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Calarosa Nero di Troia: rosato di elegante personalità

Il Rosè, conviviale  e brioso è ormai diventato  un fenomeno  di tendenza  nel mondo del vino e Calarosa, rosato da Nero di Troia IGP Puglia di Borgo Turrito,  è  espressione di questa tendenza ma anche del territorio  a cui appartiene, il Nord della Puglia.
 
Lì dove è  l'odierna provincia di Foggia, un tempo era l'antica Daunia e comprende il territorio che abbraccia  il  Tavoliere delle Puglie, il Gargano ed il Subappennino Dauno, conosciuto anche   col nome di Capitanata, così  come era chiamata in epoca bizantina, quando era amministrata da funzionari detti "Capitani".

Una terra ricca di bellezze paesaggistiche, basti pensare al Parco Nazionale  del Gargano e agli incontaminati paesaggi marini della costa che, grazie alla difficile accessibilità al mare, conservano  scenari mozzafiato e calette rimaste assolutamente intatte nel tempo. Persino  Il “Telegraph”, in Gran Bretagna, consiglia questi luoghi da visitare, tra i 21 più belli d'Italia.

Ricca anche di storia, come dimostrano le numerose zone archeologiche intorno a Foggia, con   tutti i piccoli borghi medievali, è da sempre ricordata soprattutto  per l'opulenza delle produzioni  agricole della zona del Tavoliere.

Nel cuore di questa immensa, fertile pianura, a pochi km dal capoluogo, si apre una distesa verde, il Parco Regionale del Bosco Incoronata. Un'area protetta di oltre mille ettari, attraverso il quale scorre il torrente Cervaro, e che abbraccia  il Santuario della Madonna Incoronata. In quest'area incontaminata, oasi di pace e di verde, sorge la Casa Vinicola Borgo Turrito.



Il titolare dell'azienda Luca Scapola, enologo e giovane imprenditore, nel 2006 ha sostituito il padre nella conduzione  della casa vinicola, che affonda le radici nella tradizione di famiglia fin  dal lontano 1890. Partendo da una preparazione  universitaria, che gli ha permesso di raggiungere  una grande qualità produttiva, ha sempre applicato i valori di un'agricoltura sostenibile.



I vigneti dell'azienda  godono delle favorevoli condizioni ambientali  e climatiche del Tavoliere delle Puglie e la superficie vitata è di 14 ettari con una produzione di 30.000 bottiglie annue.
Quest’azienda, già da molti anni, valorizza uno dei vitigni autoctoni più antichi e caratteristici della Puglia,  il Nero di Troia le cui uve danno vita a vini che esprimono l'anima del territorio con peculiarità  aromatiche sempre molto  originali.



Il vitigno a bacca rossa è  tra i più  diffusi e caratteristici della Puglia Centro - settentrionale. Forse di derivazione  ellenica , le diverse leggende riportano la sua origine anche all'antica città  dell'Asia Minore, Troia, oppure ad una città albanese, Cruja, il cui nome in vernacolo risponde  al nome di Troja. Non è  tuttavia da escludere l'ipotesi che già i Dauni e i Peuceti coltivassero un vitigno assimilabile a questo, come dimostrerebbero  alcuni studi.

Il Nero di Troia è tra i vini più antichi della Puglia e, grazie all'interesse che negli ultimi  anni l'enologia internazionale sta mostrando verso le produzioni  degli autoctoni, è  stato rivalutato conquistando una posizione di grande rilievo tra i vini tipici italiani.  Si contraddistingue per il suo colore rubino intenso  che a volte si avvicina al nero, per  il carattere fortemente  tannico e il gusto deciso che rispecchia le caratteristiche del territorio, così come i profumi fruttati riprendono quelli delle bacche dei boschi delle Daunia.

Di questo vitigno, con vinificazione  in purezza, Luca Scapola ha saputo  dare diverse declinazioni, due rossi, Torcervaro e Troquè,  entrambi caldi ed avvolgenti, meno strutturato il primo,  con un corpo più  vigoroso il secondo, ed un rosato Calarosa  IGP Puglia.

Un vino nato certamente  per distinguersi, poiché,  frutto di una nuova produzione, si è  subito aggiudicato il prestigioso  riconoscimento dell'Unione degli Enologi Francesi partecipando all'edizione 2016  de "Le Mondial Du Rosè" che si è tenuto a Cannes e dove sono stati valutati vini rosati di  ben 28 diversi Paesi del mondo. Un' importante  selezione con degustazione  alla cieca attraverso il rigoroso giudizio di una sessantina di  severissimi giudici. Orgoglio e successo per l'Italia e per  il produttore ed enologo Luca Scapola che, con  bravura e perizia, ha portato  a casa  un ambito  premio.

Il Calarosa 100% Nero di Troia, non tradisce  la sua  natura , coerente già nel colore,  di un bel Cerasuolo deciso, si presenta come  un  rosato dalla personalità elegante. Si porta al naso con apprezzabili sensazioni  floreali di rosa,  insieme a sfumature  che ricordano la zinnea.



Il frutto nella sua integrità  avvolge pienamente  l'olfatto  riportando la ciliegia,  il lampone, il ribes e spunti di sottobosco che ne sottolineano la freschezza. Guizzi agrumati  bilanciano molto bene la piacevole morbidezza dei frutti rossi creando una giusta tensione.

Al sorso sfodera  tutta la sua piacevolezza di beva, avvolgente  e ben bilanciato, dà  giusto spazio ad acidità e freschezza con una lunga e spiccata nota sapida. All'assaggio si ritrova esattamente  tutto quello aveva promesso  l'esame  olfattivo.

Si serve ad una temperatura  ottimale di 8°  ed i suoi 12,5% vol.  di alcool lo rendono perfetto per piatti  mai troppo carichi, così vogliamo immaginarlo come fantastico abbinamento  ad una cucina a base di frutti di mare e pesce, o ancora per accompagnare carni bianche e per accendere  l'atmosfera  durante un aperitivo tra amici, con accattivanti appetizers e come ambasciatore di un luogo turisticamente attraente come la Capitanata.

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