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Assaggi senza tempo: la verticale di Anna Maria Clementi

Il “Metodo  Ca’ del Bosco” raccontato dal patron Maurizio Zanella attraverso 6 annate: 2007-2001-1999-1995-1989-1985.
 
Prassi vuole che dopo una degustazione il bravo giornalista assaggiatore si precipiti a plasmare nero su bianco  il suo punto di vista. È bene scrivere, commentare e pubblicare subito qualora incombano  scadenze imminenti (quasi sempre), ma, credeteci,  è ancora più appagante riuscire a parlare di una degustazione a distanza di tempo. Perché se ogni sensazione trasmessa da un vino e ogni singolo passaggio della narrazione fatta da un produttore sopravvivono con il trascorrere dei mesi, allora vuol dire che si è in presenza di grandi vini e di aziende memorabili.  In questi casi  il passaggio del tempo non fa altro che accrescerne il valore.

Ed è il caso di Ca’ del Bosco che in terra d’Abruzzo, qualche mese fa, ha proposto il meglio della propria produzione, non solo vino, ma storie narrate personalmente dal patron Maurizio Zanella. Una “magia” che si è avverata grazie alla tenacia di Giampiero Cichetti, sommelier  “forte e gentile” come vuole il detto che descrive gli autoctoni cresciuti ai piedi del Gran Sasso.  

C’è molto da dire sull’avveniristica azienda di Erbusco (Bs) che, interpretando su misura il Metodo classico in Franciacorta,  ha coniato il “Metodo Ca’ del Bosco”, alla base dell’80 % della produzione. Complessivamente, tra spumanti e fermi, vengono prodotte 500.000 bottiglie all’anno (di vini fermi propongono:  2 tipologie di bianchi e 5 di rossi). Le viti impiantate su 207 ettari hanno un’età media di 21 anni e l’azienda possiede la vigna più in quota della zona:  a 450 metri di altitudine con vista sul Lago d’Iseo. Zanella ama descrivere minuziosamente ogni ciclo del processo produttivo e ci tiene a far vedere i relativi filmati, cosicché anche i più scettici possano averne contezza.



“In vendemmia ogni gesto è decisivo. L’uva raccolta, sempre a mano, è trasportata in piccole cassette contenenti non più  di 16 chili e una volta giunta in cantina viene sottoposta al raffreddamento in cella per rallentare i processi ossido-fermentativi. Poi si procede alla revisione dei grappoli e all’idromassaggio in 3 fasi. Un percorso di lavaggio in 3 vasche di ammollo, che prevede il movimento e il galleggiamento dei grappoli grazie alle bolle d’aria e, infine, l’asciugatura, affinché il mosto non risulti diluito. Il sistema di controllo dell’igiene prevede la sanificazione dopo ogni ciclo di pressatura”, spiega Zanella. “Dopo la pressatura dei grappoli interi, a bassa pressione, segue il frazionamento del mosto in tre qualità. La prima comporrà le cuvée più prestigiose, la seconda sarà utilizzata solo in parte. La terza viene scartata. La vinificazione dei mosti di prima qualità è fatta per singola vigna, affinché emerga pienamente il terroir. Soltanto nella fase di assemblaggio, prima dell’imbottigliamento, avranno origine le 7 cuvée”, conclude il patron di Ca’ del Bosco.

Passiamo a breve alla descrizione degli assaggi, per l’occasione presentanti dalla sommelier Katja Soardi, ma è utile soffermarsi ancora su alcuni aspetti puntualizzati dall’enologo Stefano Capelli. Ca’ del Bosco non ricorre mai all’impiego di pompe per la movimentazione dei mosti e dei vini, bensì sfrutta il sistema dei vasi comunicanti. Cuvée e millesimati fanno élevage in barrique, fino all’assemblaggio. Il remuage è fatto a mano per i formati diversi dalla classica bottiglia da 750 ml. Il dégorgement  viene effettuato in assenza di ossigeno grazie ad un macchinario, unico al mondo, ideato e brevettato dall’azienda nel 2005. In questo modo, di conseguenza,  si riducono anche i livelli di  solfiti. Questo  è il “rituale” che porta all’ottenimento di vini  longevi dall’impronta particolare.

LA VERTICALE ANNAMARIA CLEMENTI (servizio affidato alla competente squadra dei sommelier della delegazione Ais Teramo)



Cuvée Annamaria Clementi 2007
Chardonnay 55%, Pinot bianco 25% e Pinot nero 20%. Sui lieviti 8 anni e 5 mesi. Dosaggio 1g/l.
Proviene da una annata calda, con inverno secco e tiepido, poche piogge. Germogliamento precoce. Condizioni climatiche a favore dello Chardonnay.
Calice luminoso, perlage minuto e continuo. Profumi fragranti di frutta croccante e agrumi, pera bianca, pesca e bergamotto. Accenno floreale di camomilla, con un tocco suadente di miele. Al palato è vibrante, strutturato e sapido. Trasversale negli abbinamenti gastronomici.



Cuvée Annamaria Clementi 2001
Chardonnay 55%, Pinot bianco 25% Pinot nero 20%. Sui lieviti 14 anni, dosage zéro.
Inverno prolungato,  periodo primaverile breve che ha introdotto una fase di caldo costante.
Colore giallo oro brillante, come un lingotto. Interessantissimo al naso, con note marcatamente minerali, fruttato di frutta gialla polposa e sottobosco, tocco fumé. A incorniciare il tutto un gradevole profumo di briciole di biscotto e miele. Perlage sottile che solletica il palato, freschezza sostenuta, sentori iodati e scia di nocciola in chiusura. Frutti di mare per accompagnare.



Cuvée Annamaria Clementi 1999
Chardonnay 60%, Pinot bianco 20% Pinot nero 20%. Sui lieviti per 16 anni, pas dosé.
Annata con un inverno rigido e breve, estate calda flagellata da temporali che resero complessa e lunga la vendemmia.
Numerose colonne di bollicine esaltano il bel colore giallo dorato. Bouquet al naso. Mosaico di profumi croccanti, burro, crostata, frutti esotici e agrumi canditi. Sorso scalpitante e minerale. Ideale con le linguine all’astice.



Cuvée Annamaria Clementi 1995
Chardonnay 55%, Pinot bianco 25% Pinot nero 20%. Sur lie 20 anni e senza dosaggio.
Inverno e primavera con andamento climatico nella norma, estate rovente.  Vendemmia posticipata a settembre con rese molto basse: 50 quintali/ettaro.
Il primo millesimo Docg. Spumante giallo dorato con riflessi ambrati. Perlage sottile e continuo:  è il marchio di fabbrica. Netta intensità olfattiva, sentori vagamente floreali, note di frutta secca e frutta esotica, speziatura elegante. Profumo evoluto di lievito, nocciola e mandorla. Suntuoso e vellutato in bocca, decisamente fresco. Si abbina alla perfezione con gli erborinati di montagna.



Cuvée Annamaria Clementi 1989
Chardonnay 35%, Pinot bianco 35% Pinot nero 30%. Sui lieviti per 26 anni e senza aggiunta di liqueur d’expèdition.
Espressione di un inverno secco e freddo, una primavera fredda e umida seguita da un’estate poco calda. Luglio e agosto piovosi; vendemmia a settembre.
Riflessi aurei e cristallini fanno da sfondo al consueto perlage fine. Sbalorditivo il profilo sensoriale. Al naso note ferrose e marine, con accenno di pietra focaia, foglie secche e funghi, a seguire una graziosa punteggiatura di crema catalana e tabacco. La frutta fa capolino solo per un attimo. Sorso incantevole, persistente e terso. Si abbina con eleganza a un bel piatto di riso Venere, con gamberi rossi e zucchine.



Cuvée Annamaria Clementi 1985
Chardonnay 35%, Pinot bianco 35% Pinot nero 30%. Ben 30 anni sui lieviti, brut sauvage.
L’inverno è stato secco e freddo, la primavera più calda del solito e l’estate caldissima. Vendemmia a inizio settembre. Rese basse. L’annata si è impostata nel panorama vitivinicolo nazionale tra quelle da sottolineare per il pregio dei vini prodotti.
Elegante nuance cristallina giallo oro, perlage da manuale. Ventaglio olfattivo intrigante ed eccellente: scia iodata, mallo di noce, frutta caramellata, burro, croissant integrale, spezie e graffite. Suntuoso al palato e piacevolmente fresco. Da gustare insieme a un plateau di crudité.

Ultima modifica ilMartedì, 21 Marzo 2017 10:30

1 commento

  • Franco Ziliani
    Franco Ziliani Mercoledì, 22 Marzo 2017 02:17 Link al commento Rapporto

    acciperbacco, ci sono voluti mesi caro Gggggggangi, perché tu riuscissi finalmente ad esaurire la tua enocronaca e posterla finalmente su VINOWAY (ma 'ndo vai?)
    Alla fine devo dire che a parte "la frutta che fa capolino" (e se poi se la mangia un topolino=?) la tua narrazione, ma che dico, il tuo eno-storyt telling fluisce niente male.
    E bravo Davide, che a furia di leggermi piano piano stai imparando a scrivere e assaggiare. E bravo il mio amico e cumpà pugliese :)

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