessa di  intensi sentori ed aromi.

Vini per intenditori, figli di  piccole aziende vitivinicole spesso a conduzione familiare, di piccole vigne coltivate manualmente e curate in maniera certosina per vendemmiare uve sane, abbattendo le rese di produzione e facendo tesoro delle pratiche tradizionali ed ecosostenibili sia in campo che in cantina; vini con notevoli potenzialità di conservazione tanto da potersi permettere addizioni di solfiti modeste se non addirittura nulle.

Vini di nicchia, perché oltre ad essere prodotti in piccole aree e con basse rese, spesso da vendemmie tardive, necessitano anche di lunghi periodi di affinamento in cantina.

Vini per appassionati, dove ogni produttore crea il proprio vino come un’opera d’arte, libero di spaziare in un ambito a tutt’oggi privo di un disciplinare di produzione.

Dalla spiccata personalità, decisi e raffinati, gli Orange Wines, i vini del “Quarto Colore”, oltre al rosso, rosato e bianco, lungi dalla pretesa di essere “modaioli” sono invece vini per palati allenati e curiosi in grado di apprezzare le sensazioni forti che questi vini sanno dare e questo è il loro fascino ed il loro limite: o li ami o li eviti, bianco o nero, di certo la loro degustazione è un’emozione che non ti lascia indifferente.

Caldi ed intriganti nelle sfumature di colore, questi vini di grande consistenza, a volte velati,  sorprendono in soventi ed inaspettate limpidezze talvolta persino brillanti ma le sorprese continuano all’olfatto. Intensi, quasi opulenti, sentori di frutta matura, essiccata, erbe aromatiche, miele si susseguono intrecciandosi con gli aromi terziari.

Al palato esplodono in un ampio bouquet di confettura, frutta disidratata, note speziate, cenni eterei, sostenute da un tannino importante ma piacevolissimo e da una freschezza sorprendente.
La peculiarità degli Orange Wines è dovuta alla durata dei tempi di macerazione delle bucce nel mosto che da pochi giorni può estendersi fino a diversi mesi; in questo lasso di tempo le bucce lentamente arricchiscono il mosto di sostanze aromatiche e polifenoli.

C’è qualcosa di antico in questi affascinanti vini di notevole struttura e dall’incredibile bagaglio odoroso frutto della prolungata macerazione delle bucce degli acini di uva a bacca bianca nel mosto, vinificazione in rosso la chiamerebbero i tecnici: è il sapore antico della vinificazione di un passato non lontano, quando il vignaiolo non conosceva la differenza tra vinificazione “in rosso” ed “in bianco”.

Un gusto antico dovuto anche alla fermentazione naturale senza addizione di lieviti selezionati, alla sosta sulle fecce fini, all’affinamento in legno ed alla assenza di filtrazione in cui la chiarificazione  avviene naturalmente per precipitazione e flocculazione in bottiglie conservate in posizione verticale per favorire la deposizione; infatti è frequente trovare del sedimento nelle bottiglie. La presenza di deposito al fondo non è da considerarsi un difetto ma tratto caratteristico della tipologia, infatti la mescita può essere eseguita in due modalità differenti: facendo decantare il prodotto oppure rimescolando il sedimento e degustando il vino nella sua interezza.

L’apice del fascino viene raggiunto da alcune aziende che addirittura subordinano le pratiche di vinificazione e di cantina alle fasi lunari.

Gli Orange Wines nascono in Georgia dove vengono chiamati “vini ambrati” e la macerazione dura molti mesi in anfore di argilla sepolte nel terreno ma attualmente la zona di maggiore produzione di questa affascinante ed insolita tipologia di vino, che raccoglie un crescente numero di autentici appassionati, si colloca in un vasto arco che va dalle nostre regioni del nordest sino alla Croazia spingendosi a nord in territorio austriaco ma si sta lentamente estendendo in territori extraeuropei (U.S.A., Nuova Zelanda), europei (Spagna, Francia, Germania, Ungheria) nonché in varie regioni italiane.





Ed è proprio seguendo questa espansione di produzione dei vini macerati attraverso lo Stivale che lo scorso sabato 11 marzo, in terra di Delegazione AIS Brindisi, presso l’Ostuni Palace Bistrot & Cafè della “città bianca”, l’AIS Puglia ha tenuto un evento dedicato alla divulgazione della conoscenza di questi vini.

Alla presenza del Presidente AIS Puglia Vito Sante Cecere, del Delegato AIS Brindisi Rocco Caliandro e del dr.Giuseppe Baldassarre, grande esperto ed appassionato scrittore di temi riguardanti il vino,  nonchè membro della Commissione Didattica Nazionale AIS, ha magistralmente condotto la degustazione di dieci vini macerati prodotti in varie regioni italiane.

I vini sono stati abbinati ad un elegante menù curato dagli Chef dell’Ostuni Palace.

Nel corso della serata è stato pubblicamente richiesto l’intervento ed il parere sui vini in degustazione del dott. Davide Gangi, Editor di Vinoway.com, il quale si è confrontato con i relatori della serata sui “vini arancione” che costituiscono una piccola ma sempre più ampia nicchia nella pur vasta offerta enologica.



Pubblici e meritatissimi complimenti vanno a Gianpaolo Polese, noto sommelier di vecchia data e Responsabile Servizi Regionali AIS Puglia, ideatore dell’originale evento ed eccellente organizzatore.

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