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Fiano "Don Chisciotte" Campania IGT: una verticale di rara bellezza

L'ardua battaglia contro i mulini a vento. Una verticale di rara bellezza a ritroso nel tempo, sino agli albori.

Il nuovo regolamento di esecuzione (UE) n.203/2012 applicato al vino biologico è molto più calzante e restrittivo rispetto alla normativa del 2009.

La famiglia Zampaglione in etichetta, con una minuta scritta marginale indica, per i millesimi dal 2008 a seguire, la dicitura biologica.

Fortunatamente, da sempre (sin dai tempi non sospetti) nel podere si producono mistici liquidi odorosi tramite "avanzatissime" tecniche contadine tramandate nel tempo, le quali, superano e scavalcano l'effimero regolamento comunitario di gran lunga convenzionale.

E' il Fiano di riferimento per la tipologia, la cui vinificazione si avvale di tradizionali gesti ragionati e di studiate sperimentazioni veggenti. Numerose follature manuali giornaliere con lunghi e vetusti bastoni di castagno, lunghe macerazioni mensili o bimestrali per estrarre alla radice quadrata il gusto di Calitri e del Tufiello in generale.

Direttamente dalla cilindrica vasca  inossidabile alla bottiglia per un totale di 15 mg di solforosa presente. Pionieri di una coltivazione "singolare", un unica varietà di vite in un territorio lunare, omogeneo e continuo in cui la comunità e gli amici sconsigliavano l'investimento (per loro) non conveniente se non addirittura folle. Non pervenuti i colleghi vignaioli da cui apprendere le favoreli caratteristiche geomorfologiche locali su cui ragionare, mentre il grano occupava ed occupa la gran parte del suolo a disposizione.

Numerosi scritti riportano saltuarie menzioni di un vitigno denominato Santa Sofia, coltivato in una zona vocata in quel di Calitri. Purtroppo ad oggi si è scoperto, tramite lo studio genomico, che tal vitigno non ha nulla a che spartire con il Fiano, in passato si pensava fosse un suo biotipo. A Calitri  le giovani viti quindicenni, intraprenderanno il loro cammino verso l'equilibrio qualitativo tra qualche anno, nel frattempo Guido Zampaglione ha sperimentato ed ha vinificato fino al 2009. Successivamente ed insolitamente lo scettro passerà nella mani di Pierluigi e Nerina Zampaglione, i quali in prima persona si occuperanno di dar continuità all'azienda. Mentre Guido Zampaglione darà vita all'azienda Tenuta Grillo in Piemonte.

SENSAZIONI TERRITORIALI: Sorgerà saturo di colorata passione, a riscaldar l'argillosa e nera fredda terra tufacea. L'alba d'un silenzioso mattino, illuminato e riscaldato da un tiepido, pigro sole rosso. Morbide colline arrotondate, levigate dal fresco e vivace vento che le appiattisce a novecento metri di altitudine. Latita il soffice mantello bianco, lascia il posto ad una nebbiolina calda e vaporosa che dal terreno sale a punger le narici di humus e lombrichi. Nebuloso si confà come nettare primordiale che sazia e disseta.

"Agitato" prima della mesciata ,per un uva in vorticosa sospensione ,la quale negli anni, ha affinato, protetto e conservato il vino senza l'uso di esogene sostanze artificiali. Collegato ed in sintonia con il territorio circostante traccia inizialmente il binario su cui incanalare le tipicità del vitigno. Successivamente spavaldo, sorprenderà per finezza, complessità ed inconsuete aromaticità.

PIERLUIGI ZAMPAGLIONE: FIANO "DON CHISCIOTTE" CAMPANIA  IGT 2006 - 2007 - 2008 - 2009
Diversi tipi di vetro per ogni millesimo, diversa grafica e certificazione ,diversi diametri di sughero monopezzo, eppure, vi sono molteplici fattori comuni che contraddistinguono i millesimi succeduti nel tempo come il vitigno e l'impronta vinificatrice di Guido Zampaglione. Un'unicità singolare in ogni millesimo che deve essere colta all'istante con la consapevolezza che vi sarà una nuova passione, differente dalla precedente, non più replicabile. L'onore e il privilegio gustativo d'esser parte storica testimoniante nelle vicissitudini aziendali necessita profonda attenzione e propensione all'ascolto. Un esercizio culturale di comprensione ed emozione spirituale, che esclude il mero esercizio estetico di comparazione o recinzione della "categoria" stessa. La plastica e stucchevole perfezione stilistica è bandita lasciando la briglia sciolta al vivace soffio vitale che anima l'odoroso liquido.

2009: annata calda e atipica con un corpo denso e tostato. Eppure è fresco a sottolinear la fine fragranza leggiadra degli aromi liberati. Partenza decisa che incanala le sensazioni caloriche in un corpo massiccio che ben le amalgama. Dinamico e cangiante mostra il suo sfaccettato animo solare. Raccoglie sensazioni mediterranee come la scorza di mandarino arrostita nelle braci di un caldo camino. Gustoso è il composto di pomodori secchi, basilico, timo e sale, nel pestello amalgamato. Tostati e saltati i cardi con i friarielli vengono salati ed aromatizzati con del finocchietto selvatico e dei capperi. Sensazioni vegetal-fruttate danzano all'unisono in un liquido salato leggermente affumicato che incanta e lascia senza fiato.



2008: opulento e festoso, asfalta d'allegria. Solare e polputo coccola l'avventore ignaro. Dolcezza matura, stillante umori densi e succosi. Pungenti ed uniti gli aromi esalati. Un festosa varietà dal tessuto vellutato satura l'onirico sorso.



UN VINO DA MERENDA: crêpes al miele di castagno con un abbondante spolverata di cannella, bagnata da uno sciroppo di chiodi di garofano e noce moscata. Piccole zeste di pompelmo e cedro candite ricoperte di bianco cioccolato saziano ed equilibrano l'amaricante sorso ossidato di tè nero alla lavanda.

2007: la dimostrazione del duro cammino impervio di crescita e trasformazione. Tenace ed incisivo il graffio dolce-amaro. La liscia tensione di una tela contemporanea bucata di netto. Concentrato come lo spirito nell'atto zen. Granitico lascia il segno, marchia a fuoco il tizzone ardente. Verace ed elegante segna con coerenza il severo rigore.



UN VINO DA COLAZIONE: tè verde al bergamotto, frollini al succo di guaranà con semi cardamomo nero. Noci brasiliane, bacche di goji ed alkekengi disidratato a comporre la solida gamella.

2006: possiede una rara capacità evocativa di purezza e persistenza. Riscuote l'immediato consenso l'armonico equilibrio gusto-olfattivo. Una percezione gustativa di generoso slancio e di confidenziale emotività. Intimo ma trasparente nel sottolineare la leggiadria di un fiorito giardino primaverile che odora di passiflora, fior di zagara e frangipane. Gustoso come un salato succo di nespola e pesca tabacchiera. Un armonioso cerchio lineare di infinita bellezza che non ha inizio e non ha fine. Un abbraccio inclusivo e riassuntivo di tutte le annate degustate. L'ultimo assaggio termina con la prima annata di Guido Zampaglione che stranamente racchiude in sè tutte le caratteristiche degli anni futuri. Plurianimato di gioia lodato.

Ultima modifica ilMartedì, 25 Ottobre 2016 10:30

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